Attualmente impegnata in uno straordinario riassetto interno, la minoranza consiliare paolana sta iniziando a manifestare quei tratti tipici della campagna elettorale, che potrebbero indurre a pensare – nonostante il buon anno e mezzo ancora spettante a Basilio Ferrari – che Paola la si deve conquistare “col tempo”.

E la pensata, in questi termini, non sarebbe malvagia. Perché è lecito immaginare Paola come un’entità da corteggiare a lungo, nel pieno rispetto della sua essenza maestosa, della sua coscienza pulita e del suo sacro lignaggio. Non sarebbe poi tanto male se, dopo anni di virgulto machismo, alla città di Paola venisse dato il tempo di “ricambiare” l’amore, di poterlo vivere insieme a chi intende guidarla verso un futuro. O perlomeno verso l’idea di un futuro che a Paola, oggi, non è ancora percepito.

Per capire su quale lunghezza d’onda stanno sintonizzandosi i politici che intendono cambiare lo stato attuale, è necessario far riferimento ai gruppi di cui si chiacchiera in giro e si legge sui giornali. Come stanno muovendosi le quotazioni?

Allo stato attuale, la forma più “tecnica” per esprimere uno di questi movimenti, è rappresentato dalla nota stampa “congiunta” di Area Riformista nel PD, Riformatori e Uniamoci per Paola. Tre creature politiche che presentano già in sé i connotati delle “liste” (a proposito delle quali – secondo alcune indiscrezioni – alle spalle del solo Roberto Perrotta ce ne sarebbero almeno quattro), tre entità elettorali che hanno anche il nome e il volto di Pino Falbo, Lamberto&Piero Lamberti e Ferruccio Fedele.

Dei tre, ad esclusione di Falbo (precedentemente dato in disaccordo con Perrotta), si può dire che rappresentano una contiguità con il modus operandi della passata amministrazione. Anche se per entrambi i casi si potrebbe scrivere: “di poco oltre metà” degli anni consiliari dell’ultimo evo perrottiano.

Perché Lamberti e Fedele, sebbene attualmente attigui all’alleanza “globale” di una consistente parte del centrosinistra cittadino, hanno entrambi avuto motivo di vivere la sindacatura di Roberto Perrotta, non per tutto l’arco della sua durata. O un po’ dopo il suo inizio, o fino ad un poco dalla sua fine. Uno vicesindaco e l’altro presidente del consiglio comunale.

Quindi, il fatto che entrambi siano con il gruppo di Falbo, fa pensare ad un ulteriore volontà di bilanciare i pesi interni alla “grossa coalizione” che starebbe prendendo corpo. Forse per questo, nel comunicato congiunto, è stato fatto riferimento alla «Esigenza di ritrovarsi, per verificare convergenze e disponibilità, al fine di tracciare un percorso comune non solo in considerazioni delle scadenze elettorali, ma, più compiutamente, per valutare ulteriori e più incisive iniziative per la rinascita della città». Quasi che a questa dichiarazione possa seguire l’unificazione in qualcosa di omogeneo, tipo un partito o – al ribasso – “una” lista.

Perché pare che nell’ultimo periodo sia in atto il rodaggio di un altro motore elettorale, uno che potrebbe essere preceduto da una rocambolesca sostituzione nell’attuale consiglio comunale, un motore che sta richiedendo “molti pezzi”. Forse anche qualcuno di quelli dati in orbita attorno a quel “trio”.

Paola – Alleanze&Liste. Roberto Perrotta: “4”; ma è nato un trio ultima modifica: 2015-09-26T15:39:09+02:00 da Francesco Frangella
Francesco Frangella

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Giornalista. Mi occupo di Cronaca e Politica. Sono tra i fondatori del Marsili Notizie ed ho collaborato come freelance per varie testate.