Se ha un dono, è quello di saper coinvolgere tutto il circostante in ogni iniziativa messa in moto. Se ha una missione, è quella di sensibilizzare l’opinione pubblica verso posizioni “emotive”, rispetto a quelle suggerite dalla cruda logica della realtà. Maria Pia Serranò, da quando ha assunto le redini del Centro Italiano Femminile (Cif) di Paola, ha “allargato” una visione già prospettata nel corso dell’attività con l’associazione “Radici”, espandendola – quest’oggi – fin dentro le mura della Casa Circondariale cittadina dove, insieme a studenti delle scuole superiori, rappresentanti delle istituzioni, delle forze dell’ordine e della società civile, ha dato vita ad un incontro al quale “tutti” hanno avuto diritto di partecipare. Soprattutto i detenuti, dalla cui viva voce è stato possibile sentire il peso del piatto di una bilancia priva dell’altra metà, sopravvissuta al delitto commesso e, per questo, condannata alla reclusione.

Colpevoli d’omicidio, sono saliti sul palco, prendendo la parola dinnanzi ad un pubblico folto di giovani generazioni, raccontando la il proprio vissuto, senza cercare compassione o perdono, solo per condividere un’esperienza che – nell’esistenza di ognuno – non dovrebbe mai essere vissuta.

Ovviamente tutto ciò non sarebbe stato possibile senza la disponibilità del Direttore della Casa Circondariale, Giuseppe Carrà, che coadiuvato dal personale della struttura (dalla Polizia Penitenziaria agli operatori e ai professionisti) ha creato le migliori condizioni affinché nessun particolare andasse perduto.

Poi gli ospiti accorsi: da Sua Eccellenza il Prefetto di Cosenza, Paola Galeone, alla Presidentessa del Tribunale, Paola Del Giudice, insieme ai Comandanti della Compagnia di Carabinieri e Guardia di Finanza, Giordano Tognoni e Pietro Autuori, al Sindaco Roberto Perrotta, al Presidente del Consiglio Comunale Graziano Di Natale, al Consigliere Regionale Mauro D’Acri, alla Presidentessa Provinciale del Cif, Concetta Grosso, al Criminologo Sergio Caruso e alla Psicoterapeuta Tatiana Curti; coordinati negli interventi dalla Giornalista Fabrizia Arcuri. Ognuno di loro ha mostrato grande sensibilità alla tematica trattata, contribuendo in maniera efficace ad infondere un sentimento di sicurezza da contrapporre alla violenza, soprattutto quella di Genere.

Ma il fulcro dell’attenzione si è catalizzato sulle testimonianze dirette degli autori di delitto, di coloro che – seppure reclusi – si sono aperti alla condivisione di una storia, di uno stato d’animo, di un avvenimento che ha cambiato per sempre la loro vita e quella di tutti coloro che sono stati colpiti dalle loro azioni.

Una circostanza molto difficile da rendere con le parole, probabilmente più comprensibile attraverso le immagini e la viva voce che solo un video sa esprimere.

Per questa ragione, mettendo a margine la cronaca di una mattinata su cui si tornerà – più compiutamente – in avanti, di seguito si propone un filmato concentrato esclusivamente sul contributo di un detenuto condannato per femminicidio, per una breve sintesi che tenta di interpretare il titolo dato all’appuntamento: “Io non ho paura”.

Buona Visione

Paola – Video – Immagini “da dentro”: ritratti dal Carcere (senza paura) ultima modifica: 2019-11-28T21:43:51+01:00 da Francesco Frangella
Francesco Frangella

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Giornalista. Mi occupo di Cronaca e Politica. Sono tra i fondatori del Marsili Notizie ed ho collaborato come freelance per varie testate.