Brian insieme ai ragazzi di LongoTherapy

Brian insieme ai ragazzi di LongoTherapy

Veste sportivo, si sposta in bicicletta e oltre a quello di viaggiare ha uno scopo ben preciso: ritrovare suo padre italiano. È irlandese, ma tutto sembra tranne che questo. La sua carnagione scura e i capelli bruni lo fanno in effetti assomigliare più a noi mediterranei che ad un irlandese, solitamente chiari e con i capelli rossi o castani.

Lui è Brian Wallace, 39 anni, adottato dalla famiglia che lo ha cresciuto come fosse un figlio naturale. Ma Brian vuole incontrare i genitori per conoscere le proprie origini e così fa delle ricerche che lo portano fino alla madre naturale, che però non vuole avere rapporti con lui e si rifiuta persino di aiutarlo a ritrovare il padre, di cui sa che era uno studente di ingegneria a Londra nel ’74, quando lui nacque. Ma non si scoraggia, e così nel 2012 inizia l’avventura a bordo della sua bicicletta passando attraverso l’Ucarina, la Francia, la Germania, fino a Malta, con l’intento di ritrovare il padre dopo aver riscontrato in seguito ad analisi, approfondimenti e incroci del DNA e vari test, che quasi sicuramente la sua famiglia appartiene ad un ceppo mediterraneo, e quindi probabilmente al Sud Italia. Dopo essere stato circa 5 mesi in Sicilia, ha toccato anche mete calabresi, come Parenti, la Sila, e proprio pochi giorni fa lo abbiamo incontrato a Longobardi, dove è stato accolto dai membri della neo nata associazione Longotherapy, che hanno ascoltato la sua storia e lo hanno ospitato per una notte prima della sua partenza per Salerno, dove lo aspettava un’amica.

Non essendoci una banca dati, riuscire a reperire DNA e informazioni risulta essere molto difficile, ma non impossibile. Brian infatti nonostante non abbia raggiunto ancora il suo scopo, da tre anni non si da per vinto e continua il suo viaggio, attraverso il quale spera di trovare qualcuno che lo aiuti a realizzare, anche sotto il punta di vista economico, una banca dati. È infatti alla ricerca di volontari disposti a fare test genetici su se stessi e su di lui in modo da limitare la sua ricerca a regioni specifiche, non solo per se stesso ma anche per aiutare altri bambini adottati che vogliono conoscere i genitori naturali.

Il suo profondo bisogno di viaggiare, altra ragione per cui ha messo da parte il suo ruolo di esperto matematico, oltre che per la ricerca, lo spinge a voler continuare e a non arrendersi nonostante le molte difficoltà.

Un lungo viaggio in bici che rappresenta non solo un sogno ma uno stile di vita, che Brian vuole inserire nel libro che vorrebbe scrivere su questa sua avventura, al fine di farsi aiutare e far conoscere a tutti la sua storia, che gli auguriamo possa avere un sorprendente lieto fine.

Dall’Irlanda al Sud Italia alla ricerca del padre naturale ultima modifica: 2015-05-25T17:28:43+02:00 da Asmara Bassetti