Iniziare l’anno, generalmente, vuol dire cercare le motivazioni per offrire spunti utili ad ispirare buoni propositi. Quindi, sebbene le cose – vuoi per la crisi globale, vuoi per l’inerzia locale – non girino per il “verso giusto”, lo sforzo collettivo assurge sempre al comune auspicio volto al miglioramento di qualunque situazione. Eppure, nonostante la volontà segnali l’urgenza di argomenti funzionali a parlare di un “meglio” cui fare riferimento, la realtà palesa situazioni di segno opposto.

Cercare di vedere il bicchiere “mezzo pieno”, a Paola, non basta più. L’ottimismo di facciata, purtroppo, si scontra con il realismo di misura che è sempre un passo avanti rispetto alla speranza. Ragion per cui, anche oggi, nonostante ci si trovi dinnanzi alle prime colonne inchiostrate del 2016, il leitmotiv della cronaca riportata suona sulle stesse note con cui si è concluso l’anno “vecchio”.

Non ce ne voglia nessuno se da questa orchestra di notizie viene fuori una cacofonia, perché sarebbe disonesto tacere i piccoli e grandi accadimenti che si consumano tra i confini cittadini. Questioni come quelle inerenti la viabilità che, nella giornata di San Silvestro, ha manifestato limiti evidenti, intralci fuori dalla portata del centro città ma comunque penalizzanti in entrata e in uscita dal comune. Su tutti l’arteria che dovrebbe costituire l’ingresso alla città, quella conseguente il nevralgico svincolo che da un lato conduce al Santuario e dall’altro porta al Piazza IV Novembre. Via Nazionale, nella fattispecie, è praticamente una giungla urbana, viziata dalle tante attività commerciali che – nei periodi di festa – diventano attrazioni irrinunciabili per chiunque. Da quando alcune aree parcheggio sono state chiuse e incatenate, la pressione veicolare è tale che in molti non riescono a trovare un posto dove lasciare la macchina per recarsi a fare la spesa, quindi – agendo indiscriminatamente – ognuno si determina come meglio crede e, troppo spesso, lo fa a scapito degli altri.

traffico-via-nazionale-paola-csCome documenta la foto allegata, laddove si erge fiero un segnale di divieto di sosta, una sfilza di vetture parcheggiate occlude quasi interamente la carreggiata del verso in salita della strada. Questo determina una situazione per la quale, al primo passaggio di un mezzo pesante – sia in entrata che in uscita – tutto si blocca, con conseguenze nefaste per l’umore e la qualità della vita dei cittadini, costretti spesso a veri e propri faccia a faccia per ristabilire ruoli e responsabilità che dovrebbero essere chiariti dal codice della strada.

Sempre restando sul fronte della viabilità e del commercio, purtroppo, bisogna registrare un ulteriore passo indietro sulla reclamizzata isola pedonale di Corso Roma, laddove – dopo una storica e tradizionale macelleria – ha chiuso i battenti l’ennesima attività.

saracinesca-chiusa-su-corso-romaA partire dal 31 dicembre, infatti, una delle più rinomate pizzerie da asporto ha dovuto serrare la saracinesca. Colpa della crisi o demerito di un’iniziativa urbanistica che, come polo d’attrazione, stenta a decollare? Poco importa, a Paola tutto sembrerebbe avere innestato la retromarcia.

Menomale che il sindaco, nel suo messaggio propagandistico (clicca per vederlo) diffuso dalla microweb tv digitale che – nonostante si chiami “Tele Paola”– sembrerebbe occuparsi soltanto di tutto ciò che è “maggioranza”, ha definito quello appena trascorso come «l’anno più proficuo» della sua consiliatura, dove la “restaurazione” (termine che, come sancisce il dizionario italiano “Hoepli”, significa: «Ristabilimento di una condizione politica, di una dinastia, di un regime che erano stati travolti o abrogati») dell’Arco di San Francesco è la perla di realismo più preziosa.

[Paola] Vie e negozi in tilt ma per Basilio Ferrari è “restaurazione” ultima modifica: 2016-01-03T10:12:44+01:00 da Francesco Frangella
Francesco Frangella

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Giornalista. Mi occupo di Cronaca e Politica. Sono tra i fondatori del Marsili Notizie ed ho collaborato come freelance per varie testate.