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Paola – Complesso Sant’Agostino: da “bene culturale” a “parcheggio”?

Ne ha viste di cose il “Sant’Agostino”, complesso monastico sempre più prossimo al millennio di Storia. Da quel lembo pianeggiante ricavato sul crinale che poi  sale quasi verticale verso la Crocetta, il mastodontico edificio troneggia sull’intero centro abitato, costituendo un punto di riferimento imprescindibile per l’orientamento di chiunque.

Attualmente, anche se l’andazzo prosegue da oltre 20 anni, il Sant’Agostino è la sede del Comune di Paola, che con i suoi uffici ne ha occupato la struttura per intero.

Celebrato come un “monumento”, richiesto in ogni circostanza e per ogni tipo di evento, il buon vecchio Sant’Agostino sta dimostrando una solidità invidiabile, merito (anche) della vigorosa ristrutturazione di cui fu oggetto quando i lavori si pagavano ancora in Lire.

Utilizzato spesso a mo’ di esempio per le sue qualità “virtuose”, il Sant’Agostino – da qualche tempo – sembra essere uscito dai radar dei suoi estimatori, che – forse perché distratti dalla possibilità di traslocare al suo interno – non stanno prestando attenzione ad un fenomeno deturpante che lo sta riguardando.

Da mesi, infatti, sullo storico selciato suddiviso a gradoni che conducono all’ingresso dell’edificio, ben circoscritto dall’altrettanto storico muro perimetrale, giace parcheggiato il pulmino scappottabile con cui, l’amministrazione comunale, aveva intenzione di rilanciare l’offerta turistica locale.

Il veicolo, che – in linea di principio – dovrebbe anch’esso essere preservato (se non altro perché “bene pubblico”), staziona sotto al sole, la pioggia e il vento, da decine di settimane, gravando con la sua mole il lastricato che funge da ingresso del “bene culturale” Sant’Agostino, cioè del Comune, la Casa di tutti.

Un vero e proprio paradosso, che diventa un rebus nel momento in cui, dall’albo pretorio, è stato possibile apprendere che lo stesso bus turistico sarebbe stato “affidato”. Viene da chiedersi come mai l’affidatario non sia ancora andato a “ritirarlo”, visto che l’operazione si è conclusa da oltre un mese.

A meno di qualche problema sorto in corso d’opera, al momento non sussiste nessuna comunicazione ufficiale, tale da chiarire perché un “bene culturale” sia diventato un parcheggio, né tantomeno sono mai giunte spiegazioni riguardo al destino del pulmino scappottabile (vero e proprio “bene pubblico”).

Di certo c’è che questa situazione segnala un deciso cambio di atteggiamento da parte degli attuali inquilini del Sant’Agostino, che nel corso della campagna elettorale 2017 avevano battuto con vigore il tamburo della polemica contro chi parcheggiava su quegli spazi, arrivando – addirittura – alla “cacciata” dei parcheggiatori “abusivi” fin dal giorno successivo alla vittoria elettorale (celebre, in questo verso, l’allontanamento del vicesindaco uscente Francesco Sbano da parte dell’allora neoeletto Roberto Perrotta, che gli intimò di andare a posteggiare il suo due ruote fuori dal recinto murario dell’antico selciato).

 

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L’ex vicesindaco, Francesco Sbano, mentre gli viene intimato di cacciare il motorino dal selciato antistante l’ingresso del municipio. Foto scattata lunedì 26.06.2017

 

Ma forse era la smania del momento, perché poi – nel corso degli anni – la coerenza di quell’intendimento è andata via via sfumando, così come quella che pareva concentrata su tante altre cose.

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