A dare inizio alla giornata contro la violenza alle donne, svolta domenica 22 presso la sala consiliare di Fiumefreddo, il dinamico flash mob realizzato dalla A.S.D Liberty di San Lucido, instructor Federica Mantuano, e dalla A.S.D California di Paola, instructor  Rosetta Cristofaro, coordinate da Laura Spina, sul brano Remedy di Michael Montano, al quale è seguito il lancio simbolico dei palloncini rossi.  Per non dimenticare quello che sta accadendo nel mondo, interpretato da Giovanna Mazzarone, il brano di Leonard Cohen “Allelujah”. All’entrata, un cartellone pronto ad accogliere, come simbolo di speranza e contro ogni violenza, le impronte di tante mani di colore bianco, colore neutro che non fa distinzione di etnia, religione e quant’altro.

mani

«La prima causa di morte delle donne in Europa e nel mondo non sono gli incidenti stradali, i tumori, la fame, l’AIDS, ma è l’omicidio.» Inizia in questo modo diretto il discorso di Alessandra Porto, insieme ad Angela Marengoni organizzatrice dell’evento. Riflessioni volutamente non introdotte affinché fossero da stimolo per i presenti a soffermarsi sul problema femminicidio e prendere l’incontro come possibilità di scambio reciproco di considerazioni . «La violenza sulle donne non proviene solo dall’uomo, ma anche dalla società che la favorisce, che in alcuni casi la provoca, attraverso le sue discriminazioni, i suoi stereotipi, le sue istituzioni. Il femminicidio è quindi un fatto sociale: la donna viene uccisa in quanto donna o perché non è la donna che l’uomo o la società vorrebbero che fosse» sono le parole di Alessandra, che probabilmente qualcuno avrà ritenuto “forti”, ma necessarie.

Alcuni momenti dell'evento

Alcuni momenti dell’evento

Soprattutto quando ha ricordato l’omicidio ai danni di Maria Vommaro, di Fiumefreddo, uccisa dal suo compagno lo scorso anno, in cui ha sottolineato il clima di omertà e di silenzio che si era creato in paese, contro i quali le forze dell’ordine locali hanno dovuto scontrarsi. Far sì che l’accaduto sia un monito per «scuotere le coscienze» è il “grido” di Alessandra e Angela.

Introdotto da Gennarino Chiappetta, moderatore, Luigi Mariano Guzzo, che ha parlato del suo libro “Come Meteora”, nel quale è descritta la storia di Concetta Lombrado, di Stalettì, uccisa a 24 anni per mano di un uomo ossessionato da lei. Una storia di altri tempi, realmente accaduta e ricostruita attraverso varie testimonianze, che rispecchia perfettamente la storia di tante donne vittime di violenza.

Presenti l’avvocato Serena Minervini, che toccando vari percorsi ha parlato della figura della donna nel tempo; l’associazione “Astarte”, che sostiene le vittime di violenza; il sindaco Vincenzo Gaudio Calderazzo, e l’assessore alla cultura Concettina Aloise che ci teneva a lanciare «un messaggio di sensibilizzazione non solo per le donne ma anche per gli uomini», facendo inoltre i complimenti alle organizzatrici per la bellissima ed utile iniziativa.

Toccanti sono stati i monologhi tratti da “Sotto la pelle dell’anima” della giornalista Mariagiulia Votta, letti da Maria Saveria Pagnotta e Giorgia Caputo. Storie di donne che in prima persona parlano del loro aguzzino, della violenza subita. Ma tutte hanno lo stesso filo conduttore: la speranza. Poiché la donna può essere violata, perseguitata, persino uccisa, ma la sua anima resiste. Ogni voce racconta di un “Barbablu”, ma insegna che lo si può riconoscere, combattere e vincere.

L'opera di Deborah Marengoni

L’opera di Deborah Marengoni

Presente nella sala consiliare, l’AS Fiumefreddo Calcio con la maglia #BASTA VIOLENZA SULLE DONNE, indossata anche durante la partita nella stessa giornata. Ad essere “scoperta” per la prima volta, l’opera artistica di Deborah Marengoni, presentata dalla frase “perché un uomo che usa violenza, non merita un volto, mentre la donna che la subisce perde per sempre una parte di se”. Presenti anche “Scatti contro la violenza” di GriTizPhoto, e quattro scatti della giornata dello scorso anno.

Due scatti della mostra presente

Due scatti della mostra presente

Un’iniziativa apprezzata da tutti, realizzata allo scopo di contaminare i presenti affinché la giornata non resti fine a se stessa, ma anzi la tematica resti viva per tutto l’anno.

Fiumefreddo. Dire “No” alla violenza e scuotere le coscenze ultima modifica: 2015-11-24T13:52:49+01:00 da Asmara Bassetti