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Paola – Il rialzo sul fronte spazzatura sarà un salasso per tutti

Alla luce di un servizio ancora in procinto di entrare a pieno regime, l’innalzamento delle tasse relative ai rifiuti non pare essere basato su principi facilmente comprensibili. Andando nel dettaglio e cercando di comprendere l’entità della mazzata che si abbatterà sui paolani, è stato necessario dotarsi di calcolatrice e fare raffronti tra il presente e il recente passato. Analizzando i costi locali del servizio, tra il 2015 e il 2016 c’è stata un’impennata dei costi nell’ordine di 581.332 €, rappresentato dagli aumenti per “parte fissa” (spazzamento, pulizia città, etc.) e “parte variabile”, nell’ordine rispettivo di € 282.271 e di € 299.061. Parte di questi, per una voce che è salita fino a superare il doppio dell’anno precedente, sono stati stanziati per il personale addetto al servizio (passato dagli 84.885,54 € del 2015 ai 189.567 € del 2016), mentre un’altra grossa fetta, in questo caso proveniente da un dimezzamento, è stata “stornata” dalle agevolazioni (passate dai 427.802.05 euro dell’anno scorso ai 199.695,05 euro dell’anno in corso). Allo stato attuale, per il servizio di gestione dei rifiuti solidi urbani, il comune di Paola ha previsto un costo di € 4.575.517,94 (circa 8miliardi e 800milioni delle vecchie lire).

Per comprendere questa cifra nella sua interezza, è necessario un prospetto delle tariffe applicate alle famiglie ed alle imprese. Le tariffe del tributo Tari sono articolate in utenze “domestiche” e “non domestiche”. Le prime pagano una “tariffa composta”, risultante dalla somma di una “quota fissa”(determinata applicando, alla superficie dell’alloggio e dei locali che ne costituiscono pertinenza, la tariffa per unità di superficie parametrata al numero dei componenti) ed una “quota variabile” (commisurata alla quantità presuntiva di rifiuti prodotti, in funzione dei componenti del nucleo familiare ed espressa come tariffa unitaria annua). Un esempio di calcolo basato sui parametri del 2016, applicando la tariffa per un nucleo di tre componenti più superficie di mq 100, può essere questo: percentuale tariffa fissa 1,82 € da moltiplicare per i metri quadri dell’abitazione (100mq), totale: 182 euro. A questo importo si deve aggiungere la quota variabile deliberata in consiglio comunale, ovvero € 381,49. Il totale è di € 563,49. Nel confronto con le tariffe del 2015 (che vedevano un totale di euro 484,91), è palese l’aumento di circa 80 €. Un aumento che pare essere avulso dai vantaggi della raccolta differenziata.

La stessa sorte è toccata alla tariffazione “non domestica”, la quale è calcolata su questa base: “quota fissa” (legata a superficie dell’immobile e tipologia attività) e “parte variabile” (commisurata sulla quantità di rifiuti prodotti in funzione dell’attività svolta e della superficie utilizzata) più l’addizionale provinciale del 5%.

Ecco un esempio dei costi per una pizzeria “al taglio” ubicata in un locale di 100mq. Tariffa “fissa” € 8,982, quota “variabile” € 16,96. Facendo lo stesso calcolo proposto sopra (moltiplicando entrambe le “parti” per i metri quadri, quindi: 898,20+1696) viene fuori una cifra di € 2594,20 (cui va poi sommata l’addizionale provinciale del 5%). Si tenga presente che nel 2015, la stessa attività avrebbe pagato una tassa di 2257,00 euro, l’aumento sarà pertanto di € 337,20.

Alla luce di tutto questo, e considerando il fatto che la differenziata è ancora al 40%, pare proprio che l’amministrazione comunale abbia deciso di accantonare ogni principio di economicità, caricando il surplus della propria determinazione sulle spalle e nelle tasche dei paolani.

About Francesco Frangella

Giornalista. Mi occupo di Cronaca e Politica. Sono tra i fondatori del Marsili Notizie ed ho collaborato come freelance per varie testate.

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