opera buffa

Le prese di posizione e quelle per i fondelli – L’Opera Buffa di chi fa e disfa

Premessa: l’Opera Buffa è un genere dell’opera italiana che, non a caso, si sviluppò nella bella e vivace città di Napoli nella prima metà del XVIII secolo come opera comica, per poi diffondersi ovunque, anche tramite famosi compositori come Mozart, Rossini, Donizetti.

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Cronologia 

Sorta in particolare tra il 13 e 14 agosto, ma con nascita precedente

Teatro

La Calabria in senso lato e Paola nello specifico, ma, va detto con onestà, poteva ed ha accoglienza in tante altre località cosiddette turistiche italiane.

Soggetti rappresentati 

Sono vari fra Assessori regionali, locali, funzionati comunali, personaggi politici diversi e di potere, operatori commerciali soprattutto pubblici esercizi; e tutti si confondo ed alternano tra quelli principali ed altri che possono corrispondere a sottogeneri del tipo serio, buffo, giocoso, semiserio o farsesco

Scenografia

In particolare l’isola pedonale di via Nazionale a Paola all’altezza del distributore di carburante ed il noto locale Happy Days

Trama

Come noto il lungo periodo di lockdown determinato dalla gestione del Covid-19 in Italia, come altrove, ha generato profonde crisi economiche, ed uno dei settori più colpiti è stato quello dei pubblici esercizi, in particolare ristoranti, pizzerie. bar, ecc. insieme a tutto il settore turistico, salvo rari casi ma nelle solite rinomate località. Ogni operatore, di concerto con le regole regionali e comunali, ha quindi cercato di organizzarsi in modo tale da non disperdere il periodo estivo soprattutto intorno al ferragosto (dunque sempre più ristretto in termini di concreto turismo) per tentare di recuperare almeno in parte rispetto a quanto perso, sia in modo diretto tra proprietari, collaboratori fissi o stagionali, che indiretto verso aziende fornitrici di materie prime, soprattutto del territorio nel caso di locali che valorizzano in particolare la propria zona. E’ noto come ogni Regione e Comune, pur proclamando a destra e manca iniziative di sostegno mirabolanti, seguendo pari miracolose direttive governative nazionali.., di fatto non ha veri e propri programmi così chiari e continuativi tali per essere a fianco degli operatori del pubblico esercizio e quindi di chi lavora nel settore specifico e “campa” (ricordiamolo), lui e famiglia, solo di quei soldi.  In tal senso in un tratto della via Nazionale a Paola si era creata un’isola pedonale, anche espressamente voluta dal Sindaco (ma osteggiata da qualcuno pur facente parte della maggioranza che lo sostiene, come da tipiche beghe comunali ovunque, pur di raccogliere consensi social), con musica pubblica grazie ad un programma fatto in collaborazione con Happy Days, con tavoli interni e soprattutto esterni nel rispetto del distanziamento sociale. Un programma musicale e d’intrattenimento ben organizzato e promosso (con possibilità di ridotti balli all’aperto) e comunque liberamente disponibile anche al pubblico oltre i clienti del locale. Poi, come noto, il 13 agosto esce un’Ordinanza del Governatore Jole Santelli che, dinanzi a serie problematiche di salute (lasciamo agli esperti veri ed ai nuovi scienziati da social la differenza tra contagiati e malati..) blocca le discoteche ed i balli in genere nei locali pubblici, stabilimenti balneari inclusi.  A cui, visto le difformi interpretazioni, si aggiunge una dichiarazione ufficiale dell’Assessore regionale di riferimento che recita: “Chiudere le discoteche non significa chiudere la musica. La musica non ha mai infettato nessuno e possiamo continuarla ad ascoltarla nei locali calabresi”. Il che vale a confermare che non avrebbe e non ha senso vietare la musica se si osserva il distanziamento sociale, come per esempio in isole pedonali controllate, e mentre i clienti, autonomamente responsabili, cenano in tavoli diradati ascoltando tale musica. E dopo qualche momento di sbandamento (ma intanto i giorni intorno al ferragosto non restano fermi…),Happy Days riceve una sorta di autorizzazione verbale a proseguire il suo programma, ma con giusto divieto di consentire balli od altri assembramenti nell’isola pedonale dinanzi al locale, e quindi lo comunica alla possibile clientela e col conforto di altri commercianti ed operatori direttamente od indirettamente coinvolti.

Epilogo

Invece tutto si blocca, ed il 14 agosto, tra le 14,30 e le 16 circa, prendono corpo in un crescendo da soap opera le varie interpretazioni di funzionari comunali alla Ponzio Pilato..,  od assessori timorosi, e di fatto si creano le condizioni per cui l programma non può  proseguire. Anche perché, si mormora.., che avendo smistato alle forze dell’ordine l’Ordinanza regionale famosa, circolano appunto voci che queste mostreranno certo il muso duro e pronti a fare multe od anche pesanti chiusure.  Naturalmente tutto questo col consenso dei soliti benpensanti (sovente pensionati con emolumento certo a fine mese) che così possono vedere partite televisive senza altri fastidiosi rumori…. Insieme al silenzioso piacere di qualche  personaggio politico locale sempre attento a raccogliere soprattutto consensi da social, ma forse evitando dibattiti e confronti seri con chi ha zebedei opportuni e non teme la vendetta posteriore. Risultato finale, una sorta di landa desertica ove giustamente imperano le mascherine quando è il caso (qualcuno forse ne vorrebbe l’uso anche mangiando e bevendo all’aperto..), e la musica d’una cantante o gruppo totalmente esclusa, ovviamente in ogni luogo della città (anche se circolano voci, ma non appurate personalmente, che in qualche locale “intoccabile”  si può..). Dunque, ogni programma è annullato, con relativo saluto alle già poche giornate fruttifere di ferragosto e dintorni, ribadiamolo, per tutti, e ben al di là dell’esempio utilizzato nello specifico. Ma poco cala a quelli del posto fisso con mensilità assicurata e pronti ad indignarsi perché “vedi come aumentano i contagiati”! Il trionfo appartiene al vizio di mettere tutto in un unico calderone invece di saper distinguere i provvedimenti utili di distanziamento sociale ed altro connesso, in  cui certo interviene la responsabilità personale e consapevolezza di tutti noi, ma tali da non consentire un futuro ove a morire di fame saranno in tanti e con relativi e gravissimi risvolti sociali…Evviva!!!

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