Esce “Tu ci sei”, disco di Mimmo Crudo e Lady U.

“Tu ci sei”: una richiesta impetuosa, quasi rabbiosa e netta rivolta alla vita. Nei momenti di fine e di rinascita, è la vita stessa che ci deve scuotere ed urlare “tu ci sei!”. Sono pezzi di vita, che vengono messi insieme in modi talvolta improbabili, come le storie di tanti che sono attraversate da luci ed ombre. È questo il fil-rouge tracciato da Mimmo Crudo – si legge nel comunicato diramato da “On Mag Promotion” – bassista e colonna portante del miglior periodo de “Il Parto delle Nuvole Pesanti” e Francesca Salerno in arte Lady U, per tutti i quaranta minuti di “Tu ci sei” (MK Records distribuito da SELF, distribuzione digitale PiramesInt) in uscita da oggi, anticipato dal singolo omonimo il cui video clip è stato girato tra i viali di Bologna, montato e diretto da Oscar Serio.

Un rock mediterraneo di matrice new-wave permea dai solchi dell’opera prima di “OndAnomala”, progetto di Mimmo Crudo e Lady U, chiamata insieme a Checco Salerno, riprendendo un sodalizio artistico che affonda le sue radici negli anni ottanta con la band “Uvistra”; insieme rielaborano dei brani e ne compongono con il supporto di una band di giovani musicisti. Nasce così “OndAnomala”, fra ricerca d’identità, voglia di raccontarsi e il desiderio di ritrovare quel sound inatteso fatto dall’incrocio delle solide corde di Mimmo Crudo e i suoni brillanti della chitarra di Checco Salerno, al quale, purtroppo, non viene concesso di vedere il disco finito.

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Venature etno-folk e sonorità elettroacustiche che vedono violoncello e percussioni intrecciarsi con sintetizzatori, chitarre elettriche e con la voce di Lady U, cantautrice dotata di una intensità espressiva di grande impatto. “OndAnomala” per mettere l’accento sull’ anomala e incontrollata modalità creativa di Mimmo e Lady U; lasciando intatto il gioco in equilibrio sottile tra il fare seriamente e il non prendersi troppo sul serio. Uno tsunami emozionale, un vortice di sensazioni, suoni e ‘rumori’ in cui misticismo e realismo si incrociano, incontrano e respingono più volte. Un “armonico contrasto”, quello che porta OndAnomala a non seguire alcun binario, pur condividendone il percorso. Un viaggio interiore e reale in cui si mescolano azione ed indolenza, destino ed impotenza ed in cui si intravede sempre il confine labile fra speranza e disincanto.

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Da “Salvami”, ripreso e rimaneggiato, che racconta di quell’indolenza in cui il benessere ci deposita, a “Salta Anita.Salta!”, scritto ad hoc per “Musica Contro le mafie”, che racconta di una donna che diventa una testimone di giustizia, del suo “salto” dall’altra parte, della sua solitudine e paura. Da “Cori Umani”, che vuole essere invece un manifesto di un modo di percepire le cose, semplice galoppo di pensieri e considerazione disincantata, a “Stringimi”, intimo, con il respiro e la musica che vanno comunque avanti. Una poesia “maledetta” alla vita. In “Le cose che mi restano” vi è un rifacimento di un brano scritto da Mimmo Crudo, e inserito nel disco “Sulle ali della mosca” de Il Parto delle Nuvole Pesanti. “Acikof Song” invece è una storia di migrazione, sempre uguale a sé stessa, si racconta attraverso Acikof che desidera un futuro migliore ma anche, e soprattutto, tornare a casa, Acikof che soffre e che spera. Che chiede, perché ne ha il diritto. “Acikof dance”, versione “dance” di Acikof, lascia la migrazione parlare a braccio, in una forma aperta e priva di storia. Evoca il tragico del presente, solo con parole e parole distorte, suoni e ritmi cangianti ed ossessivi. Con un fare da fine racconto chiude il disco “Fuori è buio”, con le note e la dolcezza che hanno le favole, anche quando narrano una storia triste… sono le ultime battute di un carillon.

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