graziano di natale

Giallo dell’Estate – Segreti nella sfida “Di Natale Vs Occhiuto”?

Lasciando sullo sfondo la suggestione di una cerimonia di attribuzione dei poteri nella quale persino l’attuale sindaco di Paola,  avv. Basilio Ferrari, potrebbe avere la sua piccola “parte” (datosi che dovrebbe essere definitivamente ratificato il suo ingresso nel Consiglio Provinciale), per quanto riguarda le beghe extraterritoriali della politica rappresentativa c’è da registrare un inasprimento del confronto tra Paola e Cosenza.

Come ormai è noto ai più, col pronunciamento del Consiglio di Stato dello scorso 7 Luglio, a Graziano Di Natale (capogruppo Pd nel consiglio comunale paolano e consigliere provinciale in seno all’assise del palazzo di Piazza XV Marzo a Cosenza) sembrerebbe essergli stata spianata la strada per la direzione dell’ente precedentemente guidato dal sindaco (poi ex e poi di nuovo tale) di Cosenza, l’arch. Mario Occhiuto. Tuttavia, proprio quest’ultimo, interpretando il regolamento sull’attribuzione dei poteri nel contesto della riformata legge sul “primo” degli enti sovracomunali, avrebbe individuato un cavillo per il quale – da circa due giorni – si sentirebbe ancora in diritto di esercitare la sua guida sulla Provincia di Cosenza.

Ovviamente il paolano Di Natale non ci sta e, forte di un pronunciamento esaustivo, sta rispondendo per le rime al primo cittadino del comune bruzio, arrivando ad innalzare i toni al punto che domani – giorno di ripresa delle attività lavorative anche negli uffici provinciali – non sarebbero da escludersi clamorosi risvolti, degni – probabilmente – dell’attenzione nazionale.

Suonandosele in punta di diritto, sia il primo cittadino cosentino che il rappresentante del consesso paolano hanno catalizzato l’attenzione dei cittadini, coinvolti nella querelle generatasi solo in qualità di “spettatori” (perché, com’è noto, dopo la riforma di Matteo Renzi al popolo è stata tolta la possibilità “diretta” di eleggere il Consiglio Provinciale, la cui “formazione” ora dipende dagli orientamenti dei consiglieri comunali che, a seconda del comune rappresentato, hanno pesi elettorali diversi). Allo stato attuale le fazioni sembrano essersi delineate in maniera abbastanza netta, con i ditanaliani che chiedono il rispetto della democrazia e del diritto e con gli occhiutiani che invece vorrebbero veder riconosciuto l’esito di una consultazione che, nonostante il pronunciamento del Consiglio di Stato sulla decadenza automatica di chi ha cessato di rappresentare ciò per cui è stato eletto, li porrebbe per “natura” nuovamente al timone dell’Ente.

Tra “botte” e “risposte”, il dato certo riguarda il fatto che Occhiuto non poteva (nel Febbraio scorso) nominare il sindaco di Corigliano, Franco Bruno, suo vice. Non aveva più alcuna autorità perché era “venuto a mancare” nel suo ruolo di sindaco di Cosenza, così come il consigliere Lino Di Nardo – contestato legittimamente dal primo cittadino paolano, Basilio Ferrari – era ormai da considerarsi “fuori” dall’ente sovracomunale (caso – quest’ultimo – che è stato anche certificato da una protocollata lettera di dimissioni).

Orbene, qualora fosse comprensibile l’attaccamento alla poltrona, sarebbe il caso di riflettere sul dato secondo cui, da circa cinque mesi, la Provincia di Cosenza è rimasta “impastata” in questo tourbillon di carte bollate. Probabilmente, se non ci fosse stata quella nomina “illegittima”, Graziano Di Natale – consigliere “anziano” al netto del maggior numero di consensi ricevuti nella consultazione del 2014 – avrebbe avuto la possibilità di guidare l’Ente sin dal momento in cui questo caos si è generato. Magari, in un reciproco patto tra gentiluomini, avrebbe anche potuto cedere lo scettro ora che Occhiuto è stato rieletto (cosa che, a tre mesi dal referendum sulle province, sarebbe apparsa più che altro come una cortesia “formale”), evitando agli abitanti della regione più povera d’Italia ad assistere a questo scontro altamente “diseducativo”.

