BADIA UN PATRIMONIO DI PAOLA

Riceviamo e pubblichiamo una lettera di due cittadini di origine calabrese, che vivono da anni a Pisa e che, grazie alla gentile disponibilità del dr. Pino Perrotta, hanno potuto visitare il MUSEO DELLA MEMORIA, ubicato nella torre di Badia. La loro lettera è un gesto d’amore ed apprezzamento di un patrimonio che ancora molti concittadini ignorano. Badia costituisce una reale attrattiva, storico culturale che, se giustamente valorizzata in tutto il suo complesso, dopo il Santuario, potrebbe essere un punto di riferimento a livello nazionale:
“Storditi dal fragore di onde sempre più alte e violente, dal profumo di salmastro e dai colori cangianti di un mare arrabbiatissimo ed irresistibile che frusta il Lungomare di Paola decorandolo con violente frange di spuma bianca, raggiungiamo su per una ripida salita la Badia: più che la seicentesca torre, peraltro assai elegante nelle sue proporzioni, ci colpisce, candida e splendente, la facciata della piccola chiesa, con il suo campanile a vela, il prezioso portale gotico e la delicata rosa camuna, uno dei tanti piccoli misteri che incontriamo nella nostra visita, come la croce templare sul fonte battesimale, le incisioni sulla pietra d’altare, i simboli del “fare” (squadra e compasso), la piccola colonna normanna dal significato architettonico inspiegabile, la rosa a cinque petali bilobati, simbolo di segretezza e il “tau” templare sui peducci della piattabanda di uno dei due archi che introducono al cortile, un giglio, un graffito inspiegato (runico?)……Messaggi misteriosi di misteriosi artisti/pellegrini(?).
La Torre: perfetta nelle sue proporzioni, con le sue pietre a vista, le sale che racchiudono riproduzioni di preziosi documenti che testimoniano il rigore scientifico di ricerca delle fonti scritte e il puntiglioso impegno del coltissimo Dottor Perrotta, che, in un’altra sala ha raccolto le memorie fotografiche della su città e la sua preziosa collezione di strumenti medico/chirurgici.
Una scala a chiocciola dal giro perfetto costituisce ossatura e raccordo fra queste sale, dimora dei “Commendatari” succedutisi dal XV al XVII secolo, membri di storiche famiglie famose.
Gli scavi: compiuti dal Prof. Sangineto hanno portato alla luce, al di sotto dell’attuale piano di calpestio una “fossa granaria” con annessa macina ed una serie di cellette in alzato, ad indicare un’ipotesi di cenobio dell’insediamento basiliano.
…….E di nuovo fuori fra colline e anfratti verdi di vegetazione selvaggia, splendidi castoni per un gioiello tanto prezioso, quanto sconosciuto, degno di essere meta di turismo colto e curioso, paolano e “forestiero”. Gli è dovuto prima di tutto amore paolano (un popolo che vergognosamente rimuove la sua storia non merita futuro) e diffusione presso il pubblico nazionale ed estero.
Noi viviamo a Pisa, ma siamo calabresi, io, Pino sono paolano e vivo con gioia ed orgoglio ogni breve/lunga vacanza che ci porta qui. Anche io, Maria Elena, torno volentieri a Paola. Nella nostra città di residenza siamo abituati al “bello” declinato in tutte le sue forme artistiche. Questa della “Badia” è stata una felice e preziosa scoperta. Ai paolani diciamo sappiate amarla e rispettarla.
Pino Garcea Presidente Lions Club Pisa Host e Maria Elena Barberio Garcea membro dell’ArcheoClub d’Italia.

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