L’occhio del fotografo: attimi di vita fermati con il tempo

L’occhio del fotografo: attimi di vita fermati con il tempo.

La fotografia è una vera e propria forma d’arte, ma mantiene il suo essere un mezzo espressivo in sè democratico – fatto dalla gente per la gente – ancora di più oggi che si sono moltiplicati gli strumenti per produrre immagini e per goderne.

Un momento del workshop
Un momento del workshop

Qualche giorno fa si è tenuta a Lamezia Terme presso lo studio Gallery di Domenico Mendicino, una mostra fotografica dei corsisti del Corso base di fotografia provenienti dalle sedi di Cosenza e Lamezia curata dal docente del corso Domenico Mendicino. Un pomeriggio di arricchimento grazie anche al workshop con artisti ed esperti di fotografia della caratura di Alessandro Mallamaci, Alfredo Muscatello e Alessandro Coccimiglio, della scuola di fotografia Il Cerchio dell’immagine, su come seguire un flusso di lavoro dallo scatto, alla post-produzione, sino alla stampa Fine Art.

Ne ho discusso con Domenico Mendicino ed alcuni allievi del corso presenti all’evento ed autori delle foto in mostra, facendomi raccontare la loro esperienza.

Fermare il tempo, questo fa la fotografia. Emozione, questo è la fotografia – commenta Rachele Zumpano, allieva del corso base di fotografia -. Fotografare è per me far vedere attimi di vita, frammenti, visti dagli occhi del fotografo, e quindi condividere la parte più intima del fotografo. Ho sempre amato far foto, e frequentare questo corso – continua la Zumpano –  mi sta insegnando a “fotografare” risvegliando la mia parte creativa. Ho avuto la possibilità di comprendere come dietro ad ogni scatto ci sia la Conoscenza di tecnica e metodo senza trascurare ispirazione e sentimento. Domenico ci ha mostrato concretamente quello che Bresson diceva Fotografare è porre sulla stessa linea di mira la mente, gli occhi e il cuore“.

L’attimo, l’orizzonte, l’immagine, il soggetto – commenta Roberto Calabrese, corsista che ha esposto in mostra una sua bella foto – quasi sempre è uguale per tutti, specie quando in mano si ha una macchina fotografica e si cerca di immortalare quell’attimo, quell’orizzonte, quell’immagine, quel soggetto. Ed il gioco è a chi fa la foto più bella. Ma il segreto quasi sempre sta in quello che “ognuno” vede, perché ognuno quel determinato soggetto lo vede in base a quelle che sono le sue personalissime sensazioni, posizionandosi con un’angolatura particolare, e allora lo scatto sarà “unico” ed irripetibile, anche se a scattare fosse la stessa mano, con la stessa macchina fotografica. Ecco l’unicità di una foto”.

img_0603“Ἁναχρονισμός è il nome della mia fotografia, scattata mentre la mia attenzione avrebbe dovuto essere focalizzata su un esercizio per l’esposizione – racconta Karen Cucci, anche lei allieva del corso -. Il soggetto mi passò accanto e mi chiese cosa ci facessero tutte quelle persone armate di macchina fotografica puntate su un palazzo: “Siamo un corso di fotografia!” risposi, e lui, che non si era mai fermato, mi sorrise e continuando a camminare mormorò qualcosa che non capii bene, ma suonò del tipo “Che meraviglia”. La mia attenzione era tutta su di lui, il mio sguardo non riusciva a staccarsi e click!, immortalai quella passeggiata fuori dal tempo. Fu uno dei primi scatti, il corso era cominciato da poco più di un mese ma aveva cominciato già a sortire i suoi effetti seduttivi. Ho conosciuto persone che condividono la mia passione per questa forma d’arte e con le quali abbiamo imparato e impareremo sempre a confrontarci, consigliarci, insegnarci a vicenda piccoli soluzioni per far sì che la nostra fotografia abbia l’angolazione giusta, l’esposizione esatta, la composizione appropriata, la lettura corretta affinché il nostro messaggio sia trasmesso con il giusto codice. Un messaggio universale ma particolare, che arriva a tutti ma che ognuno interpreta a suo modo, con la propria chiave. Insomma, Ἁναχρονισμός non è solo il titolo della mia opera ma è anche il ri-utilizzo di emozioni e sensazioni in forme nuove ed autentiche”.

img_0604“L’evento ha ottenuto il successo che meritava e l’affluenza ha superato il numero previsto – commenta Domenico Mendicino, docente del corso di fotografia –  ed è per questo che posso ritenermi orgoglioso delle emozioni che la fotografia mi regala. Sottolineo in maniera particolare la mostra dei corsisti di Lamezia e Cosenza che con dedizione hanno creduto fino in fondo al corso, hanno esposto tutti indistintamente eccellenti fotografie che, per il livello base da cui partivano, hanno stupito i fruitori; con questo mi ritengo orgoglioso di averli portati ad avere una visione del mondo diversa dalle persone comuni e soprattutto più sentimentale e reale delle  milioni di immagini che ogni giorno ci passano davanti con tv, tablet e televisioni. Lo scopo per cui insegno fotografia è proprio questo, risvegliare i sentimenti e vivere le emozioni non solo per quell’attimo che viviamo e che passa ma anche attraverso una fotografia che ferma quel tempo. Il consiglio che sento di dare a loro é di continuare a portare avanti questa passione che hanno la fortuna di aver incontrato. Per lo shooting ringrazio Alessandro Mallamaci, Alfredo Muscatello e Alessandro Coccimiglio che hanno arricchito con la loro cultura e professionalità questo pomeriggio all’insegna della fotografia”.

Mafalda Meduri

About Mafalda Meduri

Libera pensatrice, blogger ed indipendente essere umano

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