C’è una risoluzione presentata da un deputato che, se accolta, potrebbe risolvere definitivamente la situazione in cui versano i rapporti tra i camici bianchi e il fisco italiano. La questione, della quale abbiamo dato conto su queste pagine di recente, è stata sollevata con forza dal dottore paolano Cosmo De Matteis, che ritenendosi vessato dalle onerose richieste erariali riguardo la sua attività di medico (paragonate a quelle di una piccola azienda, leggasi: Irap), ha già condotto – e vinto per due volte – dure battaglie giudiziarie. Siccome l’Agenzia delle Entrate non avrebbe ancora recepito il senso delle rimostranze del vicepresidente del Sindacato dei Medici Italiani, e datosi che le richieste – anziché arrestarsi – sono state ripresentate con l’aggravio delle more (cosa che sarebbe accaduta anche ad altri colleghi di De Matteis), al camice bianco paolano è parso opportuno rivolgere le istanze della categoria direttamente a qualcuno che le potesse discutere negli ambienti decisionali di Roma. Il riferimento individuato è consistito nel deputato ex cinque stelle, attualmente in forza tra le fila di Alternativa Libera nel gruppo misto, Sebastiano Barbanti.
L’onorevole lametino, dopo aver colto le ragioni di questa opposizione, s’è fatto carico di discuterla laddove è possibile operare dei cambiamenti, presentando la questione in un’ottica desumibile dall’estratto che segue. «La VI Commissione – si legge nel testo firmato dall’on. Barbanti – premesso che la giurisprudenza della Corte di Cassazione ha statuito che l’assistenza distrettuale fornita dai medici di base è prestata al fine garantire a tutti i cittadini un percorso di accesso ai servizi sanitari in modo coordinato e integrato […] (e che, ndr) la giurisprudenza ha asserito che il medico di assistenza primaria (Map) è operante all’interno del sistema sanitario nazionale; conseguenzialmente, i medici di assistenza primaria dovrebbero essere esentati dal pagamento dall’Irap.[…] (la IV Commissione, ndr) impegna il Governo ad adottare iniziative normative volte alla sospensione dell’invio di nuove cartelle in attesa della pronuncia della Corte di cassazione riunita in Sezioni Unite». Una sospensione che, in prospettiva, rappresenterebbe la vittoria di portata categoriale e nazionale di Cosmo De Matteis.
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