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Il Liceo di Paola contro le malattie sessualmente trasmissibili

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I ragazzi nella sala dell’Auditorium

L’altro ieri mattina, tutte le classi quarte e quinte (compresi i terzi A e B dello Scientifico) del Liceo di Paola “G. Galilei”, hanno partecipato al Convegno medico di prevenzione e informazione sulla tematica delle malattie sessualmente trasmissibili. Presso l’Auditorium “M. Marcelli”, adiacente la Chiesa di S. Maria degli Angeli di Sant’Agata, dinnanzi ai medici dott.ssa Bernaudo, dott. Lucente, dott. De Matteis e dott. Pititto, nonché alla Dirigente Filice, i ragazzi hanno potuto ascoltare una lezione “importante” per la loro salute.

Intervenuta a riguardo, la preside Anna Filice ha dichiarato: «Mi sembra che i ragazzi abbiano recepito il messaggio che abbiamo iniziato a comunicare dallo scorso anno quando, nell’ambito del contesto relativo alla prevenzione delle malattie conseguenti alle abitudini alimentari, abbiamo discusso della necessità di attuare pratiche salutistiche capaci di prevenire fenomeni come l’anoressia o il diabete giovanili. Purtroppo è acclarato che l’amore “libero” non concede margini di sicurezza assoluta e, siccome la scuola può intervenire fino ad un certo punto, abbiamo concentrato la massima energia nella diffusione di informazioni competenti come quelle che solo medici specializzati sono in grado di fornire. È necessario togliere il velo da tutti quei temi che ancora oggi sono considerati tabù e noi, come scuola, siamo dotati di un Centro d’Ascolto che può essere funzionale alla risoluzione del problema».

Proprio in relazione ai medici intervenuti, è stato possibile acquisire le impressioni degli altri relatori, professionisti come Giuliana Barnaudo la quale ha puntualizzato che: «Entrare nel cuore dei ragazzi è molto impegnativo. L’approccio ad un argomento così delicato lo si può ottenere soltanto se la credibilità degli interlocutori è riconosciuta. Il nostro compito è fare in modo che i giovani credano in noi, indipendentemente dall’aspetto cattedratico e istituzionale, perché la nostra è una responsabilità etica e morale che trascende i ruoli formali in cui spesso si rifugiano gli educatori che pretendono di risolvere il problema parlandone da soli. In questi casi ci vuole una cultura all’ascolto, soprattutto perché le nuove generazioni ne hanno bisogno, perché certi malesseri non si limitano al solo aspetto “fisico” ma permeano anche nell’anima».

Il dottor Lucente, da parer suo, ha detto che: «I virus non hanno un cuore, però si possono prevenire. Con programmi che si svolgono come quello odierno, possiamo motivare i giovani a cautelarsi culturalmente dal contagio».

PRESTO SARÀ DISPONIBILE ANCHE IL VIDEO CON LE INTERVISTE

Articolo apparso su “La Provincia di Cosenza” in data 14.12.2014

About Francesco Frangella

Giornalista. Mi occupo di Cronaca e Politica. Sono tra i fondatori del Marsili Notizie ed ho collaborato come freelance per varie testate.

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