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Paola – “Spendy, Spandy&Sbircy”. Incarichi ai tempi del dissesto

La presunta politica cosiddetta dello “Spendy&Spandy” (in tempi di Spending Review), molto cara al sindaco Basilio Ferrari ed alla maggioranza di centrodestra, sin dai tempi del programmato smantellamento dell’ufficio legale comunale e del contestuale affidamento di una caterva di incarichi legali ai suoi amici ed elettori, fa registrare un’altra significativa puntata. Il riferimento è per l’ingaggio, per mobilità, dal vicino Comune di San Lucido ed a totale carico del dissestato Comune di Paola, della consorte di un candidato consigliere di Basilio Ferrari. La valida dottoressa Ivana Cosco (il marito ha ottenuto 81 voti nella lista Pdl e non è stato eletto), sarà infatti portata al Sant’Agostino dal sindaco Basilio Ferrari, come da lui richiesto in data 7 aprile 2016 al collega sindaco di San Lucido, Roberto Pizzuti, che ha accettato di buon grado. Ovviamente – si legge negli atti – «al Comune di Paola compete l’obbligo retributivo ed i conseguenti adempimenti previdenziali e fiscali della dipendente Ivana Cosco, con la corresponsione delle competenze fisse e degli oneri riflessi, indennità di controllo e vacanza contrattuale». Infine «le prestazioni di lavoro straordinario ed eventuali altri emolumenti accessori connessi all’attività svolta dalla dipendente presso l’Ente di destinazione saranno corrisposti direttamente a Paola». Ma v’è dell’altro.  L’ottimo architetto Luigi Colella alias SbirciaPaola, ossia il famoso specialista delle “marchette” web pro-Ferrari e instancabile contestatore dei presunti nemici del sindaco, ha ottenuto meglio e di più. Sarà una coincidenza, ma una lunga sfilza di bandi e/o incarichi è piovuta addosso a lui, alla moglie Angela Maria Marcelli, anche lei architetto, ed al cognato Giovanni Marcelli, ingegnere. Tanti altri sono invece rimasti a bocca asciutta. SbirciaPaola, per la cronaca, ha ottenuto solo 32 voti nella lista del vice sindaco Francesco Sbano, ossia quel Grande Sud che, prima di diventare tale, ha votato tramite suoi fedelissimi, dalla parte contrapposta allo schieramento di centrodestra, atti finanziari-contabili-amministrativi di Roberto Perrotta, passando poi con Ferrari e contestando la politica economica del centrosinistra.

C’è poi il caso più eclatante di Fabio Pavone, ingegnere, non eletto con 29 voti nella lista Scopelliti Presidente, gentiliano di ferro. E’ diventato reggente dell’ufficio tecnico comunale con una selezione pubblica. O meglio: con una specie di “bando-vestitino”. Il nome di Fabio Pavone quale futuro reggente dell’Utc era stato scritto, preventivamente, e fino alla noia, dai giornali locali, i quali non possiedono sfere magiche, ma solo informazioni e indiscrezioni da riscontrare. E prima che Pavone finisse all’Utc, lo stesso presentare della sfilata Miss Italia lo presentava sul palco quale “capo dell’ufficio tecnico comunale”. Chiaramente non si riferiva all’ufficio tecnico parallelo, ossia quello che, secondo la Procura di Paola, vedeva Pavone impegnato (e oggi imputato e cancellato anche dall’albo dei Ctu del Tribunale) assieme ad altri professionisti a sfornare e pilotare progetti per trarne vantaggi. Questo era l’altro Utc, quello del Comune di Paola, in quel tempo retto ancora da Antonio Vigliotti. Lì Pavone è entrato con un bando presumibilmente fatto su misura, ossia con una serie di requisiti in odor di aggiustamento, visto che il punto sui “carichi pendenti” è stato omesso da questo bando, nonostante i nostri consigli pre-selezione. È stato altresì omesso il voto della laurea. Dunque, alla fine, i giornali, come diceva Di Pietro, c’hanno azzeccato. All’Utc è entrato Pavone, altro candidato non eletto di Ferrari.

(g.s.)

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