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Paola – Assistenza, vaccinazioni e propaganda: l’Usca cittadina è una balla

Con un pronunciamento formale, protocollato alla data dello scorso 26 Febbraio, l’Azienda Sanitaria Provinciale ha definitivamente “spento” le residue ceneri di un sogno chiamato Usca a Paola.

Nella nota, rivolta al movimento politico-culturale “Rete dei Beni Comuni” (che aveva proposto in merito un’interrogazione formale all’Asp), la massima espressione sanitaria territoriale ha specificato le ragioni per cui la città del Santo non può ritenersi idonea ad ospitare il servizio, che s’attiva a seconda del bacino d’utenza del territorio di riferimento. Una sede ogni 50mila abitanti. Ciò vuol dire che, essendo San Lucido e Scalea i due punti individuati come estremi per l’attivazione del servizio sul tirreno cosentino, a nessun altro può spettare l’Usca (che significa “Unità Speciali di Continuità Assistenziale”).

Datosi che però a Paola, giocando con gli acronimi come si fa con i mattoncini lego, è stato messo in opera il servizio Uscatc  – che significa qualcosa di diverso rispetto ad “Usca”, ma è comunque un servizio svolto da personale sanitario, quindi in tutto e per tutto “confondibile” (e c’è anche un bel po’ di giurisprudenza in materia) – la minoranza consiliare, nella duplice veste dei “falbiani” (Progetto Democratico) e Rete dei Beni Comuni, ha operato l’importante distinguo, sollecitando al contempo una migliore strategia rispetto alla somministrazione dei vaccini che, a quanto pare, non sta andando a tamburo battente.

Senza polemizzare eccessivamente, ma mettendo i puntini sulle “i”, gli esponenti dell’opposizione hanno richiamato anche Graziano Di Natale, consigliere regionale uscente e dominus dell’operazione Uscatc insieme all’assessore (medico) Ernesto Trotta, alle sue responsabilità “mediatiche”, spesso realizzate con sortite “acchiappa like” cui però non c’è poi stato un seguito nella realtà.

Questa la nota congiunta delle due forze consiliari paolane:

«Rete dei Beni Comuni e Progetto Democratico denunciano pubblicamente quanto accaduto sul fantomatico centro USCA TC di Paola.

Intanto è doveroso dichiarare da parte di entrambi i movimenti politici di Paola che non è assolutamente nostra intenzione ostacolare la campagna vaccinale intrapresa nella nostra comunità anzi, siamo favorevoli, con l’auspicio che si possa completare al più presto nel rispetto delle norme che disciplinano la somministrazione dei vaccini.

Qualcuno di quest’amministrazione ha voluto distorcere mediaticamente la nostra azione volta a garantire la massima trasparenza rispetto all’autorizzazione del Centro USCA di Paola e non certamente contro la campagna dei vaccini. Riportiamo l’attenzione a quanto da noi denunciato inerente all’autorizzazione del centro. Circa un mese fa, l’assessore Trotta, il consigliere Di Natale e diversi componenti della maggioranza hanno sbandierato ai quattro venti l’ottenimento dell’autorizzazione del Centro USCA in contrada Tenimento, dichiarando che il Centro sarebbe entrato in funzione a supporto sanitario dei malati COVID e per la prevenzione. Un centro che non ha mai funzionato nell’orario H 12, rimasto inattivo e buono solo per riscuotere consenso attraverso facebook e giornali. Solo ora si sono aperte le porte per la campagna dei Vaccini voluto fortemente dall’Assessore Trotta anche per dare un senso all’inaugurazione della USCA comunale avvenuta nel mese di dicembre. Ecco perché abbiamo denunciato la sola speculazione politica con tanto di articoli e selfie da parte degli amministratori e politici coinvolti. Il nostro unico interesse è che quanto avviene nella nostra Comunità venga fatto sempre nel rispetto delle regole e della legalità, non c’interessano le propagande politiche su questioni delicate come la salvaguardia della salute e la gestione dell’emergenza sanitaria. Per questo Rete dei Beni Comuni e Progetto Democratico hanno sempre lavorato in sinergia con l’intento di assicurare alla nostra città verità, chiarezza e buona amministrazione, affrontando di volta in volta le diverse questioni politico-amministrative meritevoli di attenzione con spirito collaborativo e costruttivo. Purtroppo, non per nostra volontà, molte di queste sono ancora irrisolte, ma di questo parleremo in seguito. Sulla Questione USCA di Paola (o USCATC), dietro nostro sollecito, è intervenuta l’ASP competente a chiarire definitivamente la questione. Nessuna autorizzazione è stata mai rilasciata all’apertura di una USCA a Paola. Le uniche sedi riconosciute restano quelle nei Comuni di San Lucido e Scalea. Pertanto, nonostante la successiva declinazione in USCATC, quale estremo tentativo dell’amministrazione Perrotta di salvare la faccia, l’USCA di Paola – ad oggi – risulta un bluff. Ci dispiace per tutti quei cittadini che hanno riposto la loro fiducia in questa politica ribattezzata dei “selfie”, vocata solo a confondere, millantare e disinformare. Ad aggravare la situazione – poi – vi sono anche le diverse richieste di donazioni da parte di ignari cittadini per il funzionamento della USCA comunale.

La città ha bisogno di altro. Soprattutto ora dove occorre mettere insieme le menti migliori per programmare una seria ripresa ma prima ancora un’efficiente e rapida campagna di vaccinazione e di prevenzione.

Detto ciò, sventata ogni propaganda, nell’interesse della città ci aspettiamo l’assunzione di un atto di buon senso e di responsabilità da parte di quest’Amministrazione e di tutti i politici coinvolti. Le scuse non bastano più.

A nessuno è consentito speculare sulla salute delle persone».

A margine, RBC ha anche aggiunto un ringraziamento al dottore Roberto Pititto «e attraverso lui a tutti gli operatori sanitari coinvolti, ai responsabili dell’Azienda Sanitaria di Cosenza e ai medici di famiglia per l’impegno profuso in questi giorni», nel corso dei quali ognuno sta facendo il possibile per la campagna vaccinale.

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