La questione sollevata dal Comitato di Salute pubblica, relativamente al calcolo della tassazione riferita ai ruoli di acqua, fogna e depurazione, è approdata all’attenzione dell’Autorità per l’Energia, il Gas e il Servizio Idrico. A prendere carta e penna è stato Franco Calvano, decano dei revisori contabili paolani, che al termine di un procedimento rigoroso, ha ritenuto doveroso rendere edotta l’Autorità riguardo il sistema con cui l’amministrazione Ferrari ha propinato ai cittadini bollette abnormi.

«Dalla primissima verifica eseguita – scrive Calvano nella vertenza inoltrata – è subito parso chiaro che l’aumento praticato dall’Ente era da considerarsi fuori misura. Allo scopo di avere un primo riscontro contabile, è stata eseguita una prima simulazione, utilizzando esclusivamente i dati forniti dall’Ente nella Delibera n. 25 adottata in data 30/11/2013, onde verificare se applicando le tariffe indicate in delibera ai m³ complessivi che l’Ente ha indicato di fatturare sempre nella stessa Delibera, venisse o meno coperto il costo totale del servizio sostenuto dallo stesso Ente (aumentato rispetto all’anno prima). La verifica ha dato un esito inequivocabile, l’importo complessivo risultante che il Comune dovrebbe fatturare è quasi doppio a quello del costo totale del servizio. Di seguito a questa prima sorprendente verifica è stata elaborata una seconda simulazione nella quale sono state riportate le tariffe unitarie praticate nel 2012 alle quali è stata applicata la maggiorazione del 35,66%, che è quella indicata dall’Ente come necessaria per coprire l’intero costo sostenuto. Dall’esame di questa simulazione si evince che se l’Ente avesse adottate le tariffe 2012 maggiorate della percentuale dal Consiglio deliberata (35,66%) avrebbe ottenuto non solo la copertura del costo totale ma anche un margine di circa 200.000 €».

Un surplus cui l’amministrazione non ha mai ritenuto di dover dar conto, così come non ha mai risposto nel merito della contestazione relativa al servizio di fogna e depurazione dove, a fronte di una maggiorazione costante del 1,3% (cui sarebbero dovute seguire tariffe nell’ordine delle decine di centesimi), il comune ha applicato prezzi che hanno superato quota 1,20 €. Motivo per cui Calvano conclude scrivendo che: «Moltiplicando queste tariffe per ben oltre un milione di m³ fatturabili, le cifre diventano importanti. E, obiettivamente, si fa parecchia fatica a giustificare il tutto con eventuali errori casuali».

Chi volesse leggere l’integrale della missiva riportata in stralcio nell’articolo può farlo cliccando qui.

Bollette Acqua Paola – Avanza lo spettro della speculazione? [Il Comune avrebbe incassato più del necessario. Perché?] ultima modifica: 2015-03-31T21:14:33+02:00 da Francesco Frangella
Francesco Frangella

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Giornalista. Mi occupo di Cronaca e Politica. Sono tra i fondatori del Marsili Notizie ed ho collaborato come freelance per varie testate.