Sotto la spinta della curiosità suscitata dalla presa di posizione di Cambia Paola, movimento politico extraconsiliare che ieri è intervenuto sull’assunzione di nuovo personale presso il comune, si è reso necessario approfondire un aspetto della nota intitolata “il ruggito del Pavone”.

Nei vari passaggi del comunicato, oltre ad essere stato manifestato un dubbio riguardo l’adozione del «criterio preferenziale della “distanza da Paola”» (che Cambia Paola ha indicato pertinente solo alla luce di tabelle ufficiali e non attraverso piattaforme del web), mettendo anche in discussione la discriminante territoriale tra Paola e la Provincia di Cosenza («Paola fa parte della Provincia di Cosenza e quindi dista “chilometri zero”»), il movimento ha anche specificato che “l’attualmente imputato” ingegner Fabio Pavone, l’anno scorso ha escluso dal novero dei tecnici che concorrevano ad un posto per l’incarico allo “sportello comunale dei lavori pubblici”, un suo collega «motivando proprio con la presenza di un processo in corso per “delitti colposi”, molto meno gravi dei “delitti dolosi” dei quali è accusato lo stesso ing. Pavone».

È divenuto quindi necessario prendere atto di cosa, il neoassunto per volontà della giunta (senza l’avallo di Marco Cupello), ha vergato nella determina n. 389 del 18.12.2015, data nella quale l’ingegner Fabio Pavone (firmandosi nella sua qualità di “Responsabile del 2° Settore”) ha comunicato l’esito delle sue valutazioni. «Istituzione sportello dei contratti pubblici relativi a lavori, servizi e forniture di cui all’art. 9 del d.Lgs. 163/2006 e successive modificazioni, con annessa attività di supporto al R.U.P. – titolava a quel tempo l’ingegnere che attualmente regge le sorti dell’Utc – Scorrimento graduatoria per affidamento incarico a professionista con laurea in ingegneria limitatamente allo sportello lavori pubblici».

A seguito di una premessa utile a legittimare il proprio ruolo, l’ingegner Fabio Pavone espresse le sue preferenze, anche se all’epoca di questa decisione era già formalmente indagato per reati che, il rinvio a giudizio dello scorso febbraio, ha trasformato in accuse per il processo che oggigiorno lo vede imputato. “Delitti dolosi” li chiama Cambia Paola, commessi in associazione «allo scopo di commettere più delitti di abuso d’ufficio e falso» secondo quanto stabilito dalla Procura.

Reati che però – agli occhi di coloro che hanno deliberato l’assunzione dell’ing. Fabio Pavone – saranno stati considerati assai meno gravi di quelli per i quali era indagato arch. Silvestro Mannarino, escluso proprio dall’ingegnere appena assunto in comune perché «ad oggi (18.12.2015, ndr) è dimostrata la negligenza, l’imperizia ed imprudenza nello svolgimento del suo operato come funzionario dell’Ente Comunale di Paola giusto procedimento penale n. 1507/11 R.G. N.R., imputazione per delitti colposi di danno ai sensi dell’art. 449 C.p. in relazione al 434 del C.P., in cui il Comune di Paola si è costituito parte civile, pertanto con operato in danno dello stesso Ente Comunale».

Nonostante Silvestro Mannarino avesse totalizzato cinque punti in più di colei che successivamente è stata selezionata – l’ing. Monica Bruno che, da allora, è rimasta stabilmente in seno agli uffici di Via Baracche – e malgrado il candidato rappresentasse una caratteristica compatibile a quella che non è stata d’impedimento al momento della stessa ascesa dell’ingegner Fabio Pavone tra le stanze dell’ufficio tecnico municipale a Via Baracche, il neoassunto ha fatto valere il principio dei “carichi pendenti”.

Probabilmente “anche questa è Paola”.

Paola – Fabio Pavone considerò invalidanti i “carichi pendenti” (di un altro) ultima modifica: 2016-12-11T12:01:09+02:00 da Francesco Frangella
Francesco Frangella

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Giornalista. Mi occupo di Cronaca e Politica. Sono tra i fondatori del Marsili Notizie ed ho collaborato come freelance per varie testate.