COSENZA – La Tosca del Rendano unisce tradizione e modernità 

tosca 1Una Tosca condita da tradizione e modernità, quella andata in scena al Teatro Rendano di Cosenza. La regia di Antonello Palombi,  tenore umbro di solida esperienza che in questa occasione si è voluto cimentare nelle vesti di regista ha omaggiato l’opera pucciniana con scelte stilistiche che hanno ripercorso ossequiosamente i canoni attesi. Al contempo, ha offerto al pubblico una prospettiva diversa per i cantanti, che si sono esibiti anche al di fuori del palco, riservando allo spettatore una visione a 360 gradi che ha inevitabilmente catturato la sua attenzione. Applausi per gli interpreti, dalla Tosca incarnata dal soprano Daria Masiero, al Mario Cavaradossi a cui ha dato voce e corpo il tenore Leonardo Caimi, fino al barone Scarpia, l’antieroe della storia, che Francesco Landolfi ha saputo vestire della giusta dose di cattiveria e perfidia.

Interessante poi l’idea di offrire allo spettatore immagini di Roma, declinate attraverso gli scenari della rappresentazione pucciniana, dalla Chiesa di S. Andrea della Valle a Palazzo Farnese, a Castel S. Angelo, a sostegno della rappresentazione che certamente è sembrata meglio inserita nel contesto storico-geografico della narrazione.

Una bella pagina di cultura per Cosenza, che in una rigida serata invernale ha potuto godere di un Teatro ancora una volta magnifico, con un’opera che ne ha celebrato la grandezza, mettendo d’accordo praticamente tutti.

La Tosca del Rendano unisce tradizione e modernità ultima modifica: 2016-01-24T20:31:07+01:00 da Mafalda Meduri