urlo del sole

San Lucido – 100 m di pittura in Due Passi con L’ Urlo del Sole

urlo del soleIl 19 luglio è andato in scena per le vie del centro storico di San Lucido il primo evento organizzato nella tre giorni dedicata alla festa tradizionale della “Vulata”. Due Passi ha avuto l’arduo compito di aprire le danze e di rischiare con qualcosa di insolito, a cui gli abitanti di San Lucido non erano da tempo abituati: uscire di casa e vedere stesi a terra, per vicoli e piazzette, 100 metri di lenzuolo pronti per essere dipinti.

A cosa sono serviti questi 100 metri di lenzuolo? Come scritto in precedenza (nell’articolo uscito su questa piattaforma il 17 luglio), il risultato finale è stato consegnato alle persone che vivono nel centro storico sanlucidano, nel tentativo di creare il primo Museo Domestico calabrese. La giornata, iniziata alle dieci di mattina, sembrava presagire nulla di buono, considerata la partecipazione di poche persone; ma il pomeriggio si è rivelato essere una sorpresa: tantissime persone a coltivare i propri sogni, sentimenti, la propria espressione su un pezzo di tela, lasciando del bianco solo un ricordo.Urlo del sole Bambini che colorano (e si colorano) genitori che li aiutano, ragazze/i, signore/i, amici di altre associazioni … C’è stato spazio per tutte le età. In quelle ore è stato possibile osservare lo scambio, la condivisione dei propri mezzi con quelli altrui: pennelli, colori, rulli, bicchieri e piatti che passavano di mano in mano, in un’organizzazione divenuta orizzontale (in alcuni punti, forse troppo, considerato – nota critica degli organizzatori – lo spreco, che in pochi casi è avvenuto, di colore, utilizzato con troppa parsimonia a discapito di altri). La pittura è diventata così un momento di condivisione, che ha visto mettere a lavoro chi affermava di non disegnare dalle scuole elementari o medie.

C’è stato spazio anche per il buon cibo e un bicchiere di vino, grazie alla collaborazione della Tavernetta Letteraria, vicina di casa de L’ Urlo del Sole e associazione che ha sposato in pieno l’iniziativa di decoro urbano del Circolo Arci. Il break delle 19.30 ha rifocillato gli animi per il rush finale, concludendo i lavori alle 22.00, dopo dodici ore di “lavoro condiviso”. A quel punto, il momento del taglio dei disegni e la consegna immediata di alcuni. Diversi vicini del circolo, hanno súbito colto l’occasione e L’Urlo del Sole ha donato loro i disegni da esibire dai balconi lungo i vicoli. La consegna (non immune al rifiuto di alcuni) è continuata nelle giornate successive, anche se l’esposizione dei lavori compiuti durante la giornata è messa a rischio dalla pioggia. Le tele esposte completano le istallazioni che parlano di “mescolanza”, il tema di questa prima edizione di Due Passi.

urlo del soleAnche con le istallazioni si è vista la cooperazione di chi condivide qualcosa con L’ Urlo del Sole: le ceste adoperate nell’istallazione che sta caratterizzando il sopportico in corso Cavour sono, infatti, un loro prestito. Significato di questo intervento è la cultura del dono: la predisposizione di una società a donare, a prescindere dalla richiesta che può esserci. Il riferimento, compiuto dall’autore dell’opera, Luigi Colella, è alla condizione che i migranti trovano nei posti di arrivo, con un’offerta di “servizi” che nasce da una necessità, che a volte sembra essere considerata imprevisto, mostrando una società in difficoltà, sia dal punto di vista istituzionale che dal basso. Le ceste (che si possono attraversare fino al 25 luglio) mettono in risalto un’altra questione: dare o ricevere? Mettere o prendere? Le ceste se vuote offrono nulla. Non si può prendere senza dare. Non si può esigere se non c’è condivisione.urlo del sole

Altra istallazione vede, invece, la partecipazione (al progetto de L’ Urlo del Sole) della Tavernetta Letteraria che, nel vicolo antistante i suoi locali, ha adoperato come decoro la ricreazione di un ambiente da pescatori, dimostrando che basta poco per rendere un vicolo diverso e curioso per chi lo passeggia e vive. Il senso dell’opera, oltre che omaggio alla tradizione ittica di San Lucido, paese di porto, è un omaggio ai pescatori e al mare: pescatori che “raccolgono” esseri umani nel mare nostrum e mare fonte di scurlo del soleambio e di bacino culturale.

L’iniziativa ha visto anche un buono sforzo cooperativo tra l’associazione Onda d’Urto, che merita menzione per il lavoro svolto nell’organizzazione che ha mantenuto unite le attività del carnevale estivo, e il Comune di San Lucido che ha creduto nel progetto del Museo domestico e del decoro urbano come mezzo di partecipazione alla vita della collettività.

Ora, si vedranno i frutti solo se verrà rinsaldato con continuità l’operato de L’ Urlo del Sole con la partecipazione degli abitanti del posto, legame indispensabile per la riuscita nel tempo dell’iniziativa.

di Fabrizio Di Buono

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