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Paola – Zone senz’acqua da giorni, i falbiani all’amministrazione: «latitanti»!

Mentre sulla spiaggia è tutto uno scrosciare di piscine che si riempiono e docce che sibilano sgocciolando anche a rubinetto chiuso, secondo quanto riportano gli oppositori della minoranza consiliare paolana (per comodità definiti “falbiani” ma afferenti al soggetto politico “Progetto Democratico”) in molte zone di Paola l’acqua manca nelle case.

Il capogruppo Pino Falbo e la consigliera Anna Anselmucci, coadiuvati dal coordinatore Emilio Pastore, attraverso un comunicato stampa, hanno reso noto che «Diverse contrade della città (San Miceli, Rione Croce, Fosse) sono inspiegabilmente senza acqua da almeno venti giorni, nonostante la pandemia e la stagione estiva. È una situazione paradossale e ormai non più procrastinabile».

Un fatto veramente increscioso, soprattutto se si considera il verde rigoglioso che, ogni giorno, viene innaffiato abbondantemente per far apparire più accattivanti le facciate di diverse attività private, senza dimenticare l’acqua che, a fiotti, esce regolamentata col contascatti che richiede tante monete per quanto dura lo sciacquo “post mare”.

«Siamo stati invitati reiteratamente dai cittadini ad intervenire – dichiarano ancora da Progetto Democratico – avendo raccolto numerose segnalazioni di disagio da varie contrade».

«Ci sono zone di Paola dove l’acqua non sgorga dai rubinetti da venti giorni – si fa presente nella nota – lasciando la gente in balia dei problemi e dei disagi, aggravati dalla pandemia e dal periodo estivo. In altre zone, invece, l’acqua arriva a singhiozzo ed in altre ancora l’erogazione del prezioso liquido ha subito una importante riduzione in termini di portata. È un fatto gravissimo perché è un problema che ci trasciniamo da anni e che ora è aggravato dalla emergenza sanitaria, la quale costringe ognuno di noi a lavarsi frequentemente le mani per evitare contagi. Peraltro è estate ed i cittadini vanno a mare, bambini al seguito. E sappiamo bene quali sono le esigenze sia delle normali famiglie sia – soprattutto – di quelle dove sono presenti bambini o persone anziane, peggio ancora se ammalate».

Una denuncia bella e buona, che però a Paola sembra cadere nel vuoto, soprattutto in relazione alle comunicazioni ufficiali in materia, con i canali di comunicazione “istituzionali” capaci di esaltare l’inaugurazione di un capannone più accogliente per una storica attività privata, e però del tutto muti nel rendere noti i disagi che si presentano giornalmente per i cittadini.

«Non capiamo con quale coraggio questi Signori dell’Amministrazione comunale cercano di sbandierare meriti straordinari, peraltro inesistenti, se nemmeno i servizi basilari ed essenziali vengono garantiti. Un bene primario come l’acqua è ancora oggi un miraggio, in alcuni territori, nonostante le bollette che i cittadini pagano. Questa è una vergogna su cui non si può più tergiversare. Un’Amministrazione comunale deve caratterizzarsi per la straordinarietà e non certo per la gestione dell’ordinario – concludono i falbiani – quanto in termini di ordinario sono pure latitanti. Qualche spolverata di bitume e marciapiedi risistemati non possono essere considerata buona amministrazione».

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