«Oliverio è un problema della Calabria».

Tra le tante cose dette nel corso di un dibattito televisivo andato in onda di recente, simile ma non abbastanza demenziale come le  “tribune elettorali” di cui parla Franco Battiato in “Bandiera Bianca”, il candidato alla Regione – ma anche consigliere provinciale e presidente del consiglio comunale paolano – Graziano Di Natale, ha espresso una posizione categorica rispetto alla riconferma del presidente della giunta calabrese uscente.

Considerando l’odierna indiscrezione, pubblicata da un’autorevole testata giornalistica qual è “Il Quotidiano del Sud”, relativa al posizionamento del portacolori paolano in uno schieramento di centrodestra, verrebbe da chiedersi se la valutazione sul Governatore sia frutto di un esponente del PD o altro.

Perché dire che Oliverio è un problema della Calabria, ha una valenza assai diversa se a farlo è un candidato in pectore nella coalizione avversa all’attuale establishment.

Perché è legittimo ipotizzare aspre critiche dal centrodestra, mentre è assai strano assumere che la stessa opinione possa arrivare da parte di chi, con Oliverio presidente, ha trovato humus “non ostile” allorquando si è trattato di interfacciarsi con l’ente sovracomunale da lui presieduto.

Tralasciando questo aspetto, e confidando nella giustezza dell’intuizione giornalistica odierna, allora bisogna assumere che Graziano Di Natale, esponente più influente del Partito Democratico paolano, da oggi è da considerarsi in lizza con la compagine che – sondaggi alla mano – ha più probabilità di salire al soglio della Cittadella di Germaneto.

Ipotizzando uno scenario da cui dovrebbe dipendere lo scacchiere parlamentare regionale, la provincia di Cosenza è da sempre il bacino più prolifico di consiglieri di maggioranza, e sedere tra i banchi dei “vincitori” darebbe al futuro “onorevole” il diritto di comando sul ponente del tirreno, medio e settentrionale, con parecchi riflessi nell’entroterra.

Ma, ovviamente, l’operazione non è semplice.

Sempre dando credito a ciò che viene scritto sull’autorevole “Quotidiano del Sud”, a Paola ci sarebbero almeno altri tre candidati – oltre ovviamente a Di Natale – pronti a darsi battaglia per conquistare il territorio. Tra loro il capogruppo di maggioranza Giovanni Politano, tentato dalle sirene del partito – Articolo 1 – del Ministro della Salute, Roberto Speranza, poi anche l’ex primo cittadino Basilio Ferrari, che ha annunciato la sua discesa in campo con un video formato slot machine pubblicato su Facebook, e oggi – sempre su indiscrezione della stessa Testata giornalistica nominata sinora – di Vincenzo Loiero, selezionato in ambito accademico dal Partito Popolare (che a livello europeo è presieduto dal vicepresidente di Forza Italia, Antonio Tajani).

Contendenti cui, sulla fascia tirrenica, dovrebbero appaiarsi anche Giuseppe Aieta da Cetraro e Luigi Novello da San Lucido, per una rosa di nomi capace di mandare in crisi anche il più audace tra gli analisti.

Sarà una competizione serrata che, però, con Di Natale nel centrodestra, manderebbe ancor più in tilt il già precario equilibrio di vedute.

Si consideri, ad esempio, la posizione in cui verrebbe a trovarsi il sindaco di Paola, Roberto Perrotta, passato, in poco tempo, da essere un “compagno” socialista ad un “supporter” democratico. Come dovrebbe muoversi lui che, comunque, ha sempre avuto una certificata appartenenza nel centrosinistra?

Se continuasse ad appoggiare un Di Natale nel centrodestra, la città capirebbe la sua scelta?

E la capirebbero, soprattutto, i suoi consiglieri?

Forse qualcuno si, magari proprio quel tanto bistrattato José Grupillo, in campo regionale quasi dileggiato per la sua vicinanza a Vincenzo Sofo (europarlamentare mancato per un soffio e probabile vicepresidente regionale con la Lega di Salvini).

Ma gli altri?

Probabilmente non storcerebbe il naso Stefania Mirafiori, espressione di una lista che già nel 2017 si è proposta come attrattore del voto moderato vicino al generale Giuseppe Graziano, graduato forzista dato in forte ascesa sullo Ionio.

E poi?

Francesco Sorace è sempre stato presente al fianco del presidente del consiglio comunale, certificando un rapporto che a breve potrebbe avere anche i suoi effetti sulla giunta. Stesso discorso per Chiara Donato, mai distante dai dettami locali del partito, e Barbara Sciammarella.

Pino D’Andrea e Ivan Ollio, socialisti come il sindaco e di centrosinistra come Giovanni Politano, chissà quali vie prenderanno, mentre Francesco Aloia è saldamente ancorato all’Italia del Meridione di Orlandino Greco.

Senza dimenticare la minoranza, composta equamente da esponenti di centrodestra (Ferrari, candidato anch’egli, Lo Gatto e Serranò) e di centrosinistra (Falbo, Anselmucci e Cassano).

Cosa accadrà al municipio se Graziano Di Natale fosse davvero candidato col centrodestra?

Ci sarebbero rimpasti in Giunta? Frenesie in Consiglio?

Al momento non è dato saperlo, ma di certo qualcosa – da qui al 26 Gennaio prossimo – si muoverà e continuerà muoversi per un bel po’ di tempo.

Al momento – escluso Politano – pare proprio che Paola abbia più probabilità di orientarsi verso lidi di centrodestra, nonostante la coalizione di governo cittadino sia di centrosinistra.

Paola – Di Natale candidato centrodestra? Secondo Quotidiano del Sud “si” ultima modifica: 2019-11-26T17:20:08+01:00 da Francesco Frangella
Francesco Frangella

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Giornalista. Mi occupo di Cronaca e Politica. Sono tra i fondatori del Marsili Notizie ed ho collaborato come freelance per varie testate.