cagnolina soccorsa a paola

Cagnolina soccorsa a Paola – La versione del dr. Corrado [che parla pure del Comune di Paola]

Nonostante il suo nome e quello della sua clinica non sia stato menzionato in alcun passaggio degli articoli comparsi su questa testata nei giorni scorsi, il veterinario Francesco Corrado ha inteso puntualizzare la sua versione in merito alla notizia, messa on-line a Ferragosto e il conseguente aggiornamento pubblicato l’indomani, riguardante la vicenda della cagnolina Saba (cucciola di 6 mesi appartenuta ad un giovane polacco di passaggio a Paola).

Stante la ricostruzione dei fatti, a detta del professionista paolano, così come «realmente accaduti», quella che segue è la versione che secondo il veterinario sarebbe stato più opportuno darne.

«In riferimento agli articoli – verga Francesco Corrado per mano del suo legale che ha chiesto la rettifica – precedentemente pubblicati su “Marsili Notizie” in data 15/08/2015, intitolato “Paola – Cagnolino salvata dalla generosità di un Poliziotto” e in data 16/08/2015, intitolato “Cucciola salvata a Paola – Ora è in Sicilia, il padrone ringrazia”, e a chiarimento di quanto precedentemente scritto, preciso i fatti realmente accaduti.

Invero, in data 12/08/2015, alle ore 6:00 c.a. del mattino, il Direttore Sanitario nel recarsi presso l’Ambulatorio Veterinario ha trovato una persona senza fissa dimora, confuso e forse sotto effetto da alcool, sdraiato sul prato con imbraccio un cane ferito a cui mancava la zampa; pertanto nel chiedere cosa fosse accaduto al cane riceveva informazioni abbastanza confuse e sommarie, anche per il fatto che il Signore non era lucido e non parlava correntemente l’italiano. Comunque lo stesso aveva fatto capire di aver trovato il cane alla stazione ferroviaria di Paola.

A questo punto il Direttore Sanitario provvedeva a disinfettare il cane, forniva delle traverse, ed al contempo spiegava che era necessario amputare l’arto: un intervento mutilante che andava assolutamente autorizzato dal proprietario o, se randagio, dal Comune, e in questo ultimo caso, ricoverato presso una struttura convenzionata. A questo punto il Signore si allontanava dall’ambulatorio dirigendosi verso il Commissariato di Polizia, dietro consiglio del Direttore Sanitario.

Qualche ora più tardi il Direttore Sanitario veniva contattato dagli agenti di polizia di Paola, i quali riportavano nuovamente il cane con il suo accompagnatore, il quale però questa volta, conclamava la reale proprietà dell’animale, e al contempo raccontava che durante la notte aveva perso il controllo dell’animale presso la stazione ferroviaria di Paola, il quale accidentalmente finiva sotto un treno.

Avendo dichiarato !a reale potestà del cane, questo veniva immediatamente ricoverato presso la struttura per essere sottoposto all’amputazione. Per l’espletamento dell’intervento chirurgico, gli agenti di polizia si assumevano ogni responsabilità dell’intervento in caso di complicazioni.

L’intervento salvava la vita al cane, il quale, dopo un giorno di ricovero e di terapia intensiva, veniva nuovamente riconsegnato agli agenti di Polizia e al reale proprietario.

Successivamente a ciò, la struttura emetteva regolare fattura pari a complessivi euro 150.

Dai fatti poc’anzi descritti è facile evincere che non c’è assolutamente stato nessun interesse speculativo da parte dell’Ambulatorio Veterinario, ma solo l’intenzione di tutelarsi da facili ripercussioni legali e fiscali che sicuramente, in caso di contenzioso, non avrebbero tenuto conto della buona fede dei medici della struttura. Non capisco da dove siano emerse le cifre precedentemente riportate, e se fornite dal proprietario dell’animale, perché non sono state verificate prima della pubblicazione?

Quanto sopra è dimostrabile dalle registrazioni delle telecamere di sorveglianza dell’Ambulatorio e dalla testimonianza degli agenti di polizia intervenuti sul posto.

In questi anni l’ambulatorio veterinario si è sempre distinto per la disponibilità offerta a tutte le associazioni animaliste presenti nel territorio regionale e nazionale subendo anche speculazioni da parte di enti pubblici come il Comune di Paola. Nonostante inadempiente nel soccorso dei randagi lo scorso agosto ha chiesto un intervento di soccorso e di ricovero temporaneo all’una di notte poiché tutte le strutture preposte avevano negato il soccorso. Questo ricovero temporaneo si è poi protratto per 30 (trenta) giorni maturando prestazioni mediche (radiografie, analisi ematiche, terapie mediche) che come previsto dalla legge sono state regolarmente fatturate, ma non sono però state mai pagate.

Ancora una volta gli Enti chiedono continui adempimenti ma sono loro stessi spesso inadempienti.

Il nostro lavoro è sì una missione, ma non dobbiamo dimenticare che dall’altro lato abbiamo uno Stato che controlla se si emette fattura alle prestazioni erogate.

Non va assolutamente dimenticato che in questa struttura abbiamo riposto i sacrifici e i sogni di una vita, reinvestendo ormai da anni i nostri marginali utili, nonostante fosse l’unica fonte di reddito».

Con ogni più ampia riserva e salvezza.

Paola, addì 18 agosto 2015

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