Dichiarare

Dichiarare o non dichiarare? Questo è il problema

In un contesto depredato, il Comune di Paola ulteriormente oltraggiato dall’ennesimo furto notturno, si è svolta ieri sera la riunione dei Capigruppo consiliari in seno al Palazzo di Città.

A quanto pare, secondo indiscrezioni, la decisione dell’attuale maggioranza sarebbe indirizzata verso la dichiarazione di dissesto da formulare entro il 29 Ottobre, data del prossimo Consiglio. Tutto ciò nonostante, ad oggi, la relazione dei revisori dei conti (Pirro, Caporale e Soria) non sia pervenuta.

L’ipotesi sulla quale si sta lavorando prevedrebbe l’assunzione di responsabilità da parte del Presidente del Consiglio che, bypassando i revisori, intravedrebbe i margini per effettuare l’operazione nei dati sin ora raccolti ma non ufficializzati.

Ovviamente l’attuale maggioranza sta muovendosi secondo uno schema che ritiene plausibile l’assunto fondamentale secondo il quale il Comune sarebbe costretto all’inazione perché soffocato dalla massa debitoria lasciata dall’amministrazione precedente.

La dichiarazione di dissesto, certificando l’impossibilità amministrativa su Paola, avrebbe degli effetti immediati sulla cittadinanza (come già specificato in quest’altro articolo), sui lavoratori e, ovviamente, sulla classe dirigente della passata giunta Perrotta.

La notizia in sé, in questo momento, è la mancanza della relazione dei revisori dovuta – più che altro – alla rapsodica interpretazione dei dati relativi al debito che, anziché essere inscritto in rigidi parametri, appare gelatinoso e plasmabile a seconda dei punti di vista.

Tra debiti fuori bilancio, massa debitoria, mutui contratti e formule di contrazione, le cifre dichiarabili mutano in percentuali sostanziali. Allo stato attuale nessuna tra le cifre può essere definita più giusta di un’altra. Per questo è fondamentale attendere la conclusione dei lavori dei revisori.

Tuttavia la maggioranza appare sicura del proprio operato e, compatta (?), s’avvia alla dichiarazione da proporre lunedì prossimo. A questo punto è plausibile che si giungerà ad uno scontro con l’opposizione (più gentilmente ridefinita “minoranza con cui dialogare”), i cui rappresentati sono già in movimento per comprendere la giustezza della procedura proposta dalla Presidente del Consiglio.

Cercare il pelo nell’uovo per poter asserire o scongiurare il dissesto è un’attività della quale la cittadinanza non può curarsi, muoversi tra cavilli per stabilire con certezza il dichiarabile è un problema al quale solo le fini menti dei politici possono dedicarsi.

Al popolo resta ben altro dilemma: il già attuale innalzamento di alcune tariffe (esemplare il caso degli scuolabus) a fronte di una qualità della vita non certo migliorata.

Procrastinare ulteriormente il chiarimento in merito alla situazione finanziaria del Comune, rischia di esacerbare gli animi già avviliti dei cittadini, sorpresi del fatto che Paola sia un Comune sull’orlo della bancarotta senza che in Città si sia avuta la percezione dei soldi spesi in questi anni. Se qualcuno intende chiarire i rapporti di forza in seno al Consiglio, è bene che lo faccia sulla propria pelle, sulle proprie promesse ed omissioni, e non a danno dei cittadini.

About Francesco Frangella

Giornalista. Mi occupo di Cronaca e Politica. Sono tra i fondatori del Marsili Notizie ed ho collaborato come freelance per varie testate.

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One comment

  1. Dove andiamo ………………….??????? Stamattina apro il giornale è resto allibito : manca la relazione dei revisori dei conti , o meglio non si capisce se ci sia o meno e se essa fà rilievi sulla documentazione predispsosta per la dicharazione del dissesto, ma ancora cosa più grave : il segretario comunale , organo di garanzia tecnica per il Sindaco , la giunta ed il §Consiglio Comunale tutto con una relazione ben circostanziata evidenzia che non essitono i presupposti per la dichiarazione di dissesto , o quantomeno leggendo l ‘articolo evidenzia una serie di errori tecnici non certo inifluneti nella redazione degli atti predissposti per la dichiarazione di dissesto . La domanda che mi pongo a questo punto è: il Segretario Comunale , con la nuva normativa , è uomo di fiducia del Sindaco, è infatti lui che lo nomina sceglendolo da un apposito elenco. Risulta estremamente strano che nessuno degli amminsitratori , Sindaco compreso, prima di lanciare la bagarre : dissesto no – dissesto si , non lo abbiano interpellato per richiedere un illuminato e superpartes ( come dovrebbe essere il segretario comunale, funzionario dello Stato nel comune ) parere sull’ opportunità (conti alla mano) di dichiarare il dissesto o quantomeno sulle procedure e documentazioni da approntare.

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