io non so parlar d'amore

Fabiana Deger racconta i retroscena dell’album ‘Io non so parlar d’amore’ di Celentano

La cantante Fabiana Deger svela, in questa confidenziale conversazione, la genesi di “Io non so parlar d’amore”, uno degli album più fortunati di Adriano Celentano, uscito nel 1999.

Com’è nata l’idea di quest’album leggendario della musica italiana?

Adriano aveva interpellato Mogol per chiedergli se era disponibile qualche autore per comporre qualche canzone, che lo potesse riportare ai vecchi splendori. Vari compositori (come Mario Lavezzi) hanno risposto all’appello, finché a Mogol non viene in mente Gianni Bella, che accetta. Il primo incontro tra Celentano e Gianni è avvenuto proprio nella faraonica villa di Adriano, dove c’è davvero di tutto, dalla sala cinematografica al campo da tennis, fino ad una stanza dove ripara gli orologi, visto che è il suo hobby preferito.

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Mogol e Gianni iniziano a far ascoltare i provini a Celentano e a sua moglie Claudia Mori, che ne restano catturati. Per questioni burocratiche però, l’accordo stava per non arrivare, anche per via della scrupolosità di Claudia. Allora Gianni sta per andare via, perché anche lui fa molto valere le sue ragioni, e giustamente. La conseguenza è stata inaspettata; la Mori ha ricontattato Gianni, rimodulando l’offerta. I brani erano davvero belli, sarebbe stato un peccato perderli, anche perché già Marcella, la sorella di Gianni Bella, stava “corteggiando” qualche brano nello stesso periodo, pensando di inciderlo.

I provini erano completi, con le frasi chiave, ecc… erano poco più che demo. Nel disco gli arrangiamenti sono accreditati a Fio Zanotti, anche se Gianni nei provini aveva già dato l’impronta. E anche in studio ha seguito tutta la lavorazione del disco, in una sala d’incisione vicino Milano Marittima. Quindi Gianni è stato il vero artefice della rinascita di Celentano. Avrebbero dovuto menzionarlo di più. Per carità, la squadra funzionava alla grande, e anche Adriano lo ammetteva. Ricordo che io e Bella litigavamo su quale era il brano più avvincente dell’album. Io ritenevo fosse L’emozione non ha voce, lui Gelosia. Alla fine ho avuto ragione io, infatti quello è stato il pezzo di maggiore successo.

Com’è nata ‘L’emozione non ha voce’?

E’ stata scritta da Gianni. Da lui è nata questa melodia, bellissima e semplice. E forse proprio per questo a Gianni non convinceva come brano portante dell’album. A Marcella piaceva molto, come dicevo, e l’avrebbe incisa volentieri.

L’altro brano molto valido del disco è ‘L’arcobaleno’

Certo, Mogol sostiene di aver avuto l’ispirazione in sogno riguardo al tema. La musica è comunque di Gianni.

Secondo te quale innovazione c’è stata in questo disco per quanto concerne la carriera di Celentano?

Gianni Bella ha portato una ventata ritmica alla vita musicale di Celentano. Adriano è rimasto colpito così positivamente dai provini di Gianni al punto da volerli riprodurre perfettamente nelle incisioni definitive, infatti se ci fai caso quando canta Gelosia, Celentano, come Bella, tronca le note nelle finali, cosa da lui mai fatta prima.

Vogliamo parlare un po’ degli aspetti di produzione del disco?

E’ Claudia Mori a mandare avanti il management, Celentano è più per l’aspetto artistico-musicale, e la scelta dei brani ovviamente è sua, non della Mori.

Hai partecipato alle session del disco?

Personalmente no. Anche se so che per quanto riguarda le sessioni di incisioni c’è stato molto perfezionismo. Gianni ogni tanto mi diceva “abbiamo rifatto daccapo alcuni pezzi”. In quello studio d’incisione a Milano Marittima sono stati settimane a perfezionare. Per il disco non c’è stato alcun tour promozionale, ma è lo stesso Celentano a non averne bisogno. Non appena escono i suoi pezzi spopolano ovunque. Stiamo parlando di uno che ha rifiutato cifre astronomiche offertegli per alcuni concerti negli Stati Uniti, a causa della sua paura di prendere l’aereo!

About Gianmarco Cilento

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Collaboratore freelance per testate giornalistiche e Scrittore, mi occupo di Critica Cinematografica e Musicale. La mia prima pubblicazione "Peppino di Capri e i suoi Rockers" (Graus, Napoli, 2018) è stata ampiamente apprezzata da pubblico e critica

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