Il futuro degli impiegati e il destino delle infrastrutture termali, sono i punti sui quali la Cisl ha inteso improntare il faccia a faccia richiesto ai sindaci di Acquappesa e Guardia Piemontese.

l sindacato è allarmato da questioni quali l’affidamento delle acque termali, la durata della concessione da assegnare e la natura del progetto di rilancio depositato in Regione (45milioni di investimenti di cui non si conoscono ancora i dettagli).

Gerardo Calabria, segretario confederale provinciale Cisl, sull’affidamento delle acque termali non ha dubbi: «noi sosteniamo che la gestione debba essere affidata a un soggetto affidabile che sia prioritariamente pubblico, altrimenti privato, che  comunque possa dare serie garanzie sul futuro della stazione termale».

Parlando poi dei termini della concessione, il segretario si è chiesto se è da considerarsi di «30 anni a partire dal 2006, come specificato dalla Legge Regionale n.40/2009 “le concessioni perpetue date senza limiti di tempo, in essere alla data in entrata in vigore del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, a decorrere dalla medesima data sono trasformate in concessioni temporanee la cui durata è stabilita nel limite massimo di anni 30”, oppure 30 anni a partire dalla data di inizio della nuova concessione? la Regione Calabria deve sciogliere il nodo al più presto e in modo inequivocabile, perché questo aspetto determina la redditività degli investimenti e i tempi di recupero degli stessi da parte dei soggetti che verranno coinvolti sullo sviluppo del territorio».

Mentre sul progetto (relativo al “solo” compendio termale ossia la zona annessa alle sorgenti): «prevede investimenti per 45 milioni di Euro, che ad oggi non si capisce da dove possano venire non conoscendo il progetto nel dettaglio. Progetto, depositato alla Regione da tempo. Da quanto trapela  da notizie frammentarie , sembra preveda l’ampliamento dello stabilimento S. Francesco, la realizzazione di un nuovo stabilimento termale, di una nuova struttura alberghiera, di parcheggi multipiano e di varie altre opere; la tempistica per la realizzazione di tutti gli investimenti sarebbe lunga (almeno due anni)».

La Cisl, alla luce di questo quadro, pone alcune questioni sul tavolo: «la prima è quella di capire la fattibilità del progetto e di come questo si andrà ad armonizzare con  l’esistente. La terza questione riguarda la tempistica necessaria per la realizzazione del progetto, che è ambizioso e che richiederebbe anni e non mesi per il completamento delle opere».

La Cisl si chiede cosa succederà alla fine del 2018, quando l’attuale società cesserà di gestire le Terme.

«Di sicuro sappiamo che non ci possono essere ulteriori proroghe, sappiamo che 250 lavoratori impiegati direttamente e almeno altrettanti dell’indotto non avranno più un posto di lavoro e sappiamo che tutta l’economia della zona entrerà in crisi.  Crediamo che si debbano creare ora le premesse per una corretta gestione della fase di transizione, altrimenti dal 2019 fino al completamento del progetto si distruggerà la realtà termale più importante della Calabria e una delle più importanti d’Italia. Gli impianti termali, come gli esperti sanno, hanno esigenza di manutenzione continua perché le acque rimangano tali nella qualità e nella quantità: una chiusura, anche temporanea sarebbe disastrosa, oltre a creare gravissimi danni in termini di marketing e di competitività».

«Questi sono gli argomenti dei quali vorremmo discutere – conclude Gerardo Calabria – Le nostre preoccupazioni meritano una considerazione da parte della Regione, alla quale chiediamo un incontro urgente con i Sindaci coinvolgendo anche la società uscente al fine di evitare, in un futuro prossimo, di discutere della chiusura delle Terme Luigiane e dell’ennesima perdita di un bene comune, con distruzione di posti di lavoro ed enormi danni economici e sociali».

Tirreno – Gerardo Calabria (Cisl) “teme” per il destino delle Terme Luigiane ultima modifica: 2017-11-18T19:25:41+02:00 da Francesco Frangella
Francesco Frangella

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Giornalista. Mi occupo di Cronaca e Politica. Sono tra i fondatori del Marsili Notizie ed ho collaborato come freelance per varie testate.