«Fermatevi, per Carità» è la celebre invocazione che San Francesco di Paola pronunciò all’atto di compiere uno dei suoi miracoli più famosi, quando si adoperò per salvare la vita di tante persone, minacciate dal crollo di enormi massi destinati a fare strage tra coloro che – con famiglie al seguito – stavano lavorando per costruire il Santuario.

A distanza di mezzo millennio, la potenza di un’espressione tanto semplice è rimasta pressoché immutata, testimoniata dall’immobile stabilità di quelle stesse  rocce che, ancora oggi, rispettano il dettame ricevuto, pendendo maestose su una scalinata percorsa quotidianamente da migliaia di persone.

Rivolgendosi alle pietre, il Santo le trattò come fossero state animate da una naturale volontà, veri e propri esseri dotati di una coscienza in grado di “scegliere” il da farsi.

Un insegnamento prezioso, che reca in sé il massimo rispetto per il Creato, quel “Tutto” che anche nella sua parte più piccola contiene Dio, l’Amore e la Verità, costantemente rivelati nella Luce, principio d’ogni cosa.

«Fermatevi, per Carità» è sintesi di una preghiera, è linguaggio che esclude fraintendimenti, tale da giungere tanto nel cuore minerale dei sassi, quanto in quello di carne degli uomini.

Nel rispetto di questo precetto, non dovrebbe risultarne blasfemo il richiamo, la riproposizione citata per rappresentare, a coloro che ne hanno il potere, una preoccupazione crescente, emersa quest’oggi in tutta la sua dirompenza nel corso di un incontro che, proprio a Paola, sarebbe dovuto servire a fare ulteriore chiarezza su una questione che riguarda il destino di un bosco.

Per chi non dovesse sapere di cosa si tratta, sinteticamente basti sapere che il Comune del tirreno cosentino ha messo a bando un lotto montano, in località Cozzo Cervello, sulla catena costiera comunemente identificata come “Crocetta”,  in cui ricadono 1972 alberi di faggio, tutti considerati “tagliabili” «in virtù del fatto che, avendo completato il loro ciclo produttivo, ostacolano lo sviluppo a struttura multiplana del bosco, impedendo la rinnovazione naturale che mira al mantenimento di diversi (per età e sviluppo) tipi strutturali che richiamano caratteri di naturalità ed esaltano il valore estetico e paesaggistico» (cit. da una nota del 30.06.2019).

Tuttavia, secondo quanto è stato discusso nel pomeriggio di oggi (26.09.2019), pare che un consigliere comunale di maggioranza si sia preso la briga di chiedere, formalmente, l’esclusione dal taglio di 19 alberi destinati all’abbattimento, perché presumibilmente ricadenti in una porzione di territorio da preservare.

E allora: «Fermatevi, per Carità»; se esistono dubbi in merito a ciò che è stato “misurato” a Cozzo Cervello.

«Fermatevi, per Carità», se addirittura il rischio è quello di compromettere il Cammino del Santo che ha pronunciato queste stesse parole e che, proprio su quella stessa montagna, ha mostrato la Regola per trasmettere la Sua interpretazione della Buona Novella.

«Fermatevi, per Carità», che non vuol dire abbandonare la prosecuzione di un percorso virtuoso. È bensì occasione per indirizzarlo nel verso giusto, direzione che la via tracciata sinora non sembra aver colto nel migliore dei modi.

Ammettere un errore è il primo passo per la sua correzione.

«Fermatevi, per Carità». I Faggi di Cozzo Cervello e il Cammino del Santo ultima modifica: 2019-09-26T23:20:06+02:00 da Francesco Frangella
Francesco Frangella

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Giornalista. Mi occupo di Cronaca e Politica. Sono tra i fondatori del Marsili Notizie ed ho collaborato come freelance per varie testate.