Alle 13.15 di quest’oggi, presso la sede dell’Associzione “Radici” in via Garibaldi, si terrà la mostra di Roberto Guccione. Per conoscere l’opera e lo stile del pittore è necessario fare riferimento alle parole di un’autorevole studiosa, la prof.ssa Katia Mazzeo, capace di guidare l’osservatore lungo un percorso che consenta la fruizione delle opere nel migliore dei modi possibili.

Pubblichiamo pertanto con piacere, lo scritto inviato all’indirizzo della nostra redazione.

Il Maestro Roberto Guccione, apprezzatissimo funzionario della Polizia di Stato nella vita sociale, è tipico esempio del talento che si manifesta prorompente,infrangendo ogni schema ed ogni catalogazione delle sfere sociali di appartenenza.

In lui all’improvviso irrompe irrefrenabile l’esigenza di esprimere la propria vena pittorica che, da interiore godimento sempre crescente, diventa vera e propria passione che si manifesta in un primo timido tentativo di utilizzo di pennello e tavolozza, a cui ne seguiranno, ininterrottamente tanti altri, scaturiti tutti da una profonda introspezione che l’artista opera nei suoi più reconditi sentimenti, esprimendoli con un incisivo e coinvolgente linguaggio dei colori; calandoli in forme dai contorni non ben definiti ed adattandoli , di tela in tela, a rendere il proprio stato d’animo del momento.

La sua continua ricerca pittorica si evolve in un incessante scambio tra la realtà ed il suo mondo onirico.

A tratti riemerge il “fanciullino”, eternamente vivo in chi è dotato di pura sensibilità artistica : le sue emozioni calate nelle composizioni di colori, zampillanti e vivi come fuochi d’artificio e, nel contempo, delicati, rilassanti e confortanti; le forme, pur sfiorando un astrattismo surreale, rivelano, comunque, la natura passionale di un figlio della prorompente, misteriosa e calda terra di Sicilia nelle figure non prive di una sensualità composta, mai pienamente rivelata.

Roberto nelle proprie opere riassume e rappresenta l’epoca e la società in cui vive; è un lirico puro della sua affascinante terra natia che filtra attraverso il proprio spirito creativo.

I contrasti della natura rappresentati nei suoi paesaggi, spesso pervasi da una diffusa malinconia, rivelano i conflitti, ancora più sofferti, dell’animo dell’umana specie; in essi si percepisce la presenza dell’uomo come figlio ed operatore della natura stessa ed il messaggio della preziosità dell’essenza della vita umana.

In ogni suo momento espressivo alita la profonda religiosità dell’autore, palese nella raffigurazione del Santo, ma sempre soffusamente presente nel suo rapportarsi al mondo che lo circonda.

Infatti, in tutte le sue creazioni, il contatto rarefatto con il Divino induce ad un momento di intima riflessione, in cui si avverte la presenza immanente dell’anelito dell’artista verso Colui che trascende ogni forma di materia.

Ad maiora, Maestro !

Katia Mazzeo

Oggi a Paola espone Guccione, il poliziotto con pennello e tavolozza ultima modifica: 2014-05-02T11:17:24+01:00 da Redazione
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