martedì , 31 Marzo 2020
coronavirus san lucido

S. Lucido – Identità immutabile, cavalieri del popolo e informazione d’effetto

Chiunque tu sia, delibero, non temere qui le catene della legge; va dove vorrai… questi luoghi sono aperti… vi sia qui una retta volontà e verso l’amico e verso la legge”.

Con queste parole nel suo proclama al popolo, si rivolse l’Arcivescovo e Conte Arnulfo, custode della Rocca Nicetina, nell’agosto del 1093 a conclusione dei lavori di costruzione del Castello.

Quella libertà e luoghi aperti sono ancora bene impressi nei sanlucidani e formano, insieme alla grande bellezza del territorio, un’indubbia e sempre presente identità!

Qualcosa che neanche con le ultimissime sterili polemiche su San Lucido momentaneamente chiusa per il Coronavirus può essere infangata o vilipesa.

Qui non si tratta di difendersi dai Saraceni come nel 1500: “All’armi! all’armi! La campana sona , / Li turchi su arrivati alla marina! / Chin’ha li scarpi rutti si li conza / Ca iu ne li sulai stamatina”, ma da una certa informazione rivolta ad ottenere effetto, spesso sensazionalistica quanto superficiale e che pure si autocelebra.

Certo, sia il servizio di Porta a Porta che quello di Calabria Tv avevano grosse lacune ed interpretazioni frettolose e di comodo. Ma tuttavia vanno evitate talune ossessioni od erigendo esagerate barricate come per difendere San Lucido da qualche nascosto Gran Fratello che intende disprezzarla e distruggerla, evocando chi sa quali complotti o sentendosi senza alcun motivo degli appestati.

A San Lucido non c’è alcuna peste e nessuno, salvo pochi imbecilli fuori da San Lucido può pensarlo.

E poi, riflettiamoci tutti, ma quali complotti e con quali scopi dinanzi ad una situazione così grave e che riguarda l’intera Italia ed il mondo intero?

La situazione è gravissima ovunque e non ci sono zone paradiso ed altre infernali, ma siamo tutti in un rischioso Purgatorio!

In ogni caso non siamo nella condizione di tanti secoli addietro e non ci sono “L’orde feroci a smantellar le porte, violare gli altari, sdrucirle cappelle, imbrattare le mura, deturpare le immagini, mutilare le statue, sveller le imposte e portarle al mare insieme con le campane.. e con migliaia di libbre di seta; e schiavi a cento a cento e grascia copiosa”.

San Lucido può continuare a contare sulla sua intensa ed antica storia, sul fascino del suo territorio sino a mare e della originale identità dei suoi cittadini, oltre che una certa qualità della vita che pervade il paese.

Certo, la mancanza d’una amministrazione concomitante con una limitata presenza del Commissario in un momento così difficile, ha e sta penalizzando fortemente San Lucido, ma a poco serve il richiamo a capitani del popolo quali scrivani imperterriti sui social, se non come pur comprensibile ed individuali sfoghi.

Forse avrebbe più senso un semplice richiamo d’umana solidarietà come quando si andava per la festa a Santa Maria, preceduta da un tripudio di luminarie  e con lunga processione di contadini che nel recarsi alla chiesa sul Monte Persano cantavano: “O Maria de la muntagna /  stringimucci la manu / nue sinu poverelli / venuti di luntanu”.

Perché è certo che per ogni paese o città italiana colpita in modi pur diversi da questo spietato contagio, ci sarà una ripresa non appena tutto sarà finito, tenendo conto di come si tratta d’una eccezionale situazione nazionale ed internazionale.

Verrebbe invece da pensare che certi capitani del popolo improvvisati o meno e soprattutto sui social, forse iniziano a pensare d’accumulare facili consensi per future occasioni elettorali..

Ben altre attenzioni richiede invece il momento, ed a noi che orgogliosamente abbiamo scelto da tempo di risiedere a San Lucido, e che ci occupiamo prevalentemente di terra e tavole, ci piace richiamare l’antico e natalizio pane simbolico sanlucidano de “l’abbrazzata” (nell’immagine in testa all’articolo) raffigurante due mani amiche prese l’una nell’altra, come tanti abbracci virtuali che in questi momenti uniscono tutti i sanlucidani nel superare diligentemente le tante difficoltà oltre che contrastare il rischio di un reale allargamento del contagio.  #iorestoacasa

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Bruno Sganga

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