Nota diramata dallo staff che si occupa delle comunicazioni della Coalizione di Salute Pubblica in appoggio alla candidatura a sindaco di Roberto Perrotta

Quella di ieri (martedì, ndr) è stata una giornata assolutamente memorabile, una pagina buia tra quelle di una amministrazione di centrodestra che non fa altro che confermare la mancanza di democrazia, trasparenza e lealtà nei confronti della comunità che amministra ormai da cinque anni. Sicuramente non c’è da vantarsi, ma meglio che se ne parli e che rimanga impressa nelle menti dei cittadini e delle cittadine che a giugno si recheranno alle urne per scegliere il nuovo Sindaco della città di Paola.

Ai Consiglieri comunali è stata negata la possibilità di esercitare un diritto, e pare tra l’altro, senza motivazioni ben precise. A tal proposito è stato esplicitamente chiesto l’intervento delle forze dell’ordine che, appresi i fatti, hanno continuato a indagare sulla faccenda in commissariato, con i diretti interessati.

Ma perché gli incaricati della Segreteria Generale del Comune di Paola si sarebbero opposti? Per via di alcuni documenti che, in teoria, possono essere consultati in maniera immediata dai consiglieri comunali, grazie a una richiesta scritta, ai sensi dell’art. 43 del D. Lgs. 267/2000 e del vigente Regolamento del Consiglio Comunale.

Ma entriamo nel dettaglio.

I Consiglieri Comunali hanno richiesto quanto segue:

1) La percentuale reale di copertura della raccolta differenziata da quando il servizio è effettuato da “EcologiaOggi”, i documenti comprovanti le somme pagate in più, rispetto al contratto della società gestore della raccolta differenziata dei rifiuti solidi urbani dal 2012 al 2016, per il conferimento in discarica con relative motivazioni.

2) Finanziamenti della Regione Calabria dal 2012 al 2017 con specifica destinazione al depuratore comunale e lo stato dei lavori previsti; i lavori effettuati al di fuori dal contratto di appalto della società, gestore del sistema idrico integrato, Laopools S.r.l. (ora interdetta dalla Prefettura di Cosenza per ragioni Antimafia) dal 2012 al 2016.

3) Copia dei vari documenti afferenti l’assunzione del dott. Mauro Perfetti quale Istruttore Direttivo Amministrativo (D1) da destinare al Settore Affari del Personale .

4) Alcuni documenti che riguardano l’adozione del Piano Strutturale Comunale e soprattutto una dichiarazione sull’iter seguito dal PSC in conformità ai dettami delle leggi in materia.

Le motivazioni su elencate servono ad esercitare, da parte della minoranza, un controllo sull’attività amministrativa e soprattutto a tutelare i cittadini in merito agli atti emanati. Nulla di più. È chiaro che opporsi a simili richieste, che lo si ribadisce afferivano esclusivamente alla semplice visione degli atti (il c.d. diritto immediato) in attesa di avere le copie degli atti richiesti, la dice lunga e lascia spazio a varie motivazioni.

Stamattina (l’altro ieri, mercoledì, ndr) come concordato con le forze dell’ordine parte dei consiglieri e parte dei consulenti si sono recati nuovamente in Comune per ottenere quanto democraticamente chiesto. Ma anche questo tentativo si è rivelato poco efficace, in quanto l’unico documento consegnato ai consiglieri è stato il contratto di assunzione del dottor Mauro Perfetti.

“Il contratto allegato alla determinazione n. 27 del 13 aprile scorso, consegnato questa mattina ai Consiglieri Comunali di minoranza porta in realtà la firma del Segretario Generale dell’Ente e non quella del dottor Gianfranco Scerra in quanto «impegnato».  La circostanza è abbastanza strana – sostiene l’avvocato Vincenzo Fedele – visto che la determinazione n. 27 del 13.04.2017, sempre a firma del Segretario Generale dell’Ente, dava atto che il contratto di assunzione del dott. Perfetti doveva essere a firma del dott. Scerra. Tanto era previsto anche con il decreto del Sindaco n. 7277, sempre di pari data (13.04.2017). Non solo, ma anche tutti gli altri atti amministrativi consequenziali a quelli appena richiamati danno atto e demandano, esclusivamente al dott. Scerra  di «procedere agli atti conseguenti». Peccato, però, che in luogo della firma del dott. Scerra, compare sempre quella del dott. Perfetti nella sua veste di «Responsabile Settore Affari del Personale», senza averne i poteri. È evidente che tutti gli atti amministrativi dovranno essere annullati se non addirittura dichiarati nulli perché atti abnormi. A fronte di questi fatti i Consiglieri Comunali si vedono costretti ad esporre quanto accaduto alla Procura della Repubblica e a ricorrere all’Autorità Giudiziaria competente per far accertare l’invalidità di tali atti”.

L’Avvocato Fedele ha inoltre consigliato ai Consiglieri Comunali, anche al fine di evitare l’aggravio di costi a danno del Comune di Paola, di tentare una via bonaria, depositando istanza in autotutela per la dichiarazione di nullità e di annullamento di tutti gli atti amministrativi a firma del dott. Perfetti.

La Coalizione di Salute Pubblica si rende disponibile a un confronto pubblico su qualsiasi argomento

Paola – Sul piede di guerra per la mancata consegna delle carte richieste ultima modifica: 2017-04-21T09:42:25+01:00 da Redazione
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