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Paola: Abiti stipati al coperto sul lungomare, la replica dell’Amministrazione

Nota dell’Amministrazione Comunale di Paola

In riferimento a quanto apparso a mezzo stampa negli ultimi giorni, relativamente all’interrogazione a risposta scritta presentata dai consiglieri di minoranza Pino Falbo, Anna Anselmucci e Francesco Giglio, che hanno chiesto chiarimenti riguardo la presenza, all’interno dell’area Pit ubicata sul Lungomare cittadino, di sacchi contenenti indumenti usati, è necessario ripercorrere l’iter che ha portato a questa situazione, senza tralasciare alcun passaggio, perché è doveroso dissipare ogni dubbio di sorta tanto nei confronti dei richiedenti, quanto e soprattutto nei riguardi della cittadinanza, perché il parcheggio sul lungomare non è affatto stato adibito a discarica. Il parcheggio coperto nell’area PIT è in possesso del certificato di agibilità e pertanto pronto all’utilizzo, e presto sarà bandito il nuovo affidamento dopo la rinuncia del precedente soggetto aggiudicatario.

Per comprendere come si sia giunti allo stato attuale, bisogna innanzitutto precisare che a seguito dell’emergenza Covid-19, in ottemperanza alle decisioni del Consiglio dei Ministri sulle misure di contenimento del contagio, in tutta Italia è avvenuta la sospensione della raccolta degli indumenti usati. Anche nella nostra cittadina, la cooperativa sociale che ritirava gli indumenti usati, ha inizialmente sospeso il servizio per poi successivamente sospendere completamente la propria attività.  In tale periodo, massimo è stato l’impegno profuso dal Comune affinché si potesse riprendere la virtuosa attività che concede una seconda vita a capi d’abbigliamento utili ad andare incontro alle esigenze delle persone in difficoltà, al punto che, atteso il protrarsi dell’emergenza sanitaria tutt’ora in corso e conseguentemente della sospensione del servizio, nelle date del 10, 11 e 26 Marzo, l’Amministrazione comunale ha organizzato delle raccolte straordinarie. Considerate le tempistiche necessarie all’espletamento di questa operazione, e soprattutto tenuto conto del periodo (tutt’altro che clemente dal punto di vista meteorologico), è stato ritenuto opportuno conservare gli esiti delle raccolte presso una struttura che ne consentisse perlomeno una conservazione all’asciutto, ovviamente con l’intenzione di addivenire celermente ad una soluzione. La ricerca di una società capace di espletare il servizio sembrava essersi concretizzata nel reperimento di una ditta che, però, all’atto pratico ha manifestato la pretesa di un pagamento ritenuto troppo oneroso per trattare il materiale raccolto, una richiesta che l’Amministrazione ha declinato, sia perché sconveniente ma soprattutto in virtù del contratto in essere con Ecologia Oggi, alla quale è demandato lo svolgimento del servizio secondo i criteri stabiliti per il trattamento degli indumenti, essendo comunque tale servizio compreso tra quelli a carico della Società Ecologia Oggi. Contestualmente, gli uffici preposti sono da più tempo alla ricerca di soluzioni che consentano di riavviare il servizio in assoluta sicurezza, infatti diversi sono stati gli incontri con i responsabili tecnici della società al fine di risolvere la problematica. Nonostante le difficoltà oggettive, gli uffici hanno applicato delle penalità per i mesi di gennaio, febbraio e marzo, alla società Ecologia Oggi, per non aver trovato soluzioni utili anche temporanee e straordinarie, oltre alle altre penali che, nel solo arco del 2020, si sono attestate attorno ai 35mila euro.

Il Comune di Paola si è sempre fermamente opposto allo smaltimento degli indumenti usati come frazione residua, al fine di non inficiare gli ottimi risultati sino ad oggi raggiunti in termini di percentuali di differenziata. A tal proposito è doveroso rimarcare come grazie all’impegno dell’Amministrazione e degli uffici competenti, anche con l’apertura del centro di raccolta comunale, la raccolta differenziata per l’anno 2020 si è attesta al 78% ed attualmente ha raggiunto quasi l’83%, percentuali queste che posizionano il Comune di Paola al primo posto tra i comuni calabresi con popolazione superiore a 15.000 abitanti e tra i primi dieci di tutta la Regione Calabria. Tale situazione lascia il nostro Comune in acque molto tranquille anche alla luce dell’ultima nota inoltrata a tutti i comuni calabresi dall’assessore regionale all’ambiente, Sergio De Caprio che (considerata la bassa media di raccolta differenziata – circa il 42% – raggiunta complessivamente sul territorio) ha imposto ad ogni realtà il raggiungimento dell’obiettivo minimo del 70% entro giugno.

Allo stato attuale, la situazione che riguarda gli indumenti dovrebbe risolversi in tempi brevi, con la ditta lametina disposta a stoccare gli esiti della raccolta presso strutture di propria competenza, mentre per ciò che riguarda i rifiuti dispersi sul territorio comunale si registrano importanti passi avanti, grazie al coinvolgimento delle cooperative che, tramite il servizio “L.E.P.R.E.” concordato con Ecologia Oggi, riescono a differenziare il materiale risultante dalle bonifiche, senza farlo gravare nei termini della straordinarietà. Inoltre è opportuno condividere i risultati dell’opera di controllo del territorio effettuata mediante videosorveglianza, che al momento ha permesso di elevare oltre mille verbali per violazioni, le cui sanzioni stanno rivelandosi utili per coprire costi altrimenti gravosi per le casse comunali. Per questa serie di ragioni paiono quanto mai spropositate le accuse mosse dalla minoranza, al momento forse più concentrata sul sensazionalismo che sulle cose concrete.

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