Mentre l’amministrazione comunale, affiancando il Sindacato dei Medici Italiani, si sta battendo per conservare un presidio sanitario di fondamentale importanza qual è la “guardia medica”, proprio all’interno della categoria dei camici bianchi sembrerebbe che ci sia qualcuno che, operando in maniera non del tutto confacente alla deontologia risalente ad Ippocrate, sta rendendo più semplice il lavoro di quei burocrati che gestiscono le pubbliche attività analizzandole soltanto allo spettro dei freddi numeri. Come è lampante ormai da tempo, il ridimensionamento del comparto sanitario è un fenomeno con il quale ogni governo nazionale ha dovuto e voluto fare i conti. Sulla scorta di conclamati “sprechi” di denaro pubblico e presunte inefficienze, ogni manager, commissario o semplice populista assunto ai gradi del parlamento, ha poggiato tesi e manovre volte ad estirpare ogni sorta di attività incapace di rispondere in maniera calzante a voci di un bilancio organizzato secondo una famigerata “spending review”.

Quest’operazione, in maniera ancora silente ma già in grado di “colpire”, non esclude la possibilità di cancellare servizi essenziali come quello della “guardia medica”, ultimo baluardo cui le popolazioni non vicine agli ospedali possono rivolgersi in caso di necessità. Ebbene, nonostante la battaglia stia rivelandosi “senza esclusione di colpi” e malgrado i tentativi di tutelare gli interessi di quelle piccole comunità che non riescono a reggere i parametri rapportati sul bacino di utenti ed il servizio reso, proprio all’interno della categoria dei medici c’è qualcuno che “non collabora” o – meglio – che con il suo comportamento rischia di andare contro a tutti quei colleghi (soprattutto del sindacato) che stanno cercando di opporsi al vituperato “taglio”.

Nonostante sia ormai consuetudine rivolgersi al 118, esistono situazioni per le quali il medico di guardia è comunque preferibile alla corsa in ospedale, ma questo – almeno a Paola e dintorni – è un argomento che fa storcere il naso a molti utenti. Perché stanti diverse testimonianze, il servizio reso dalle nostre parti sarebbe gestito in maniera approssimativa, con “consulti” che verrebbero effettuati telefonicamente e visite domiciliari svolte con l’affiancamento di soggetti non compatibili alla professione medica. Una situazione che rischia di deflagrare e per la quale persino qualche funzionario, in sincerità, pare sia intervenuto, sconsigliando la prosecuzione di tale pratica e, pare, suggerendo un cambio di professione. Su tutti i casi quello di un utente che, recatosi a chiedere una visita domiciliare per la propria madre novantenne, ha dovuto “ingoiare” il rifiuto della prestazione dal medico di guardia, visita che – fortunatamente – è stata poi eseguita dal dottore di famiglia che nonostante fosse fuori dal suo orario di lavoro, ha comunque controllato la sua anziana paziente.

Paola – Discutibile assistenza sanitara, è bufera sulla Guardia Medica ultima modifica: 2016-08-28T13:33:45+02:00 da Francesco Frangella
Francesco Frangella

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Giornalista. Mi occupo di Cronaca e Politica. Sono tra i fondatori del Marsili Notizie ed ho collaborato come freelance per varie testate.