Percorrendo le strade cittadine, molti paolani stanno dovendo fare i conti con una situazione che poco si addice all’immagine accattivante che dovrebbe far da sfondo ad una località turistica. Senza considerare i problemi relativi all’ancora mancata pubblicazione di un programma estivo degno di questo nome, vera e propria iattura per tutti coloro che con l’indotto turistico vorrebbero far quadrare i conti delle proprie attività, ciò che sta funestando l’estate paolana è (anche) il degrado e l’incuria causato da coloro che continuano a comportarsi come se la raccolta differenziata Paola non fosse mai partita.

Cumuli di immondizia, composti perlopiù da fetidi sacchetti di umido, sono ammassati indiscriminatamente lungo quasi ogni asse viario della città. Una situazione insostenibile che, aggravata dal caldo estivo, rischia di tramutarsi in un problema sanitario non indifferente. Per questa ragione, nonostante stia operando con l’organico ridotto all’osso, la ditta aggiudicatrice dell’appalto per la raccolta sta adoperandosi per recuperare anche questa immondizia. Ovviamente ad un costo per la collettività.

Una situazione che, nella precedente esperienza di raccolta differenziata messa in campo a Paola, non si era verificata con questa intensità e della quale, per comprenderne le ragioni, è stato doveroso chiedere ad uno dei fautori dell’epoca quale fosse il segreto.

«Innanzitutto – ha detto l’ex assessore all’ambiente Raffaele Condino – coinvolgere i bambini delle scuole. Ricordo che quando mettemmo in campo il nostro progetto, ci rivolgemmo preventivamente alle nuove generazioni, ai figli di Paola che, tornati a casa dalle scuole, iniziarono una gara con i genitori per distinguersi in virtuosità. Appassionare gli scolari dei cicli primari e secondari, fu la nostra chiave di volta, il corollario necessario di un progetto che, comunque, poggiava su solide basi. Grazie all’opera di 18 padri di famiglia paolani, conoscitori del territorio cittadino, fummo in grado di ottenere risultati che ci consentirono, ad ogni verifica cui eravamo sottoposti, di continuare a giovarci del finanziamento erogato in base ai dati raccolti. Basti pensare che al termine della mia esperienza amministrativa (durata 2 anni e mezzo, ndr) eravamo riusciti a coprire circa 3.500 dei 5.500 nuclei familiari cittadini, con una percentuale di raccolta attestatasi stabilmente al 26% ma che ha avuto punte del 30% , con la speranza che la città continuasse su quel trend. Le scelte operate da chi ci ha seguito sono state radicalmente diverse ed ora vedo che, dopo una stasi durata anni, i cittadini hanno perso lo spirito di quel tempo e la situazione ne risente. Mi fa ben sperare l’individuazione del sito per l’isola ecologica, sempre affine a quello individuato durante la mia esperienza, che all’epoca in cui fui assessore era divenuta oggetto di una proposta fatta anche al direttore del carcere, per coinvolgere i detenuti funzionali ad un progetto lavorativo che ne consentisse un reinserimento in società. Inoltre, insieme ad Ecologia Oggi, avevamo stipulato una convenzione con il Consorzio Nazionale Imballaggi che ci avrebbe consentito di recuperare utili da redistribuire in bolletta, senza considerare che all’epoca – ha concluso l’ex assessore – con soli 5 euro, i cittadini potevano smaltire agevolmente anche i rifiuti ingombranti».

Una situazione che, alla luce dell’oggi vissuto a Paola, più che un lontano ricordo pare addirittura un sogno.

Raccolta Differenziata Paola – Condino: «Partire dalla Scuola» ultima modifica: 2015-07-02T13:09:07+02:00 da Francesco Frangella
Francesco Frangella

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Giornalista. Mi occupo di Cronaca e Politica. Sono tra i fondatori del Marsili Notizie ed ho collaborato come freelance per varie testate.