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Paola – «Bilancio inattendibile»: la Nuova Era parte a rischio default

Nota di Andrea Signorelli, capogruppo consiliare di Rete dei Beni Comuni

L’approvazione delle tariffe fuori termine e alcune gravi anomalie nella predisposizione dello schema di Bilancio di previsione 2022-2024 rischiano di produrre conseguenze dannose per l’Ente.

Nei giorni scorsi, sia in sede di Conferenza Capigruppo, sia in occasione della riunione della Commissione Bilancio abbiamo avuto modo di affrontare alcune questioni dirimenti per il prosieguo di questa consiliatura.

È doveroso ringraziare da parte mia tutti quei consiglieri, senza distinzione tra maggioranza e minoranza, che in questi giorni hanno agevolato i lavori della Commissione Bilancio in occasione della quale sono stati posti all’attenzione dell’Amministrazione e degli organi di controllo errori nella compilazione dello schema che, stando lo stato delle cose, al momento non potrà essere sottoposto al voto del Consiglio Comunale.

Al ritardo nella predisposizione di questo importante documento per la vita del nostro Comune, dovrà aggiungersi altro tempo e i giusti correttivi per consentire ai Consiglieri di svolgere il proprio compito con le adeguate garanzie di veridicità, salvaguardia e correttezza dei conti pubblici.

Come da consuetudine, essendo noi una forza politica propositiva, abituata ad agire nell’esclusivo interesse della città e dei cittadini paolani tutti, abbiamo posto all’attenzione dei vari organi politici queste anomalie.

In particolare in sede di Commissione abbiamo esposto un problema che accende i riflettori sulla correttezza procedurale e sulle responsabilità dei vari organismi politici, tecnici e di controllo.

Nella Deliberazione di approvazione dello schema di bilancio della Giunta comunale (n. 157 del 24.10.2022) sono indicate tre variazioni in via d’urgenza mai ratificate dal Consiglio nel termine di 60 gg. per un valore complessivo di circa 1 milione di euro. Tali variazioni in base all’art. 175 del D.Lgs. 267/2000 non possono essere riportate in bilancio attraverso una procedura viziata. Infatti, nel caso di mancata ratifica da parte del Consiglio, la legge prevede come conseguenza la decadenza ex tunc della deliberazione della Giunta comunale. Dunque la deliberazione perde validità con effetto retroattivo, ab origine.

La delibera di Giunta recante variazioni di bilancio decaduta comporta di per sé che tutti gli atti adottati nel presupposto della sua esistenza debbano essere considerati affetti da nullità assoluta, ai sensi dell’articolo 21- septies della legge 241/1990. Fatta eccezione, entro i limiti stabiliti dal Consiglio comunale, per quelli adottati nel lasso di tempo intercorrente tra l’adozione della delibera e la sua decadenza. Stando alla principale giurisprudenza amministrativa, tali atti comportano la responsabilità personale sotto l’aspetto patrimoniale delle obbligazioni contratte in assenza di un valido titolo. Tale responsabilità non può che estendersi in capo a chi ha il compito di vigilare sulla contrazione delle obbligazioni e sul controllo sull’attività dell’apparato burocratico sotto l’aspetto contabile sia sotto l’aspetto della culpa in vigilando che quella omissiva e financo quella commissiva nel caso di apposizione di eventuali pareri di regolarità contabile o di visti attestanti la copertura finanziaria degli atti.

Altro aspetto ancor più grave è quello relativo all’approvazione fuori termine delle tariffe. La legge anche in questo caso prevede che le tariffe debbano essere approvate entro il termine del Bilancio di previsione, ovvero entro lo scorso 31 agosto. Siamo ben oltre i termini consentiti per cui è nulla l’ipotesi di riscossione. Considerati gli effetti che questo nuovo piano tariffario produrrà in capo ai cittadini attraverso l’introduzione di nuovi tributi, sin da subito abbiamo manifestato tutta la nostra perplessità e contrarietà. Solo di entrate IMU, il bilancio prevede un ammontare di circa 6,7 milioni di euro – ovvero circa 500 euro a cittadino – di cui oltre 1 milione quale nuovo gettito dalle aree edificabili a seguito dell’approvazione del PSC. Eppure l’ampliamento delle superfici imponibili poteva essere occasione per ridurre le aliquote a parità di gettito, mentre la scelta è stata quella di aumentare le entrate per nuove spese improduttive. Anche in questo caso, in tempi adeguati, ci eravamo permessi di dare dei suggerimenti. Ad esempio, prima della modulazione della tariffa, sarebbe stato opportuno modificare i regolamenti per evitare incongruenze (come nel caso del classamento “Verde urbano e periurbano”) e prevedere ulteriori casi di esenzione (terreni interclusi, privi dei servizi essenziali, con acclività superiori al 36%, corti di fabbricati, ecc.). Suggerimenti anche in questo caso rimasti inascoltati.

Tuttavia, a conferma di quanto da noi sostenuto in sede di Commissione Bilancio, l’adozione delle tariffe – arrivando fuori termine – è incapace di produrre effetti retroattivi, costringendo ora l’organo amministrativo ad annullare in autotutela la precedente deliberazione di Giunta con la quale è stato approvato il Bilancio di Previsione e, contestualmente, a provvedere alla redazione di un nuovo schema di Bilancio. A ciò si aggiunga la censura del Ministero dell’economia e delle finanze che – proprio con riguardo all’IMU – sul proprio sito dichiara la tariffa “inefficace” per l’anno 2022 poiché approvata in ritardo e pubblicata fuori termine. Oltretutto, sul punto è sufficiente riportare quanto scritto dai Revisori dei Conti nel proprio parere per capire la gravità della situazione. Secondo il Collegio la mancata realizzazione degli incassi “… può pregiudicare notevolmente la garanzia di erogazione dei servizi comunali essenziali …”.

Ad oggi le tariffe sono inefficaci e il bilancio non attendibile.

Tutto ciò con una diffida pendente da parte della Prefettura di Cosenza.

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