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Paola – Rbc su gestione Perrotta: «ecatombe» (tasse su e popolazione giù)

Nota inviata dal movimento politico-culturale “Rete dei Beni Comuni” (Rbc), che a Paola è rappresentato in Consiglio Comunale dal capogruppo Francesco Giglio, avvocato subentrato a Vincenzo Limardi (ex candidato a sindaco) e Giuliana Cassano, nell’aula Lo Giudice.

Nei mesi scorsi, più volte, abbiamo domandato al sindaco un gesto di responsabilità, rassegnando le sue dimissioni, in considerazione della drammatica situazione che sta vivendo la città dal punto di vista sanitario, economico e sociale. Nulla di fatto. A novembre poi ci siamo sentiti in dovere di rivolgere un pubblico appello alle forze di opposizione per raccogliere le firme necessarie al voto di sfiducia o formalizzare il tutto di fronte ad un pubblico ufficiale. Anche questo appello è finito nel vuoto.
Ci sarebbe piaciuto aprire una fase nuova, all’insegna della ripacificazione tra forze politiche, spinta dal vento del cambiamento e indispensabile per schierare nuove energie per risollevare la città dal pantano in cui è stata condotta da anni di mal governo e politiche clientelari.
Invece siamo costretti ancora una volta a dedicare parte del nostro tempo e risorse per contrastare le bugie raccontate da parte dei nostri rappresentati, capaci finanche di smentire loro stessi.
A Paola le tasse sono aumentate, il Comune è in deficit finanziario, il costo delle opere pubbliche è quadruplicato, i servizi sono carenti e la popolazione intanto decresce spostando la propria residenza nei comuni limitrofi o addirittura trasferendosi in altre regioni.
Ma nonostante ciò, i nostri amministratori continuano a far finta di nulla, considerando normale una condizione che invece dovrebbe preoccupare. Così come è strano che a fare le domande siano proprio quei politici di lungo corso che dovrebbero invece dare delle risposte, che non siano giustificazioni imbarazzanti per questa situazione che definire in stallo sarebbe un eufemismo.
Paola è un’ecatombe. Nulla sta andando per il verso giusto. La città è sacrificata all’altare della peggiore politica, con una classe dirigente cieca e senza prospettive.
Eppure, in tutto ciò, si ha l’ardire di chiedere alla minoranza di giustificare la propria contrarietà a garantire lo svolgimento dei consigli comunali, piuttosto che spiegare i motivi per cui si resta incollati alla poltrona pur non essendo in condizioni di amministrare.
Se la città ci chiede aiuto noi risponderemo sempre favorevolmente a questa richiesta. Ma la priorità – al momento – è difenderla proprio da chi oggi dice di amministrarla nell’interesse generale. Non è così. Sarebbe sufficiente leggere le varie deliberazioni contenenti affidamenti e incarichi emanate in questi anni come, una fra tutte, l’ultima convenzione per assistenza legale di importo pari a 5.000 euro, per capire come stanno realmente le cose.
Così come è inutile – nel tentativo di risollevare la propria immagine di politici navigati – aggrapparsi alla riduzione delle bollette e ai risparmi sulle transazioni quando quel tecnico così capace, a cui vanno i meriti, chiamato all’inizio di questa consiliatura proprio per risanare i conti, alla fine è stato accompagnato alla porta da questa stessa amministrazione.
È altrettanto inutile continuare a parlare dei conti disastrati ereditati dalla precedente amministrazione quando poi si fanno accordi politici proprio con l’ex assessore al bilancio di quella passata amministrazione.
Basta con le domande, servono risposte serie e mirate.
Ad esempio chiarisca il sindaco, persona di esperienza che primeggia sulla scena politica sin dal 1993, come è stato possibile raddoppiare in un solo anno i parametri negativi tanto da fare precipitare l’ente in deficit strutturale. Dica se è vero che dal 1 gennaio sono bloccati i concorsi tanto da dover smantellare il suo ufficio staff (altra conseguenza del dichiarato deficit strutturale). Insieme all’assessore al bilancio spieghino come sono stati utilizzati i 6,4 milioni di trasferimenti ricevuti nel 2021, ovvero 3,6 milioni in più degli altri anni. Oppure, raccontino alla cittadinanza come è stato possibile che, mentre due rotonde in precedenza sono costate 45 mila euro l’una (Rione Croce e Sotterra), quella al bivio del cimitero sia arrivata a costare 180 mila euro (oltre ulteriori somme per asfaltare le strade di collegamento). Uguali chiarimenti potrebbero essere forniti per i lavori per la nuova strada sotto al ponte azzurro, aumentati improvvisamente del 50% rispetto al progetto, così come al raddoppio dei costi – rispetto a quelli di gara – per completare la casa di riposo di Piano Torre ancora chiusa.
I debiti fuori bilancio nel 2020 sono ritornati a crescere di circa il 50%, superando oramai i 4 milioni di euro.
Possono essere fatte anche cento conferenze stampe, mille articoli di giornale nel tentativo di ingraziarsi la popolazione ma se alle belle parole dei nostri politici non seguono i fatti, il tutto diventa un grande inganno.

 

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