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Paola – Sbirciapaola e vicesindaco offendono i diversamente abili

Visto che oltre ad essere stati inaugurati solennemente sono già stati “utilizzati” per alcuni spettacoli e appuntamenti, l’anfiteatro “Mauro Ganeri” e il centro laboratoriale “Antonio Eboli”, dislocati su Largo Sette Canali, possono essere definiti “operativi”. Pertanto, tralasciando ogni possibile giustificazione relativa all’avanzamento e alla fine dei lavori con i quali entrambi potranno essere definiti “conclusi”, si rende necessaria una piccola osservazione. Non per criticare a prescindere, non per puntualizzare su un’opera che la cittadinanza è parsa comunque tiepidamente disposta ad apprezzare – nonostante lo “storno” dei soldi utilizzati per realizzarli e che sarebbero dovuti servire a rifare “completamente” l’ex Palazzo di Città, ubicato nell’ex collegio dei Gesuiti di fianco alla Chiesa del Rosario – non per mettere sempre al centro dell’attenzione la perizia di tecnici sui quali solo il tempo potrà dare misura, ma solo per mettere in chiaro una situazione che ha penalizzato una frangia della popolazione, è doveroso dare contezza di una brutta pagina scritta ancora a Paola sul piano della parità sociale.

Come molti avranno avuto modo di notare, nella struttura che distingue questa mirabile opera di ingegno e innovazione, insistono barriere architettoniche tali da impedire – ad esempio – la partecipazione a chiunque fosse costretto a deambulare su una sedia a rotelle.

È così quindi che molti cittadini paolani, capaci di condurre un’esistenza aerobica ma incapaci di muoversi come il resto della popolazione, sono rimasti a bocca asciutta dinnanzi alla messa pasquale che ha contestualmente aperto le celebrazioni per il VI Centenario dalla nascita di San Francesco di Paola, non hanno preso parte alla visita negli interni del centro laboratoriale, non hanno potuto assistere allo spettacolo di Bove&Limardi e nemmeno al concerto diretto dal M° Stillo. Una vera iattura, soprattutto considerando che corre l’anno 2016 e certe cose non dovrebbero accadere “per natura”.

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Clicca per espandere lo screenshot dell’intervento del vicesindaco di Paola, Francesco Sbano, su Facebook

A confermare quanto scritto è giunto – inaspettato – un intervento del direttore dei lavori in questione, l’arch. Luigi Colella (alias “Sbirciapaola”). Il marito di colei che ha fatto incetta di incarichi dall’amministrazione comunale paolana, della quale – tra poco – daremo conto della determina di giunta con cui gli amministratori hanno predisposto il pagamento anticipato, con fondi delle dissestate casse comunali, di 9.434,36 euro – che con iva ed oneri arrivano a €11.970,43 – per un’opera ancora sprovvista dei fondi per la realizzazione (leggasi  “lavori di manutenzione straordinaria e realizzazione del nuovo Water Front” dei cui 300mila euro per la realizzazione ancora non v’è traccia), è intervenuto nel merito di questo articolo – comparso a firma del sottoscritto sull’edizione di ieri del quotidiano cartaceo “La Provincia”  – per confermare quanto scritto. Infatti, per rafforzare la cronaca riportata, colui che si fregia del titolo di “direttore dei lavori” ha confermato che una persona diversamente abile (nella fattispecie si pensi a chi è costretto su una sedia a rotelle) per accedere all’innovativa arena semovente di Largo Sette Canali, deve prendere una via “lunghissima” (una vera e propria “vineddra”) che parte alle spalle della chiesa di Montevergine, accesso che Colella definisce: «Scomodo, non a norma perchè non rispetta la % di pendenza per l’abbattimento delle barriere architettoniche». Non solo questo, a Colella andrebbe forse rammentato che siamo nel 2016 e scrivere che «Disabile è chi non sa vivere», aggravando l’affermazione con «a loro dev’essere inibito qualsiasi accesso», è una gravissima offesa per tutti coloro che hanno la vita condizionata da un handicap (sia pure quello dell’analfabetismo).

Incredibile che, a nazismo archiviato, ci sia ancora chi possa pensare queste cose e dirle pubblicamente, incredibile che a Paola ci sia ancora chi affida la direzione di lavori tanto importanti ad un professionista autore di siffatti concetti. A dare pubblicità a questo intervento poi, è stato il vicesindaco Francesco Sbano, un’altra figura di questa amministrazione che non si è propriamente distinta per rispetto delle persone (si ricordi cosa di lui riferì la mamma della compianta Francesca Napolitano in un’intervista disponibile a questo link).

Nella speranza di dare un’informazione quantomeno “completa”, a parziale integrazione dell’articolo si potrebbe aggiungere che Luigi Colella, alias Sbirciapaola, ha aggiunto che per il teatro semovente di Largo Sette Canali (ribadiamo: inaugurato ed utilizzato in presenza di barriere architettoniche), «da mesi è depositata in Regione una relazione per una variante di completamento che prevede tre interventi per agevolare gli accessi. Diminuire la pendenza al vico e contemporaneamente risolvere anche i problemi dovuti all’ umidità che aggredisce l’abside della chiesa, montare un servoscala per rendere fruibile anche il piano primo a tutti, realizzare un montacarichi che agevoli Il superamento del dislivello da corso Garibaldi».

Una “relazione” depositata da mesi (per giunta di una “variante di completamento“) che, però, al momento è carta straccia per i tanti diversamente abili che non hanno potuto fruire degli ultimi spettacoli allestiti su Largo Sette Canali. Se poi Colella volesse una prova empirica, ci sono già tanti cittadini muniti di “carrozzina” che sarebbero disposti a “mostrargli” le difficoltà di salire – autonomamente o spinti da qualcuno – lungo la strada che conduce al vicolo cui lui fa riferimento, per poi dimostrargli l’impervia modalità di percorrerlo.

Forse, prima di esprimersi in toni offensivi – e venire amplificato da rappresentanti istituzionali come un vicesindaco – farebbe bene a riflettere, anche perché lui non è nessuno per poter stabilire chi “sa” vivere e chi non sa farlo. A tutti coloro che hanno apposto il proprio “mi piace” all’intervento di cui trattasi, non può essere dedicato altro che un momento di umana pietà.

About Francesco Frangella

Giornalista. Mi occupo di Cronaca e Politica. Sono tra i fondatori del Marsili Notizie ed ho collaborato come freelance per varie testate.

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