Spesso mi pongo il problema, se la storia non abbia insegnato nulla ai contemporanei.

La nostra nazione sta velocemente precipitando in un baratro molto pericoloso.

Quotidianamente vediamo immagini ed accadimenti che ci riportano indietro, ad uno dei periodi bui della nostra storia, il fascismo che è stato sconfitto dopo tante sofferenze e morti, oggi si appalesa sotto varie forme.

Questa parola (“fascismo”) susciterà, da parte di alcuni, il solito sorrisetto di superficialità, ma non bisogna essere la scimmietta di «non vedo, non parlo, non sento».

L’arroganza  di un partito come la Lega, che ha acquisito – con il capo Salvini – il patrimonio del peggior  estremismo  di destra, è sotto gli occhi di tutti.

I fatti di cronaca quotidiana dimostrano il pericolo che corre la democrazia: rivedere le camicie nere, le braccia alzate, un ministro che si atteggia a nuovo Duce; e l’unica cosa che sa dire quando si contesta il suo operato, blatera a vanvera, di candidarsi. Cose folli, io non sono assolutamente d’accordo su nulla con lui, come non lo ero con altri, ma non per questo si chiede al cittadino in disaccordo, di candidarsi per esprimere la propria opinione .

Molti hanno dimenticato come l’Italia si sia trovata sotto la dittatura fascista, una minoranza con la forza, con le purghe, i bastoni, gli assassinii, si è impadronita del potere. Facendo leva sulle solite parole «ordine e legalità», ha promulgato le vergognose leggi razziali, ha escluso dai posti di comando tutti coloro che non fossero allineati, e chi non prendeva la tessera del fascio era costretto ad emigrare.

Pensate che sia fantasia «Oggi la sanità in Calabria è praticamente inesistente, e per decenza il presidente Oliverio dovrebbe solo tacere e mettersi da parte, unitamente a gran parte degli attuali politicanti», ma provate a recarvi adesso in un ospedale del nord: l’atteggiamento che sta prevalendo spesso da parte degli operatori è quello di fastidio, se non peggio, nei riguardi dei pazienti meridionali.

Esagerazione – queste sono dichiarazioni del presidente leghista del Veneto – «la sanità del Veneto sarà patrimonio solo dei cittadini veneti». Alla faccia di quei calabresi che si inchinano al “nuovo capitano” che sta accogliendo, sotto il simbolo della Lega, personaggi ben noti per le loro appartenenze o collegamenti.

La mafia, la camorra, si allea sempre con chi può essergli utile: colloca nei posti chiave i propri uomini, senza sparare, ma con lo scambio di voti e di danaro.

Il “ministro della paura” ha inculcato negli italiani la paura dell’invasione dell’uomo nero, guardavamo il mare temendo di vedere come nel film “il D DAY”migliaia di imbarcazioni all’orizzonte, e finalmente dopo aver strombazzato questo verbo, ha dovuto constatare che si tratta di novantamila “irregolari”, tali li ha resi lui, coloro che disperati sono sul territorio italiano.

Ancora più grave quelli che si professano cattolici, e poi abbracciano il verbo Salviniano, che istiga  l’opposto di ciò che dice il Vangelo: odio verso il diverso, la forza, la prepotenza per chi non si allinea.

Quei cattolici estremisti che contestano un PAPA che sta risollevando la chiesa dal disastro di decenni di corruzione, di abusi da parte di centinaia di preti pedofili, di affaristi  bancari come nello IOR.

Gli stessi che si oppongono al divorzio, all’aborto, all’uso della cannabis terapeutica, al fine vita, di chi non vuol essere un vegetale.

Questi agognano una nuova inquisizione con “il capitano” Salvini, che di fatto fa il contrario di ciò che loro predicano.

So che queste mie considerazioni daranno fastidio ad alcuni, ma io fortunatamente sono libero, non ho chiesto niente a nessuno, non devo fare carriera, non devo sistemare figli, ho creato il MARSILI per poter rafforzare la libertà di stampa, oggi messa in grave pericolo da questo governo.

Quindi fatevene una ragione.

Ultima riflessione, tra poco andremo alle elezioni europee: ho visto molta indifferenza nella nostra città, non essendoci un candidato locale e gli interessi conseguenti, non si va a chiedere ed a promettere.

Bene io faccio un appello ai miei lettori: andate a votare, bisogna combattere le nuove destre pericolose per tutti noi.

Infine questa volta faccio una dichiarazione di voto: Ho conosciuto una giovane candidata indipendente che si presenta sotto la sigla del PD-PSE-SIAMO EUROPEI; si chiama GERRI BALLO, impegnata nel sociale, essendo di origine albanese si è prodigata a favore di queste comunità. Potrebbe essere un volto nuovo in Europa .

A LEI ANDRÀ  il mio voto… tanto per essere chiari

«A lei andrà il mio voto» – Cosmo De Matteis senza peli sulla lingua ultima modifica: 2019-05-06T10:14:13+02:00 da Cosmo De Matteis