Difendere le proprie posizioni attaccando quelle altrui, da che mondo è mondo, è indice di scarsa convinzione nei propri mezzi.

Perché gettare fango su un’intera struttura sanitaria, solo per replicare agli appunti incontestabili mossi da chi, con cognizione di causa, ha messo in discussione la sussistenza di un servizio che a Paola registrava dati incoraggianti mentre a Cetraro ha subito un’involuzione, pare davvero un’operazione ispirata dalla più totale disperazione, nonché da una cronica mancanza di argomenti.

Il confronto, quando è costruttivo, mette a rapporto le eccellenze, invece l’ultima nota stampa fatta pubblicare dalla sezione cetrarese di Forza Italia, pare concentrarsi sul paragone tra quelli che storicamente non rappresentano punti di forza per entrambe le strutture che compongono lo spoke.

Perché imperniare la tessitura delle lodi inerenti il “Iannelli” finanche sulla viabilità che ne caratterizza le vie d’accesso e d’uscita, significa davvero mistificare la realtà, in quanto a tutti è possibile vivere l’esperienza del collegamento tra il nosocomio e la SS18, con un ingresso a nord che sembra una strada interpoderale dove i veicoli eventualmente transitanti in direzioni opposte, sono costretti a “cedersi il passo” l’un l’altro come accadeva nel medioevo per poi, comunque, transitare sotto i cavalcavia attraversando addirittura un fiume.

La più grande pecca  di chi agisce d’impeto credendo di difendere il proprio campanile, è proprio quella di non considerare le conseguenze delle proprie elucubrazioni, perché proprio sul fronte dei collegamenti che presto saranno operativi per l’ospedale di Paola, v’è da rendere noto che tutte le criticità evidenziate nella nota forzista verranno sanate con azioni mirate, così come è facilmente deducibile anche dalle ultime delibere dell’esecutivo, che vanno nel verso dell’apertura di nuovi punti d’innesto tra la statale e l’area dell’ospedale che, comunque, insiste su una zona che definire “R4” non è corretto.

Su questo aspetto: la collina su cui si erge il “San Francesco”, è stata oggetto di un primo intervento nel 2010, mentre un altro, molto importante, è in corso di completamento, anche se può considerarsi già concluso nella parte sovrastante, tant’è che a settembre riaprirà anche il nuovo grande parcheggio completamente in sicurezza.

In quello stesso spazio, eventualmente, sarà persino ricavabile una piattaforma per l’atterraggio dell’elisoccorso.

Si precisa che l’ospedale, inteso come struttura, non è mai ricaduto in zona R4 a rischio frana, ed ogni intervento di messa in sicurezza sulle strutture preventivato dall’Asp è realizzabile, così come anche scaturito dal tavolo tecnico permanente presso la prefettura di Cosenza, con la presenza tra l’altro della protezione civile e della regione Calabria.

Grazie agli interventi posti in essere, il versante della collina interessato dallo smottamento del 2013, sarà declassificato e non sarà più in zona R4. La parte ovest, invece, è stata oggetto di studi e monitoraggi per un lungo periodo, ed è stato ultimato lo studio geologico per il quale si richiedeva il declassamento da zona a rischio. Quindi, tra gli interventi già espletati e quelli in corso di realizzazione, considerando gli studi condotti, allo stato attuale non sussiste più alcun “rischio frane” per la collina. Infine, la questione relativa alla messa in sicurezza dell’edificio fa parte della normale prassi, considerando che una struttura ultradecennale in cemento armato, necessita di adeguamento sismico ai sensi della normativa vigente, ciò però non c’entra nulla col rischio frane, argomento strumentale utilizzato da chi probabilmente non sa che la manutenzione e le ristrutturazioni si possono eseguire in qualunque momento, cosa non concessa invece a chi parla a vanvera.

Forse, lo zelante politico che si cela dietro il comunicato forzista, non sa che in una riunione fatta all’Asp, dov’erano presenti i sindaci  delle realtà interessate dallo spoke, nonché le strutture tecniche e amministrative, si è evidenziato che dagli studi ufficiali occorrevano più di 10 milioni per mettere in sicurezza Cetraro e 6 per fare la stessa operazione a Paola. Per carità di Patria non ne abbiamo mai parlato, perché noi – a differenza di altri – non ci sentiamo in guerra con nessuno ma solo preoccupati del benessere generale.

Da Cetraro solo fango “a vanvera” contro l’Ospedale di Paola. Replica a FI ultima modifica: 2019-08-26T09:07:58+02:00 da Redazione
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