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Paola – Piano Torre: col temporale domenicale è crollata una tettoia

La bomba d’acqua e grandine abbattutasi su Paola nel pomeriggio di domenica scorsa, oltre a sorprendere i villeggianti di giornata e gli automobilisti incolonnati nel traffico del rientro, ha messo in mostra criticità abituali del territorio, sia per quanto concerne l’assetto urbano che per quel che riguarda le zone circostanti.

Baciata dalla fortuna nel corso della recente ondata di maltempo primaverile, che – ad esempio – nella vicina Fuscaldo ha causato danni ingenti e lo sgombero di diverse abitazioni, la città del Santo non è parsa altrettanto favorita nell’ultima circostanza, perché in un quarto d’ora di pioggia e ghiaccio battente, si sono create situazioni che solo il pronto intervento dei soccorritori, ha evitato si potessero tramutare in tragedie.

Cosa sarebbe potuto accadere se il temporale si fosse protratto per più tempo, è meglio non immaginarlo. Di certo è opportuno considerare l’invito alla prevenzione che, da più parti, è stato rivolto all’amministrazione comunale, legittimamente soddisfatta per la gestione dell’emergenza – al punto che il sindaco ha condiviso sui social le sue felicitazioni per il lavoro svolto da Polizia Municipale e operai del settore manutentivo – ma apparentemente in ritardo sulla cura necessaria a mitigare i rischi in caso di calamità più intense.

Effettivamente, seguendo le segnalazioni moltiplicatesi sulle varie bacheche virtuali e sulle vetrine delle principali testate online del comprensorio, diverse sono state le zone interessate da danni e disagi, molte delle quali “atavicamente” conosciute per le criticità idrogeologiche che le caratterizzano. Frane, smottamenti e veri e propri crolli, come quello occorso ad uno degli edifici che un tempo, a Piano Torre – rione del centro urbano cittadino – costituivano il patrimonio immobiliare delle Ferrovie dello Stato.

Acquistate da una società, proprietaria anche del piazzale e del parco giochi affacciati sulla stazione ferroviaria, nonché delle scarpate e di quasi tutti i giardini, le casette ad un livello che costellano il rione, dopo essere state svuotate d’ogni inquilino mediante un’azione di sfratto collettivo, hanno preso ad assumere connotati che nulla hanno a che vedere con i canoni di decoro e sicurezza che un tempo caratterizzavano il quartiere.

Avvolte in trame di vegetazione infestante, abitate da selvatici inquilini cui ogni tanto s’aggiungono senzatetto e vagabondi d’ogni sorta, costruite con criteri che hanno previsto anche l’utilizzo di eternit, presente in tettorie e serbatoi di cui è iniziata la rimozione solo dopo un dispositivo giudiziario (a nulla erano valse le precedenti ordinanze emanate direttamente dal sindaco), le casupole un tempo nidi di famiglie, hanno preso anche a sgretolarsi sotto la furia degli elementi.

L’ultimo crollo, in ordine di tempo, ha interessato il tetto di una di queste, nella fattispecie la casetta che si trova all’incrocio tra Viale dei Giardini e Via Torre del Soffio, ingresso principale che conduce sia alla chiesa che al faro, tra i palazzi più abitati e i punti di maggiore frequentazione.

Dopo la pioggia e la grandine di domenica, la copertura malmessa di quello che un tempo era uno spazio abitato, ha ceduto di schianto, insieme a parti delle pareti su cui poggiavano le travi. Tra tegole di cotto, gesso, pietre e stucco, assi portanti in legno esposte ormai ad ogni capriccio del meteo, la preoccupazione che in mezzo a tutti quei materiali possa annidarsi, ancora una volta, l’amianto, ha preso a serpeggiare.

Forse sarebbe opportuno un controllo, tale da escludere una probabilità che, considerata la frequenza di ritrovamenti nel quartiere, resta comunque elevata. Così come resta fitto il mistero che aleggia sull’intera città, la cui visione di insieme – senz’altro macchiata dalla presenza di un intero quartiere preso ostaggio dall’incuria – pare non costituire argomento di cruccio, se non per coloro che ne subiscono gli effetti in quanto residenti.

Attenzioni e disattenzioni che l’autunno potrebbe mettere a dura prova.

About Francesco Frangella

Giornalista. Mi occupo di Cronaca e Politica. Sono tra i fondatori del Marsili Notizie ed ho collaborato come freelance per varie testate.

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