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Paola – Bus a chiamata: «fermati senza spiegazioni né alternative»

Antefatto: Lo scorso 8 agosto, con decisione unilaterale, l’amministrazione comunale di Paola ha sospeso il servizio diBus a Chiamata” (clicca) gestito dalla “Fiorito Viaggi&Turismo” per conto dell’ente. Il legale rappresentate della ditta appaltatrice, Mario Fiorito, il 10 agosto (clicca), è intervenuto a mezzo stampa per lamentare l’accaduto e scusarsi con i tanti utenti rimasti a piedi e senza spiegazioni. Successivamente è quindi stato pubblicato un comunicato dell’attuale maggioranza di governo cittadino, nel quale il servizio in questione è stato stigmatizzato come “a perdere”, quindi da rimodulare «nell’interesse della comunità». Una posizione netta e dichiaratamente avversa al gestore, ribadita anche con espressioni di questo tipo: «È impensabile che il privato possa ottenere oltre al mezzo di trasporto, un contributo mensile di 1500 euro, che vanno ad aggiungersi al pagamento del bollo e dell’assicurazione del mezzo stesso. Il tutto facendo pagare la corsa ai cittadini, tenendo conto delle categorie tutelate».

Mario Fiorito, a distanza di qualche giorno dal comunicato diramato dal Sant’Agostino in merito allo stop del “Bus a chiamata”, da legale rappresentante dell’omonima società “Viaggi&Turismo”, che ha gestito il servizio fino alla sospensione, ha inteso fornire ulteriori chiavi di lettura sulla vicenda che oggigiorno vede i pulmini languire in un parcheggio.

«Giunti ormai alla fine di agosto – è l’incipit di Mario Fiorito – dopo la nota stampa con cui l’amministrazione comunale ha definito “aggravio” il costo del biglietto per il servizio del bus a chiamata, a sua volta stigmatizzato come “utile ma da rimodulare” sulla scorta di una non meglio specificata spending review, in attesa di veder compiuto il lavoro, sinora utile solo a porre fine ad un’esperienza costruttiva, occorre intervenire nuovamente per fornire delucidazioni utili a capire in che verso si muove il trasporto pubblico. Ebbene, a quanti hanno cercato, per fortuna senza trovarlo, un sentimento d’indignazione riguardo al fatto che il comune contribuisse con 1.500 euro all’attività, occorre forse ricordare che il servizio di bus a chiamata ha richiesto l’impiego di due persone, autisti qualificati, che andavano tutelati sul piano lavorativo, anche perché in almeno un caso si tratta di padri di famiglia. Scandalo ha suscitato anche il fatto che le corse fossero a pagamento, senza specificare che si tratta di una tariffa variabile a seconda dei casi e inesistente per quanto riguarda i bambini. Si pensi all’indignazione che solleva sapere che a Paola, con una spesa massima di un euro e cinquanta, si può andare e venire dove si vuole facendosi prendere o lasciare quasi sempre nel posto più vicino alle proprie necessità. Davvero uno schifo! Pessimo, come pure è stato presentato il tema relativo al bollo e all’assicurazione a carico del Comune. Anche qui, a quelli che agitano lo spettro dello sperpero di danaro, occorre ricordare che i mezzi sono “del” Comune, che quindi è l’unica entità che può farsi carico di queste onerose formalità. Al privato che gestisce il servizio, vale a dire il sottoscritto, l’obbligo di provvedere al pieno funzionamento dei veicoli, mediante manutenzione scrupolosa, per garantire gli elevati standard di sicurezza richiesti, nonché sostenere tutti i costi per il costante rifornimento di carburante, negli ultimi mesi schizzato in alto coi prezzi. Insomma, una serie di questioni per le quali ritengo lesiva e ingiusta l’immagine proposta nel comunicato dell’amministrazione comunale che, tra l’altro, da quando ha sospeso unilateralmente il rapporto, non ha neanche sentito l’esigenza di interfacciarsi con il sottoscritto, che ancora oggi, a distanza di due settimane dallo stop dei pulmini, mi trovo costretto a rispondere e a giustificare il disservizio ad una folta schiera di utenti, molti dei quali sono villeggianti che avevano pianificato il loro soggiorno in città proprio in base alla chiamata che potevano effettuare per gli spostamenti, e nella stragrande maggioranza cittadini che hanno perso l’opportunità di raggiungere agevolmente l’ospedale, il tribunale, la stazione, il cimitero e tutti i principali scali nevralgici che abbiamo in città. Nessuno, nel corso degli anni in cui le corse sono state garantite, si è mai lamentato di dover spendere uno spicciolo per andare laddove a piedi risulta faticoso, anzi, solo complimenti e gratificazioni, come quelle ricevute dal momento in cui i bus si sono fermati, o i tanti attestati di stima rimasti impressi durante la campagna vaccinale, quando tantissime persone hanno scelto di recarsi presso l’HUB di Sant’Agata col pulmino. Probabilmente nessuno immagina quanto marginale sia il costo del biglietto ai fini del sostentamento dell’iniziativa. Forse quelli che criticano a prescindere non sanno che anche le corse extraurbane, provinciali, regionali e nazionali, ricevono contributi dagli enti di riferimento, perché altrimenti, ai prezzi di mercato, il valore dei biglietti supererebbe di gran lunga le possibilità economiche dei pendolari. Sarebbe opportuno che prima di prendere pubblicamente posizioni tanto drastiche – conclude Fiorito – ci si informasse riguardo l’argomento da trattare, perché l’estate è finita e siamo ancora qui in attesa della manifestazione d’interesse, promessa già all’indomani della sospensione del servizio».

About Francesco Frangella

Giornalista. Mi occupo di Cronaca e Politica. Sono tra i fondatori del Marsili Notizie ed ho collaborato come freelance per varie testate.

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