nuova era giovanni politano

Paola – Nuova era e vecchi stratagemmi, rimpasto in vista?

A ridosso dell’ultimo consiglio comunale, durante il quale – oltre alla drammatica discussione dei punti all’ordine del giorno – si è assistito allo strappo nella tela di Orizzonte Paola, gruppo abbandonato dalla consigliera Marilena Focetola, indisponibile ad essere «complice» – testuale – «delle scelte altrui» (riferito all’assessore Antonio Logatto e a consigliere Sandra Serpa e al presidente del consiglio Mattia Marzullo), un altro cataclisma s’è abbattuto sulla maggioranza a sostegno di Giovanni Politano, che d’un colpo ha visto evaporare anche la compagine rappresentativa de La migliore Calabria, rimasta senza Città, Minervino e Sbano (assessore al bilancio).

Malgrado si sia venuto a creare il contesto ideale per l’insediamento di un bel “gruppo misto”, magari composto proprio dai tre fuoriusciti dai rispettivi assembramenti consiliari (che addirittura potrebbero supportare la permanenza in giunta della dottoressa Sbano, reduce dal lavoro sui conti che è valso l’approvazione dell’aula Lo Giudice), lo scenario entro il quale tutto ciò sta verificandosi, non rispecchia assolutamente i tratti della “nuova era” promessa in campagna elettorale, perché dopo appena un anno dalle elezioni, il panorama politico/amministrativo cittadino, pare quello balcanizzato di inizio millennio, con l’aggravante – però – di non avere neanche alibi “di partito” da esibire all’interno della massima assise.

Il ché porta a pensare che quello in corso, più che un riassetto funzionale a sostenere con maggior convinzione l’azione di governo del primo cittadino, sia in realtà un regolamento di conti, che dopo dodici mesi non sembrano assolutamente essere tornati tra quanti, soprattutto per l’esito del ballottaggio, si sono ritrovati consiglieri quasi per caso, eletti nonostante l’esiguità dei consensi ottenuti (che a livello collettivo, al primo turno, erano inferiori di 1006 unità rispetto a quelli racimolati da tutti coloro che siedono ai banchi della minoranza).

Quindi una guerra tra bande, dove l’ideologia non c’entra affatto, dove non c’entrano  gli interessi dei cittadini, stanchi di assistere a messinscene elevate al rango di attualità politica, pantomime che nulla assolvono se non il compito di distrarre l’opinione pubblica da tutto il resto, che invece è fatto di una situazione economica che più disastrosa non si può, di decisioni opinabili come l’inserimento dei laboratori di trasformazione casearia nell’ambito delle attività possibili a Badia, di lettere scritte dalla segretaria comunale all’Autorità Nazionale Anti Corruzione, messa a conoscenza di un carteggio in corso con il dirigente dell’Ufficio Tecnico, al quale è stato chiesto di rendere conto del suo operato in merito alla gestione di un progetto finanziato con due milioni e mezzo di euro.

In un presente tanto scalcinato da non aver ancora partorito neanche un alito di programma estivo (quando altre realtà limitrofe stanno già esprimendo colpi ad effetto), riuscire a conservare la parvenza di quell’inno che ormai pare stare bene solo in bocca a Jovanotti, è divenuta l’impresa più ardua di Giovanni Politano, sempre più impacciato nel prospettare una “nuova era” che, nell’attualità dei fatti, sta manifestandosi con le stesse dinamiche della politica più arcaica, che a proposito di riposizionamenti consiliari (ferma restando la permanenza in maggioranza) e rimpasti di giunta, è stata la madre di tutte le modalità più becere per portare un comune al dissesto.

About Francesco Frangella

Giornalista. Mi occupo di Cronaca e Politica. Sono tra i fondatori del Marsili Notizie ed ho collaborato come freelance per varie testate.

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