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Paola: Strana attenzione ai disabili, tanti parcheggi ma non discese a mare

Scorrazzando tra le bacheche dei social network, capita spesso di imbattersi in lamentele, più o meno sensate, riguardo argomenti di natura varia, segnalazioni, disservizi e quant’altro è ritenuto importante per qualcuno.

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Siccome non si può perder tempo appresso a chi cavalca l’onda a seconda del potere dominante, circoscrivere ciò che può essere ritenuto idoneo per essere riportato come notizia, è un compito assai ingrato. Però, visto che mi è stata demandata la mansione di “guardiano” su tutto ciò che potrebbe essere importante per la città che amo, di buona lena mi sono messo a scorrere e scremare, trovando diverse situazioni che sarebbe opportuno porre all’attenzione di chi può fare realmente qualcosa.

Ad esempio, una tematica cara a questa Testata, è l’attenzione riservata alle persone con disabilità, troppo spesso escluse dalla vita sociale a causa della disattenzione di chi dovrebbe garantire equità per tutti.

Malgrado i tentativi di porre rimedio a ciò che nel recente passato è stato compiuto, quando a Paola si respirava un’aria spartana, che voleva giù dalla rupe tutti coloro che non fossero compatibili agli standard del superomismo dilagante (ricordate il “teatro” e il centro laboratoriale a 7 canali, irraggiungibili in carrozzina), ciò che oggi colpisce è la disattenzione per eccesso.

Mi spiego meglio: guardando la mappa satellitare della città, balzano agli occhi i rettangoli gialli che costituiscono parcheggi da lasciare liberi per coloro che, purtroppo, ne hanno assoluta necessità. Ad una prima vista si presentano in un numero notevole, quasi sproporzionato rispetto alle legge che ne istituisce la presenza. Una cosa che suscita spontaneo apprezzamento, ma anche curiosità, perché a ben guardare, la legge dice che «per i posti riservati disposti parallelamente al senso di marcia, la lunghezza deve essere tale da consentire il passaggio di una persona su sedia a ruote tra un veicolo e l’altro e quindi che il requisito si intende soddisfatto se la lunghezza del posto auto non è inferiore a 6 m; in tal caso la larghezza del posto auto riservato non eccede quella di un posto auto ordinario» (D.P.R. N°503 DEL 24 LUGLIO 1996).

Immagine esplicativa di un parcheggio per persone con disabilità disposto a fianco del senso di marcia

Questo assunto è ulteriormente specificato in ulteriori norme, le quali prescrivono che un posto per persone con disabilità deve rispettare le seguenti dimensioni «larghezza non inferiore ai 3,20 m; lunghezza (nel caso di parcheggio posto lungo il senso di marcia) non inferiore ai 6 m» (dagli articoli 10 e 16 del DPR 24 luglio 1996, n.503 e dal D.M. 236/1989 ai punti 4.2.3. e 8.2.3).

Ecco come, per legge, dovrebbe essere allestito un parcheggio per persone con disabilità

Orbene, girando con lo streetview, che potrebbe anche avere una prospettiva deformata, pare proprio che in città ci siano stalli delle dimensioni poco superiori a quelle necessarie ad un motociclo, che potrebbero indicare una disattenzione dei “pitturatori” ma anche un’eccessiva disponibilità ad andare incontro alle esigenze di qualcuno che vive una condizione transitoria di disabilità, magari ispirato dalla brillante idea di accaparrarsi un parcheggio pubblico.

Detto questo, ed encomiata l’iniziativa tinteggiante (sulla quale però si esorta a fare maggiore attenzione per evitare dubbi perniciosi), bisogna anche far presente una lamentela: “che fine ha fatto la passerella per le persone con disabilità che dal Lungomare avevano accesso alla spiaggia sul lato nord?”.

Il punto da cui la passerella per persone con disabilità è “sparita”

Ben vengano le fioriere e i vasi in terracotta smaltati ma sarebbe opportuno, soprattutto considerando i tempi e i distanziamenti imposti dalla legge, che chi deambula in carrozzina abbia l’opportunità di arrivare a mare con i mezzi che gli sono necessari.

About Vincenzo Marino

Vincenzo Marino
Italiano d'origine, irlandese di adozione, giramondo e narratore per scelta. Coltivo diversi interessi e presto molta attenzione a ciò che accade a casa mia, tra le pareti del mondo che condividiamo tutti.

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