Quando alleviare un dolore è un diritto/dovere (di Francesco Frangella)

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Incontriamo Maria Pia Serranò nella sede provinciale della federazione di cui, da due anni, è la presidentessa. La “Federcasalinghe” che racchiude tutti i comuni della costa tirrenica cosentina è una realtà che ha già prodotto una serie di incontri e stimolanti dibattiti attorno ad un argomento che – nonostante l’ostentato senso di civiltà palesato dalla nostra epoca – troppe volte passa sotto silenzio e del quale, purtroppo, si rendono cronache solo quando c’è qualche aspetto delittuoso da metterne in luce: la condizione della donna isolata tra le mura domestiche.

Presidente Serranò, tra pochi giorni lei sarà l’apripista locale del dibattito, organizzato in contemporanea nazionale in altre sedi, inerente la tematica “Donne E Dolore Cronico: Il Diritto A Non Soffrire”. Quanto è attuale questo argomento?

Effettivamente parlare di una legge di cui il nostro ordinamento giuridico si è dotato già dal 2010 (con la legge “38” – n.d.r.) con due anni di differita, rende chiara l’urgenza di istituire immediatamente dei dispositivi che facilitino la comprensione dei cittadini italiani riguardo la reale entità di un diritto da richiedere con vigore, perché a base della dignità umana deve innanzitutto esser posta la salvaguardia della salute in ogni circostanza. Ritengo pertanto attualissima questa tematica e spero che coloro che parteciperanno al dibattito si facciano portavoce di istanze che devono assolutamente essere messe a disposizione di tutti.

Entrando nello specifico, come mai di una tematica così vasta se ne occupa una federazione che già nell’etimologia del proprio nome tende a tutelare le casalinghe?

Semplice: perché la condizione di coloro che vivono il proprio tempo tramutate nel silenzioso “angelo del focolare”, è quella delle persone prive di tutela che sentono rispondersi in continuazione: “non si può fare nulla. Occorre avere pazienza”! Ebbene, non è con questo tipo di pazienza che si risolvono i problemi. Statistiche alla mano è dimostrato che all’interno delle mura domestiche ci si ammala e si soffre allo stesso modo, se non peggio, di come si soffre e ci si ammala su posti di lavoro dislocati in altre sedi. La legge 38/2010 tende a garantire a tutti, senza alcuna discriminazione, tutela e promozione della qualità della vita, diritti che spesso per le donne, e ancor più per le casalinghe, sono miraggi e mete impalpabili. Incontri come quello del prossimo 8 Ottobre al Sant’Agostino di Paola alle ore 16.30 servono a fare da megafono, da amplificatore per giungere a quante più persone possibile, perché per vivere la democrazia è necessario essere consapevoli di cosa con questo termine intendiamo.

DonnEuropee Federcasalinghe ha organizzato 11 convegni che si svolgeranno fra settembre e novembre in vari comuni italiani. Di quale “potenza oratoria” questi incontri saranno portatori?

Ai convegni interverrà sempre un medico altamente qualificato per informare, chiarire, rispondere ai quesiti degli intervenuti. Poi ogni altro contributo, sia esso legale, sociale o informativo, sarà comunque acqua portata ad un mulino che – si spera – possa dimostrarsi in grado di produrre la farina necessaria a far lievitare il pane della coesione sociale e della parità dei diritti dinnanzi alla legge. La “potenza oratoria” di coloro che parteciperanno al dibattito sarà certificata dal grado di consapevolezza che, a lavori conclusi, saremmo stati in grado di instillare nella cittadinanza.

Quali sono gli aspetti di questa legge che s’intendono valorizzare?

Una legge non può essere spacchettata a seconda delle esigenze, una legge va presa per intero così com’è e quindi non ci sono aspetti prioritari rispetto ad altri. Senza dubbio lo spirito generale con il quale questo dispositivo è stato messo a disposizione della cittadinanza prevede la garanzia di cure mediche specialistiche per sconfiggere le diverse malattie e, fondamentale, la possibilità di avere assistenza specialistica nell’ambito della terapia del dolore al fine di alleviare la sofferenza. In questo rientra anche il diritto di avere, nei casi di malattie gravi dei pazienti, l’assistenza psicologica ai familiari, perché è importante comprendere che è nella famiglia che bisogna agire per creare cittadini migliori.

Quanto è alta la qualità della vita di una casalinga delle nostre parti?

La domanda sarebbe potuta esser stata posta anche invertendo il termine che ne caratterizza la valenza, forse sarebbe stato più semplice quantificare quanto “bassa” sia la qualità della vita delle casalinghe nostrane. Donne sacrificate a prescindere, vittime inconsapevoli di una tradizione ancestrale che le vuole succubi anche quando soffrono di patologie che, esternandosi dallo spirito, colpiscono in maniera grave il corpo. Per questo è necessario trasformare in prassi tutta la teoria che, con incontri come quello del prossimo 8 ottobre, sarà possibile elaborare partendo da basi scientifiche e giuridiche. Per questo ci attendiamo che la cittadinanza partecipi all’evento, perché è da questi fondamentali che poi si dipana la matassa della nostra democrazia.

Parteciperanno inoltre in qualità di oratori, l’Avv. Basilio Ferrari, Sindaco di Paola e il Dr. Francesco Amato, Direttore UO Terapia del dolore e Cure palliative, Azienda Ospedaliera di Cosenza. Quest’ultimo ha dichiarato che tra “donne e dolore fisico sussiste un binomio che sembra quasi inscindibile e ancora troppo spesso si riscontra nel quotidiano dell’universo femminile. Secondo la letteratura recente, c’è una netta distinzione di genere nella percezione dolorosa, così da poter dire che il gentil sesso l’avverte otto volte di più rispetto al genere maschile; numerosi studi osservazionali su individui che hanno cambiato la loro sessualità hanno per esempio riscontrato una maggiore sensibilizzazione al dolore, a seguito di una terapia estrogenica. Pertanto, bisogna dare decoro e dignità alla richiesta di salute che proviene dal mondo femminile: richiesta che spesso rimane inevasa o, peggio ancora, si rischia di cadere nella banalità, giudicando esagerate le manifestazioni di dolore espresse dalle donne”.

Tutti i presenti potranno intervenire per porre domande o prospettare la propria visione riguardo la tematica.

About Francesco Frangella

Francesco Frangella
Giornalista. Mi occupo di Cronaca e Politica. Sono tra i fondatori del Marsili Notizie ed ho collaborato come freelance per varie testate.

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