lunedì , 24 Febbraio 2020
Medina Peña

Paola – L’accusa chiede 30 anni per il presunto assassino di Medina Peña

30 anni di reclusione perché ritenuto responsabile dell’omicidio della sua compagna. A tanto ammonta la richiesta di pena che la pubblica accusa ha formulato nei confronti di Manuel Garcia, 27enne originario della Repubblica Dominicana (come la vittima), ritenuto l’unico responsabile della tragedia avvenuta a Scalea il 23 Dicembre 2018, quando dal balcone di un appartamento sito in un palazzo all’interno del Parco Juliano, la 36enne Medina Peña è precipitata al suolo.

Malgrado la scelta di farsi processare con il rito abbreviato, per i magistrati paolani il presunto colpevole è stato considerato condannabile col massimo della pena prevista in questo caso, trent’anni – che l’accusa avrebbe voluto trasformare in più di un ergastolo – perché il femminicidio risulterebbe aggravato dal rapporto di convivenza tra la vittima e il presunto assassino che, dagli atti, risulta recidivo infraquinquennale.

MEDINA NON SI È SUICIDATA

«Il giovane – afferma l’avvocato di Parte Civile, Antonia Provenza – secondo l’accusa, avrebbe provocato la caduta da quarto piano della compagna. Lo specialista (vale a dire il medico legale Antonio Ciarleglio, ndr) dopo uno studio attento e minuzioso di tutti gli elementi emersi in fase investigativa, ha pacificamente affermato ‘l’esame di tutta la documentazione acquisita e le elaborazioni compiute sulla base degli elementi a disposizione, porta ad escludere che Medina Peña si sia lanciata dal balcone. Valori modesti della velocità orizzontale determinano infatti scostamenti orizzontali non compatibili con la posizione a terra del corpo della donna. Si è esclusa anche l’eventualità che la caduta sia iniziata volgendo i piedi al suolo secondo la ricostruzione dei fatti riferita da Garcia, in quanto incompatibile con le lesioni riscontrate in sede di esame autoptico dalla relazione medico-legale. In atti si legge: il decesso è compatibile con una precipitazione da alta quota di soggetto cosciente che ha proteso gli arti superiori a parare l’impatto al suolo. In definitiva la caduta di Medina Peña dal balcone dell’appartamento al quinto livello, è avvenuta per una spinta ricevuta in direzione della ringhiera. La spinta può essere stata impressa da Garcia, sia frontalmente, sia alla schiena’».

About Francesco Frangella

Francesco Frangella
Giornalista. Mi occupo di Cronaca e Politica. Sono tra i fondatori del Marsili Notizie ed ho collaborato come freelance per varie testate.

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