Francesco “Ciccio” Mastroianni (1943-2017), campano, cantante e agente di commercio, è stato il più grande collezionista e conoscitore di Peppino di Capri. Nel pieno rispetto di questo ho deciso di dedicargli il libro sul cantante caprese “Peppino di Capri e i suoi Rockers” (Graus, Napoli, 2018). In questa conversazione con il figlio Antonio (anch’egli cantante) ripercorriamo la sua carriera musicale e il suo impegno politico

Tuo padre, caro Antonio, ha conosciuto Peppino di Capri sin da subito se non vado errato!

Sin dall’esordio nel 1958, esatto! Proprio quando arrivarono nei negozi i primissimi 45 giri e il primo Long Playing. Lo incuriosì sin da subito questo giovanissimo cantante che fisicamente lo assomigliava tra l’altro… Poi il timbro particolarmente nasale, che interpretasse pezzi classici napoletani a mo’ di rock e alla Paul Anka e alla Neil Sedaka. Poi ha sempre respirato musica, sin da bambino aveva fatto pratica nel coro della chiesa del paese, quindi si rese conto, conoscendo bene la materia, dell’indubbia innovazione apportata da lui e dai suoi Rockers

Peppino di Capri e Ciccio Mastroianni = Mastroianni (a destra) con Di Capri e una turista canadese (anni ’80)

Poco dopo si sono conosciuti e sono diventati amici vero?

Si, mi pare nel 1961. È andata così: lui e i suoi amici condividevano la passione e aveva creato un album zeppo di ritagli di giornale su Peppino. Una sera questi tenne un concerto in un Teatro di Caserta. Mio padre naturalmente andò con i suoi amici e con questo album da regalargli… Finito il concerto i Rockers rimasero sul palcoscenico a chiacchierare con i fan, mentre Peppino si nascose immediatamente nei camerini, come inseguito da chissà chi. Mio padre fece irruzione negli stessi e si accorse che Peppino si era nascosto dietro una porta e inchiodato al muro. Allora aprì la porta e gli gridò: “ma che fai qui, strunz!”. Ovviamente lo tranquillizzò dicendogli che era solo un suo fan, lo portò in palcoscenico e insieme agli altri Rockers si misero a sfogliare quei ritagli di giornale. C’era anche mia zia Rosa lì presente. Quella simpatica occasione fu il primo incontro e da quel giorno rimasero sempre in contatto! Andava a sentirlo in tutti i concerti che si svolgevano in Campania e dintorni, faceva consulenza per alcune sue faccende discografiche in via del tutto amichevole, gli dava tantissimi consigli sui brani da incidere, questo e altro!

Sostanzialmente era un rapporto d’amicizia?

Certo, Peppino si rese conto dell’interesse e ogni volta che uscivano nuovi ritmi, nuove tendenze musicali mio padre gliele faceva sentire chiedendo sempre “che ne pensi? ne prenderai ispirazione per qualche brano nuovo?” Naturalmente assisteva anche alle incisioni, alle riunioni di lavoro alla Splash… Peppino ricambiava tutto questo interesse chiedendogli pareri sui brani che aveva inciso e sui quali lavorava, prima che questi venissero pubblicati. Ricordo con affetto che nel 1993 Peppino è venuto al mio paese, a Cicciano. Aveva cantato a Comiziano, un paese limitrofo, e il pomeriggio Peppino è venuto a trovarci con il suo manager Pino Tortora. Quando è arrivato tutti in preda dall’emozione, e gli abbiamo fatto vedere ad un televisore un collage di spezzoni di suoi vecchi film dove cantava i suoi successi…

Un’immagine giovanile di Ciccio Mastroianni in cui è palese la somiglianza con il look del primo Peppino di Capri 

Alla passione per la musica, tuo padre conciliava anche una convinta militanza politica nel MSI!

Sin da giovanissimo, per condividere più che altro situazioni sociali con uno status quo forse non per forza di sinistra. Teneva una sezione del Movimento al suo paese, Casapulla. Poi a Caserta prendeva molti voti nell’ambiente degli artigiani, dei lavoratori autonomi, ecc… E ci fu anche un interessante incontro con lo storico segretario Giorgio Almirante, credo nella campagna elettorale del 1972. In paese c’era necessità di chiudere la propaganda con un nome di peso. Mio padre andò a Roma con alcuni amici di partito il giorno prima e andarono alla sede principale, incontrarono Almirante. Papà rimase molto colpito dalla sua compostezza e cortesia, da uomo di altri tempi, poi gli chiese la cortesia (scendere giù in paese). Poi Almirante chiamò il giovanissimo Gianfranco Fini e questi rispose a lui “si, capo?” come fossero militari e gli chiese di andare al paese di mio padre. Fini rispondendo “obbedisco” annullò quindi un altro impegno che aveva intanto preso a Fiuggi e scese con loro a Casapulla per sostenere il comizio che andò abbastanza bene e fu molto gradito. Negli anni a venire poi mio padre rimase in ottimi rapporti anche con Fini…

Di Capri e Mastroianni negli anni ’90 a casa di quest’ultimo durante la visione degli spezzoni dei vecchi musicarelli

Tornando a Peppino, tuo padre gli ha mai proposto un pezzo?

Posso dirti con certezza che gli suggerì “La panchina” che poi portò al Festival di Sanremo 2005. La cosa andò così: mio padre gli disse “Peppino, scrivi una canzone su un uomo che affacciandosi alla terza età rivede i suoi amori, la sua vita…”. Da lì nacque il brano anche se forse la musica del pezzo era già in cantiere, non ti so dire. Poco dopo papà gli propose anche di fare una cover di “But i do” di Clarence “Frogman” Henry presente anche nella colonna sonora di “Forrest Gump”. Peppino ebbe un’esitazione e pochi mesi dopo guarda caso un’altra cover del brano venne utilizzata per una pubblicità della Citroen. Peppino se ne mangiò le mani (ride) Scherzi a parte posso dire che si è sempre fidato dei suggerimenti di papà, quante volte lo abbiamo sentito dire “Ciccio ha delle intuizioni favolose!”. E senza che gli avesse mai chiesto di cantare le canzoni per i ragazzini…

Un ricordo di Ciccio Mastroianni, grande amico di Peppino di Capri ultima modifica: 2019-08-15T09:58:19+02:00 da Gianmarco Cilento
Avatar

About 

Giornalista e Scrittore, mi occupo di Critica Cinematografica e Musicale. La mia prima pubblicazione "Peppino di Capri e i suoi Rockers" (Graus, Napoli, 2018) è stata ampiamente apprezzata da pubblico e critica