Reiterando una volta di più il desiderio che serpeggia nella popolazione, smaniosa di incontrare pubblicamente i beniamini dell’amministrazione comunale, una serie di argomenti hanno preso a surriscaldarsi tra le mura del Sant’Agostino.

In particolare c’è un settore che pare proprio aver superato il punto di cottura, forse perché lasciato a bagnomaria dal referente di giunta che lo gestisce.

Paola, come molti avranno avuto modo di leggere, è il comune capofila dell’ambito socio assistenziale per la porzione centrale del tirreno cosentino, è la locomotiva che dovrebbe trainare un gruppo di altre comunità che, se non dovessero veder soddisfatti i target prefissati, avranno un unico colpevole da additare.

Quindi, oltre all’onore d’esser quelli che gestiscono la politica sociale del comprensorio, c’è l’onere di raggiungere gli obiettivi concertati con le altre amministrazioni comunali, rispettando gli impegni assunti.

Acquappesa, Bonifati, Cetraro, Falconara Albanese, Fuscaldo, Guardia Piemontese, Sangineto, San Lucido e la stessa Paola sono li, ad aspettare una mossa che non arriva.

L’ambito del sociale è quello più vicino alle istanze della popolazione e, malgrado questa peculiarità, sembra versare in uno stato d’inerzia preoccupante, perché sicuramente fermo al palo ci sarebbe – al momento – il Progetto SIA (Sostegno per l’Inclusione Attiva: misura di contrasto alla povertà che prevede l’erogazione di un beneficio economico alle famiglie in condizione di povertà nelle quali almeno un componente sia minorenne oppure sia presente un figlio disabile o una donna in stato di gravidanza accertata), da cui dipendono l’accesso al credito e per l’accompagnamento “a tempo”, i tirocini extracurriculari, i laboratori di impresa simulata e quelli di alfabetizzazione informatica. Ma anche i servizi di mediazione familiare e finanziaria, gli interventi di assistenza educativa domiciliare ed i servizi educativi scolastici ed extra scolastici. Tutti fermi, per un ammontare complessivo di quasi un milione e mezzo di euro già stanziati, e quindi presumibilmente “disponibili”, nelle casse comunali.

A dirigere l’orchestra c’è l’assessore Francesco Città, membro esecutivo della giunta Perrotta in quota PD, che dopo aver inaugurato in fretta e furia un asilo per il quale si sarebbero potuti perdere bei soldini (e che tanti scompensi ha comportato per la maggioranza di governo cittadino), ora sembra aver tirato i remi in barca.

Siccome col progetto SIA ballano cifre importanti da spendere entro la fine del prossimo anno (data che è già frutto di una proroga), pare assai pericoloso continuare a trattenere ancora queste finanze, perché considerando che il momento attuale segna sul calendario la data di Luglio 2019, per spendere tutto ciò che è incamerato nelle casse municipali si dovrebbe tenere un ritmo da circa 80mila euro al mese. Un ruolino di marcia difficilmente controllabile se, dall’altro lato (cioè la parte di quelli che hanno “mandato” i soldi), è stata posta la condizione di spendere, rendicontare e dimostrare che tutto è andato secondo i piani.

Si tenga ulteriormente presente che, qualora questi soldi non dovessero venir spesi, si perderà il diritto di poterli richiedere in futuro, esponendosi anche al rischio di sanzioni che, per le varie casse comunali coinvolte nell’ambito, potrebbero risultare “fatali”.

In attesa dell’incontro con la cittadinanza, che l’amministrazione comunale aveva promesso già più di un anno fa, sarebbe opportuno chiedere all’assessore Francesco Città delle spiegazioni in merito, magari pubbliche, proprio per quell’appuntamento.

D’altronde è lui il referente della “politica dei diritti e della tutela”, e se non “tutela” lui, chi dovrà farlo?

Oltre 1mln di € “fermo” in Comune. Paola e il comprensorio rischiano multe ultima modifica: 2019-07-14T09:50:05+02:00 da Giampiero Delpresepe
Giampiero Delpresepe

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Autore "collettivo", nominato caporedattore della Testata on-line Marsili Notizie, mi occupo dello scibile in generale, con particolare attenzione alla Politica.