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[Paola] Basilio Ferrari e Roberto Perrotta: Confronti Ipotetici (pt.1)

Considerando la solerzia manifestata ultimamente da certi ambienti amministrativi paolani, sancita più che altro “a parole” ma non “a fatti”, e volendo dar seguito all’ipotetico confronto tra il presente e il passato, sempre rimarcato (da coloro che attualmente occupano le stanze gestionali del Sant’Agostino) come il periodo da cui consegue la deprimente attualità vissuta in città, è forse il caso di mettere in parallelo le “realizzazioni” di Basilio Ferrari con le considerazioni di Roberto Perrotta.

Ovviamente il riferimento a questo immaginario scambio di battute (teorico solo perché i due stanno continuando a dirsele “velatamente” e per interposto canale), sorge spontaneo da quanto è stato detto nel corso della conferenza stampa in cui, i due consiglieri dimissionari del partito socialista, hanno espresso le ragioni della loro iniziativa.

Partendo dal fronte dei “lavori pubblici”, laddove Ferrari ha rilasciato di stare raccogliendo i frutti della «programmazione che si concretizza con la realizzazione di una serie di opere pubbliche ed infrastrutture in grado di trasformare radicalmente l’aspetto e l’assetto della città ed il miglioramento di tutti i servizi», Perrotta ha ricordato alcune distorsioni.

Ad esempio, riguardo lavori attualmente in corso sul largo “Sette Canali” (già presi di mira nel corso del partecipatissimo incontro con la città tenutosi in Piazza del Popolo lo scorso 29 Maggio), l’ex primo cittadino si è così espresso: «io penso soltanto che se la gente ci riflette un poco, su un’opera per cui erano stati spesi soldi pubblici non più di quattro o cinque anni fa, andare a farci sopra un’altra opera pubblica non è una bella cosa». Quindi, approfondendo l’analisi e allargandola anche a quanto accaduto nell’ex Palazzo di Città (il collegio dei gesuiti appaiato alla Chiesa del Rosario), l’ex sindaco dal doppio mandato, ha rimarcato gli aspetti paradossali celati dietro l’operazione del bando per l’assegnazione dei due locali a piano terra (con affaccio sulla parte “centrale” di Via Nazionale) successivamente ritirato. «Tutta l’iniziativa è stata intrapresa perché bisognava distogliere i fondi che erano stati previsti per completare il secondo piano di quel palazzo». Insomma, a far parlare le evidenze, sembrerebbe che l’intraprendenza pubblicamente laboriosa di Ferrari, si sia concentrata più che altro su un abbattimento selettivo delle cose che erano già state messe in atto prima del suo avvento. Opere sostituite con un bel nulla.

In questo contesto di macerie non poteva mancare l’isola pedonale sul lungomare che, per quanto l’attuale sindaco s’affanni a pubblicarne i progetti cartacei sui social network, palesa ancora una situazione addirittura precedente alla seconda amministrazione Perrotta. Ma il sassolino dalla scarpa, il duplice ex (sia inteso come sindaco che come consigliere comunale) se l’è tolto col parcheggio sotto l’Agip.

«Dove sono le autorizzazioni – si è chiesto Roberto Perrotta – dov’è il progetto? Per carità, di bello è bello, ma non posso dimenticare che io, per aver bitumato la strada sotto la stazione, parallela al lungomare, sono stato denunciato alla Procura. Identico trattamento che mi è stato riservato per aver fatto la stessa operazione con la strada che porta al carcere. Questo era il leitmotiv di determinate persone. Io alla Procura non ci voglio andare, anche perché poi penso che la Procura la notizia criminis ce l’abbia in tutti i modi se vuole intervenire»

(1. continua…)

About Francesco Frangella

Giornalista. Mi occupo di Cronaca e Politica. Sono tra i fondatori del Marsili Notizie ed ho collaborato come freelance per varie testate.

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