Ciò che comunque dovrebbe balzare all’occhio, tralasciando il confronto tra due esponenti di filosofie politiche contrapposte, è il silenzio di tutto il resto dell’ambiente rappresentativo provinciale, indice del fatto che nessuno sembrerebbe aver voglia di coinvolgersi esprimendo un parere.

Da un lato c’è Di Natale e il suo Pd, dall’altro Mario Occhiuto e tutte le forze che lo hanno appoggiato, tra le quali – inutile nasconderlo – ci sono gli “orsomarsicani” che a Paola vivono della notorietà offertagli dal vicesindaco Francesco Sbano.

Proprio questi ultimi sono stati oggetto del ricorso presentato da Basilio Ferrari, il primo cittadino tirrenico che ha contestato la permanenza “consiliar provinciale” di Lino Di Nardo (che di Fausto Orsomarso è elemento “prezioso” e di Mario Occhiuto è consigliere comunale amico), ponendosi ad un palmo di distanza dal suo vice esecutivo.

Forse per questa ragione, indipendentemente dalle comparsate digitali di qualche cane sciolto (attiguo ad ambienti progettuali nei quali i diversamente abili non sono considerati come utenti delle opere pubbliche), tutto tace. Forse questo scontro per la Provincia sta mettendo a nudo crepe nel centrodestra che, a Paola, potrebbero avere il loro “peso” da qui ad un anno, quando si dovrà ripensare all’assetto del Sant’Agostino.

Nessuno che stia brandendo la vicenda come fosse uno scontro “territoriale”, nessuno che stia valorizzando l’occorrenza per cui due paolani potrebbero assurgere a ruoli “evolutivi” per la carriera elettorale e per la rappresentatività comprensoriale, nessuno che – oggigiorno – abbia espresso solidarietà o soddisfazione. Tutti, a quanto pare, a risparmiare il fiato.

Qualcosa dovrà pur significare.

Per il momento, nella sua veste di Consigliere Provinciale Anziano-Presidente f.f., l’avv. Graziano Di Natale ieri sera ha diramato una nota nella quale – per la prima volta – si fa riferimento a “reati penali” che starebbero consumandosi in seno a questa “elasticizzata” vicenda. Un comunicato che di seguito è proposto integralmente.

Leggo le dichiarazioni rilasciate dall’avvocato Sandulli la quale non interviene nel dibattito della Provincia di Cosenza come giurista ma come difensore di Occhiuto il cui ricorso incidentale è stato rigettato dal Consiglio di Stato. Sono certo che le dichiarazioni della Sandulli non possono certamente sostituire l’ordinanza del Consiglio di Stato che come noto ha statuito la decadenza di Occhiuto.

Voglio tranquillizzare i dipendenti della Provincia di Cosenza che nelle ultime ore sono sottoposti a pressioni di ogni tipo da parte di chi crede che le sentenze e le leggi possano essere fatte ad uso e consumo proprio. Lunedì continueremo il percorso che avevamo iniziato a maggio quando il Consiglio Provinciale aveva preso atto della sentenza del TAR Calabria e insediato il Consigliere Anziano quale figura di garanzia per guidare, in questa delicatissima fase, l’Ente. Il tutto in linea con il parere del Ministero Affari Regionali, sentenza TAR Calabria e Ordinanza Consiglio di Stato. Tutte le altre considerazioni sono prive di fondamento, atte a generare confusione e a consumare reati penali che,sia inteso, denunceremo all’autorità giudiziaria competente se da ostacolo al rispetto delle sentenze. Da parte mia darò il massimo per rappresentare la figura di garanzia atta ad assicurare il buon andamento della pubblica amministrazione.

Avv. Graziano Di Natale
(Consigliere Provinciale Anziano-Presidente f.f.)

About Francesco Frangella

Giornalista. Mi occupo di Cronaca e Politica. Sono tra i fondatori del Marsili Notizie ed ho collaborato come freelance per varie testate.

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