4 maggio 2018 paola

Paola – IV Maggio 2018, raffronto “impietoso” col 2017: risparmiati 60mila€

Il cambio di passo amministrativo registrato nell’ultimo anno, ha avuto ripercussioni positive in vari ambiti.

Dalla riduzione dei costi di molti servizi alle organizzazioni per svariati allestimenti, i settori sui quali sono stati eseguiti interventi “calmieranti” sono stati svariati.

Non ultimo il programma predisposto per i Solenni Festeggiamenti in onore del Santo Patrono.

Rispetto al 2017, il risparmio di risorse – grazie ad un’accorta limatura degli “sprechi” – si è attestato ad un “totale generale” vicino ai 60mila euro (per la precisione 58.187,65 euro).

Evitando esibizioniste uscite “barocche”, cinquemila euro sono stati recuperati sul fronte dei fuochi d’artificio, altri dieci milioni di vecchie lire sono stati risparmiati grazie alla gratuità del servizio reso da chi si è occupato delle riprese video (che l’anno scorso gravarono per 5mila euro – malgrado le affermazioni di chi le eseguiva, che sosteneva di filmare “per devozione”, ndr – andando ad “appesantire” una voce di spesa che, con l’aggiunta del service per le serate concertistiche del 1 e 2 maggio 2017, arrivò a 23mila e 300 euro), mentre 10mila  e 700 sono stati ricavati da una diversa scelta delle Luminarie.

A questi primi 20mila euro risparmiati, sono da sommare poi i 19mila e 800 non spesi per il concerto del Primo Maggio (Paolo Belli l’anno scorso costò 24mila 200 euro, i “nostrani” Bee Gees del 2018 hanno avuto un cachet di 4mila e 400 euro).

Poi altri 4mila e 400 sono gli euro in meno usati per l’evento “clou” del 2 Maggio (con “Le Vibrazioni” che hanno fatto registrare, nel solo spazio recintato secondo le disposizioni della “Circolare Gabrielli”, 8mila presenze “certificate”).

Mille e quattrocento euro in meno è costato lo spettacolo del 30 Aprile, che se nel 2017 è stato allestito come “evento d’apertura” con una spesa di 8mila euro girati ad un’associazione che s’è occupata dell’organizzazione della serata  sullo “stradone” di Largo 7 Canali, quest’anno ha previsto il concerto che ha fatto ballare Piazza IV Novembre.

Considerando che il calendario di eventi predisposto dall’amministrazione Perrotta ha preso avvio nella serata del 24 Aprile (lo scorso anno partì il 30 Aprile), il contenimento dei costi rispetto al 2017 appare ancora più marcato, merito di scelte ponderate su piani che in precedenza costituivano esborsi notevoli, come i quasi 20mila euro non investiti per il “potenziamento della viabilità e della pulizia” che, l’anno scorso, sono stati spesi in favore di una cooperativa di 3 persone (che hanno visto l’impiego di 49 addetti, ndr) – mentre quest’anno ne sono stati impegnati 8mila per 30 persone.

Con altri 11mila e 887 euro racimolati nei meandri di ogni voce inserita nel rendiconto spese, si arriva pertanto ai 58.187,65 euro in meno rispetto al 2017, somma certificata dal Settore “Turismo, Spettacolo, Cultura” del Comune di Paola.

Un cambio di passo netto, ispirato finanche da parte della minoranza consiliare, a parole concorde all’azione amministrativa al punto da aver indotto il vicesindaco Antonio Cassano, nel corso dell’ultima assise, a rivolgersi alla capogruppo di Rbc con parole come «sono particolarmente contento dell’intervento della consigliera Cassano. Ad un certo punto pensavo di avere smarrito i miei appunti,  quando parlava sembrava di ascoltare quello che dicevo io. Consigliere, era proprio la mia perplessità: quando parlavamo di servizi che costavano 8milioni e 700 mila euro – che diviso 15mila e 800 paolani fa una  media di 543 euro – vuol dire che si chiedeva, solo per i servizi, quella che è il doppio della capacità contributiva di un cittadino. Ecco perché, la prima cosa che abbiamo fatto, è cercare di ridurre del 34% i costi».

Questo assetto, figlio di una diversità di vedute rispetto al recente passato – quando l’opposizione non è mai stata tenuta in considerazione – dimostra la validità di una pratica d’amministrare che sta allargando il suo raggio d’azione, per mantenere ogni promessa elettorale, compresa quella di non lasciare nulla di intentato per recuperare il “maltolto” con le bollette dell’acqua che, come accaduto ad altre tasse dell’ultimo biennio, qualcuno non ha neanche avuto il coraggio di inviare ai paolani prima dell’appuntamento con le urne.

A tal proposito sarebbe opportuno considerare che, nell’ultimo consiglio comunale, la minoranza ha fatto notare che il 58% dei residui attivi è relativo agli ultimi due anni, vale a dire quel periodo nel quale le tasse da inviare alla cittadinanza sono state tenute nei cassetti.

Fino a questo momento è stato speso un milione in meno per la spesa corrente.

I residui passivi sono cresciuti meno di quelli attivi, pertanto non è stata effettuata alcuna “spesa contabile” ma solo quella “effettiva” concessa dalla cassa.

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