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Paola – Recintata ma a cielo aperto: l’ex area mercatale è discarica di rifiuti

Malgrado l’emergenza sanitaria dovuta al nuovo coronavirus “Covid-19”, pare proprio che nella città di Paola talune, vecchie, abitudini stiano continuando ad essere mantenute.

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Sebbene la strategia di contenimento dei rischi sia ormai chiaramente improntata sull’incentivazione di ogni forma di prevenzione, nella Città del Santo – pergamene di encomio e ringraziamento a parte – sembra che il tempo sia trascorso invano.

Nelle case della gente è ormai cronica la mancanza dell’acqua, fondamentale presidio per rispettare uno dei primi “comandamenti” anti-contagio (basato sul frequente lavaggio delle mani) mentre nei pressi di civili abitazioni prolifera l’accumulo di buste derivate dalla raccolta differenziata dei rifiuti.

Se per ciò che riguarda il servizio idrico è plausibile dirottare le critiche verso il gestore (che “giustifica” le problematiche con interventi dovuti a rotture e perdite senza mai, però, aver spiegato le ragioni per cui ci sono intere aree urbane che, con cadenza regolare al punto da poterle definire “fasce orarie”, restano costantemente a secco), per ciò che riguarda le buste “immonde” non pare esistere neanche un referente verso il quale indirizzare le lamentele.

Ovviamente, pure questa seconda circostanza – segnalata da lettori che si sono premurati di inviare anche foto “inconfutabili” – stona parecchio con un’attualità improntata alla massima allerta per preservare la salute, perché nonostante siano recintati e distanti da un “contatto diretto”, gli ammassi di buste lasciati sotto al sole cocente di questa estate, non si conciliano con l’idea di nettezza e senso civico che si pretende dalla popolazione.

In località Pantani, nella periferia meridionale della Città di Paola, esiste un’area delimitata da ringhiere e cancello, una zona nota per essere stata utilizzata come spazio funzionale all’allestimento del mercato domenicale.

Ebbene, dopo aver sloggiato bancarelle e venditori, in seguito ad una riconversione utile agli esercizi di scuola guida, l’ex area mercatale appare oggigiorno come una discarica a cielo aperto, dove non è data sapere la natura dei rifiuti che li vengono ammassati (e dove gli “incivili”, lungo il perimetro esterno, lasciano impunemente la propria immondizia).

Ad un’occhiata superficiale sembra possa trattarsi di “ingombranti” e “indumenti usati” ma sarebbe opportuno, anche per dare modo ai residenti che vivono nei dintorni, specificare le ragioni di un tale allestimento e, soprattutto, dire chiaramente di che rifiuti si tratta.

Di questi tempi, inutile ribadirlo, l’attenzione della gente è massima e la pazienza, anche in virtù delle continue “restrizioni” della libertà individuale, è una componente che sarebbe opportuno non compromettere.

 

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