«Non ti fidar di un bacio a mezzanotte, se c’è la luna non ti fidar, perché perché la luna a mezzanotte, riesce sempre a farti innamorar…».

Con la celebre canzone del “Quartetto Cetra”, è più ritmico accogliere con entusiasmo il “grande fuoriprogramma dell’estate” messo a segno a Paola, dove il prossimo 17 Agosto si esibirà Silvia Mezzanotte.

Alle 23.00 di venerdì, in Piazza IV Novembre, un’artista di indiscutibile caratura incontrerà l’accoglienza locale, composta da un pubblico speranzoso di poter partecipare all’appuntamento al netto di almeno una doccia effettuata. Perché già dalle 11 di sera, in molte case paolane l’acqua inizia a scarseggiare.

«Non ti fidar di stelle galeotte, che invitano a volersi amar…», se dinnanzi ad uno spettacolo su cui campeggia evidentissimo il logo della Regione Calabria, è ipotizzabile una platea composta da gente che ancora oggi, nel 2019, accusa disagi con l’erogazione idrica nella propria abitazione o residenza estiva.

Sotto silenzio, almeno Paola, stanno passando molti disservizi idrici, con case che vedono prosciugarsi i rubinetti senza preavviso, in un preoccupante mutismo con ritmi regolari, simili a quelli che servono all’agricoltura per annaffiare i campi.

E se succede un’emergenza che richiede acqua?

Nell’ipotesi che la venuta di Silvia Mezzanotte possa rivelarsi accattivante per un gran numero di persone, basteranno le risorse idriche cittadine? O s’assisterà a qualcosa di eclatante?

Considerando ancora quel logo “regionale”, alla luce dell’appello del vicepresidente nazionale del Codacons (che ha denunciato a Gratteri una «“tangente” contenuta nelle bollette dell’acqua» calabresi), non sarebbe quantomeno più equo finanziare spettacoli con ospiti “mondiali”?

Senza nulla togliere a Silvia Mezzanotte, se si considerasse attendibile quanto sta emergendo ultimamente sull’acqua in Calabria, dove – sempre secondo il vicepresidente nazionale del Codacons – i comuni «impongono ai cittadini somme determinate in maniera illegittima […] che ha portato […] a pagare tariffe maggiorate per 190 milioni di euro», sarebbero doverosi investimenti spettacolari capaci di intercettare i più grandi artisti mondiali.

Invece no: «mezzanotte per amar, mezzanotte per sognar, fantasticar…», in un loop che da queste parti sembra essere inesauribile. “Panem et…” direbbero i latini, nella speranza di recuperare lo smalto di una stagione che a Paola sta scivolando via in fretta e che, comunque, continua a dimenticare il Lungomare in maniera imbarazzante.

Per il momento questo passa il convento, boicottarlo pare peccato. Però, la prossima volta, per mettere i pari la bilancia dell’intrattenimento e del disagio, ai calabresi bisognerebbe mandare i Pink Floyd nella piazza di ogni comune.

Nel frattempo un bel brano da 390.440 visualizzazioni.

La regione manda la Mezzanotte a Paola. Quando l’ora legale per l’acqua? ultima modifica: 2019-08-13T19:19:10+02:00 da Giampiero Delpresepe
Giampiero Delpresepe

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Autore "collettivo", nominato caporedattore della Testata on-line Marsili Notizie, mi occupo dello scibile in generale, con particolare attenzione alla Politica.